|| Auf dem Weg || Jeninchen

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Oggi ho deciso di portarvi con me in un negozietto che adoro e che – è bizzarro, lo so – mi stimola a diventare un consumatore più attento e consapevole: il negozio di prodotti alla spina (o zero wasteJeninchen.


Mi sono avvicinata al concetto di zero waste – che in tedesco chiamano unverpackt ossia non confezionato – per caso. A quaranta minuti da casa mia c’era un Auchan che aveva una corsia dedicata a prodotti alla spina e nella Coop dove ho lavorato per pagarmi gli studi era possibile acquistare prodotti per la pulizia della casa secondo un principio simile. Non solo erano ecologici ma spesso anche molto convenienti, ergo perché non provare?

Facendo la spesa al supermercato ci capita spesso di vedere insalate in sacchetti di plastica, pomodori nelle loro belle scatoline, frutta, legumi e cereali confezionati. Se in alcuni casi posso comprenderne la ragione puramente igienica, in altri spesso tendo a non comprare questo o quel prodotto proprio a causa di questo eccessivo “impacchettamento”. Detesto l’idea di dover riempire il bidoncino della plastica con sacchetti e sacchettini che a lungo andare hanno un impatto disastroso sul nostro pianeta. Trovo eccessiva la quantità di plastica della quale ci attorniamo senza chiederci quanto questa abbia potenzialmente la capacità di soffocarci.
L’anno scorso mi sono finalmente decisa ad acquistare uno spazzolino completamente biodegradabile, in bambu e l’ho trovato in un negozio chiamato “Louise genießt” a Erfurt. “Louise genießt” è stato il primo negozio a vendere prodotti non confezionati e/o impacchettati con materiale completamente bio-degradabile del quale sono venuta a conoscenza, la cui commessa mi ha poi confermato che stavano progettando un esercizio simile a Jena ed erano in fase di crowdfounding.
Ora che il negozio è aperto, nonostante non sia proprio dietro l’angolo rispetto a casa mia e andare al supermercato sotto casa sarebbe più veloce, mi piace andare lì a comprare the sfusi, caffè, cereali e legumi. Sto aspettando di finire i dischetti di cotone che uso di solito per comprare un dischetto in tessuto lavabile e prima o poi mi piacerebbe provare lo shampoo solido. Conosco ovviamente il sapone ma – nemmeno a dirlo – non mi sono mai fatta tentare dalle diavolerie di Lush, ergo mi sembra giunto il momento di iniziare. I commessi del negozio sono gentilissimi, giovani, alla mano e appassionati ergo quei 50 centesimi in più si spendono volentieri tra una chiacchiera e l’altra. Il negozio non è enorme ma ha un ottimo assortimento di prodotti di buona qualità che non fanno rimpiangere proprio nulla della classica merce da supermercato.
Ma quali prodotti si possono acquistare allo Jeninchen?
The, caffè, spezie, cereali, pasta, legumi, marmellate e paté (esclusivamente in barattoli di vetro), frutta e verdura locale, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale e tanto altro.
Perché rinunciare alla convenienza (spesso non solo economica) del supermercato?
Innanzitutto per una questione ecologica. Troppo spesso, nonostante iniziative quali l’Earth Day ci dimentichiamo di quanto importante sia preservare il pianeta su cui viviamo. Non serve indignarci di fronte alle foto di animali morti a causa dell’eccessiva presenza di plastica nell’oceano: dobbiamo fare qualcosa.
Inoltre, un pacchetto di Earl-Grey al supermercato – forse persino al negozio biologico – costa sicuramente meno ma, come sempre quando si tratta di spese e denaro, è tutta una questione di priorità. Preferisco avere un capo d’abbigliamento in meno ma avere la possibilità di comprare del curry che non sappia di plastica e farlo in maniera consapevole. Rinuncio volentieri all’ennesima crema che mai userò in favore di un chilo di cereali di buona qualità. Preferisco la qualità alla quantità e – vivendo da sola e mantenendomi in maniera dignitosa con le mie ore part-time e i miei lavoretti sparsi – ho la possibilità di fare questo genere di scelte ogni volta che desidero.

E voi? Frequentate questo genere di negozi? Esistono dalle vostre parti? Fatemi sapere! 😀

Piccola nota di servizio: mi sono finalmente decisa ad aprire una pagina Facebook che ospiterà i contenuti di Hopeless Wanderer, magari qualche foto random e qualche articolo interessante. Che ne dite di cliccare “Mi piace”? 😉

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