|| Auf dem Weg || – || Expat-Life || Hermsdorf fantasma

È strano, a volte, passeggiare per piccoli paesi fantasma. 
Sono microcosmi in cui a farla da padrone sono case in graticcio un po’ malandate, con le tende ormai ingiallite e il legno scheggiato in più punti. Sono strade percorse dal vento, dove al più passa veloce una macchina diretta chissà dove. Sono angoli bui interrotti dalle insegne luminose del Dönerladen o di un vecchio negozio di ceramiche chiuso da chissà quanti anni.
Venerdì sera, mentre tornavo a casa dopo qualche ora di insegnamento in una piccola “Isola che non c’è” mi sono soffermata a guardarmi intorno, cercando di capire cosa fosse successo a quello che, ne sono certa, una volta era un paesino davvero grazioso. C’erano piccole casette, giardini, insegne di negozietti ormai chiusi ma che farebbero la gioia di qualsiasi hipster, radical chic, bohémien. Leggendo le varie insegne e i vari cartelli pubblicitari, ho persino sorriso di fronte ad un incontro settimanale per imparare a filare la lana.


Hermsdorf Klosterlaunitz è letteralmente un piccolo microcosmo fatto di casette disabitate, un Dönerladen, una pizzeria che sembra un castello e che non ho mai visto aperta ed aiuole colorate. Le sue strade sono percorse da macchine che però non paiono mai volersi fermare, dirette al centro commerciale poco distante. 
Percorrerne le strade mi ha fatto tornare indietro con la memoria alle sere in cui, da bambina, accompagnavo gli “zii dal mare” nella loro passeggiata serale. Partivamo dal “centro” del paese per arrivare sino in frazioni abitate solo d’estate, dove a farla da padrone erano accenti un po’ strani e bambini scalmanati. Mi ha ricordato tutte le volte in cui mi sono soffermata a guardare le lucciole, incurante di quanto avevo attorno. Mi ha fatto venire in mente le mille volte in cui mi sono persa a guardare un tramonto, isolandomi dal caos che avevo attorno.
Percorrerne le strade mi ha riportata, a modo proprio, alle poche memorie d’infanzia che ancora conservo gelosamente. Sono ricordi in cui, per una volta, è la meraviglia e non il terrore a farla da padrone. Sono attimi di coscienza che mi riconducono alle cose che ancora conservo nel cuore, rispetto a quelle notti d’estate, e non alle cose che ho lasciato andare.  
Hermsdorf, a modo proprio, è la mia isola che non c’è, il posto in cui ritorno bambina e mi riempio di meraviglia per una casetta arroccata oppure per un’incisione nel legno. Si tratta di uno di quei luoghi al quale, perlomeno coi ricordi, potrò tornare una dieci cento mille volte, trovando un centro nuovo ed un equilibrio. Si tratta di un frammento di quel senso di appartenenza che i tedeschi chiamano Zuhause e che il “casa” italiano priva un poco della connotazione puramente emotiva. Si tratta, per citare Tabucchi, di “quel luogo” che, a conti fatti, è sempre stato in noi ma che, a volte, ha bisogno di nuovi occhi per essere scoperto veramente.

Un luogo non è mai solo quel luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. 
In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati

2 thoughts on “|| Auf dem Weg || – || Expat-Life || Hermsdorf fantasma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.