Beauty case zero waste e viaggi consapevoli

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Visto il successo del post a proposito dei miei Viaggi zero waste, ho deciso di scendere un pochino di più nel dettaglio e parlarvi del mio beauty case zero waste.

Nessuno è perfetto, nemmeno il beauty case zero waste!

Prima di parlarvi dei miei prodotti preferiti, mi permetto una precisazione che ritengo importante: il mio beauty case zero waste non è perfetto, né pretende di esserlo. È solo il risultato di mesi di ricerche, riflessioni e tentativi. Per questo motivo, amo definirlo “in perenne aggiornamento”: trovare il prodotto giusto, infatti, richiede un pochino di tempo. Si tratta, volendo, della “mia formula”, ossia della soluzione adatta alle mie esigenze. Nel vostro caso, quindi, potrebbe trattarsi della formula sbagliata oppure aver bisogno di un paio di modifiche.

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Beauty case zero waste: cosa c’è dentro?

La domanda che ai più sorge spontanea è, ovviamente, “Ma cosa ci infili dentro?”, seguita dalla sempiterna “Ma sei sicura che ti lavi davvero, con sta roba?”. Prima di rispondere al primo di questi quesiti vi rassicuro: sì, mi lavo sul serio. Promesso.
Ma cosa contiene il mio beauty case zero waste?

  • Spazzolino da denti in bambù: moltissimi ormai ne parlano, io lo scoprii qualche anno fa per caso e fu subito amore. Si tratta di uno spazzolino 100% biodegradabile, disponibile sia per adulti che per bambini, le cui setole possono essere più o meno morbide. Io utilizzo questo qui, ma ormai c’è l’imbarazzo della scelta: potrete sicuramente trovare quello più adatto alle vostre esigenze. Quando lo acquistai, fui lieta di notare che viene prodotto localmente e che la confezione è in cartoncino riciclato. Insomma, un prodotto davvero eco-consapevole.
  • Shampoo solido: ve ne ho già parlato un pochettino, quindi sarò breve. Anche in questo caso, ormai, ci sono diversi prodotti sul mercato. La difficoltà, eventualmente, sta nel trovare uno shampoo che non danneggi il vostro cuoio capelluto e che sia efficace. Una piccola nota a margine: se utilizzate prodotti chimici, prima di ottenere lo stesso risultato dovrete attendere un pochettino. Il capello, infatti, deve abituarsi all’assenza di tutte quelle componenti non naturali del quale il precedente prodotto era fatto. Insomma: portate un poco di pazienza perché, ve lo prometto, ne varrà la pena. Io ho utilizzato un paio di shampoo diversi, questo questo e questo, e mi sono trovata bene in tutti i casi. Nel caso abbiate dubbi, potete sempre farvi consigliare da un commesso oppure fare un poco di ricerca.
  • Balsamo solido: questo, in realtà, è uno sfizio che mi ero voluta concedere dopo mesi passati ad utilizzare un pochino di olio di cocco. Visto che lo sto utilizzando tutt’ora, inserirlo nella lista dei prodotti del mio beauty case zero waste mi sembrava d’obbligo. Dopo aver curiosato, annusato e soppesato, ho scelto di provare questo qui. Il profumo ricorda un poco quello delle violette di campo e ne basta davvero pochissimo, una sola strisciata, in effetti, per ottenere risultati proprio ottimi.
  • Rasoio di sicurezza: okay, lo confesso. Viaggiando, la ceretta ed i peli sono proprio l’ultimo dei miei pensieri. Non ho mai creduto nell’epilazione perfetta e la trovo uno standard di bellezza assurdo e un po’ bigotto. Ciononostante, ho scelto di partire con un rasoio di sicurezza: la pressione sociale, ogni tanto, si fa ancora sentire. Volendo è un oggetto un pochettino “vecchia scuola” ma, da quando lo acquistato un anno abbondante fa, ho solo cambiato due lamette. Queste vengono vendute in confezioni (di carta!) da cinque e costano un paio di euro. Il fatto durino moltissimo, peraltro, vi farà ammortizzare la spesa un pochettino più ingente del rasoio (che ne ha almeno un paio già incluse). L’impatto ambientale è decisamente minore rispetto a quello del rasoio classico e, una volta capito come usarlo, sarà un gioco da ragazzi.
  • Saponetta: anche in questo caso, niente di nuovo. Ci sono tantissime saponette 100% naturali che vengono confezionate senza l’utilizzo di plastica e, in alcune erboristerie, vengono addirittura tagliate sul momento e vendute a peso. Dal sapone di Aleppo, passando per quello all’olio di oliva oppure alle varie saponette artigianali, davvero, la scelta è varia. Ridurrete non solo l’impatto ambientale ma anche i costi perché queste, davvero, durano un sacco! Io al momento sto ancora utilizzando questo che, a onor del vero, iniziai ad usare qualche mese fa.
  • Sapone per il viso solido: questo è stato un acquisto fatto per caso. Di norma, altrimenti, userei una saponetta oppure del miele. Quando ancora mi trovavo a Jena vidi questo pezzo di sapone nero e lessi di cosa si trattava e come era stato prodotto. È un prodotto locale, prodotto in una manifattureria, e sta durando un sacco di tempo. La pelle è pulita in profondità senza l’utilizzo di alcun prodotto chimico.
  • Dischetti struccanti multiuso: raramente mi concedo un po’ di mascara, ormai. Quando le acquistai le utilizzavo di più ma al momento le uso la sera, per lavarmi il viso prima di andare a letto. La cosa migliore è che non c’è bisogno di olii o prodotti struccanti: la fibra del tessuto unita all’acqua calda saranno sufficienti a rimuovere anche il kajal più nero che c’è. Quando acquistai questi, peraltro, ne regalai uno ad ognuna delle mie amiche più strette, nella speranza di condividere anche un po’ di coscienza ambientale. Vale sempre la pena di fare un tentativo!
  • Oriculi: una delle mie professoresse del liceo, un giorno, spese una buona mezz’ora a elencarci tutti i rischi nei quali si incorre utilizzando incorrettamente un cotton-fioc. Oltre al fatto sia necessario esser cauti, sono pochissime le persone che acquistano quelli col bastoncino in carta 100% biodegradabile. L’impatto ambientale di questi ultimi è ridicolmente spaventoso, considerando quanto siano piccoli, sapete? Per questo, un paio di anni fa acquistai un Oriculi, ossia un bastoncino in bambù con il quale pulirmi le orecchie ogni volta che ne ho bisogno. Lo utilizzo, lo lavo con acqua calda e sapone e poi lo metto ad asciugare. Quando vivevo in Portogallo, un mio coinquilino svizzero era solito riempire il bidone della spazzatura con i suoi bastoncini per le orecchie. In quel momento, lo confesso, ne ho davvero registrato l’impatto in termini di rifiuti e riciclaggio per la prima volta. Per fortuna, insomma, che il mio beauty case zero waste era provvisto di un Oriculi!
  • Olio di cocco: questo è un piccolo grande salvavita. Lo utilizzo come crema per il corpo e per il viso, a volte lo uso per fare oil pulling e altre ancora come crema mani o balsamo per le labbra. Insomma, un vero e proprio miracolo in vasetto. Fossi sprovvista di olio di oliva, poi, posso sempre usarlo in cucina. Fantastico, non trovate?

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“Ce l’ho, ce l’ho, mi manca”: cosa vorrei ancora provare

Ci sono ancora un paio di cose che, una volta finiti i prodotti che al momento utilizzo, mi piacerebbe reperire. Uno fra tutti è il deodorante solido, seguito dal dentifricio solido e da  filo interdentale in seta. Parlando con la proprietaria del negozio zero waste di Jena, infatti, è emerso che tante persone buttano tutto ciò che non è eco-consapevole per seguire questo movimento. Fatto ciò, quindi, entrano in negozio da lei per fare incetta dei prodotti che vende. Il mio (e il suo) approccio, invece, è quello di finire ciò che si ha acquistato, riciclare quanto riciclabile e ripartire un poco per volta con prodotti meno dannosi per l’ambiente.

Tirando le somme

Come vi dicevo all’inizio, non esiste la formula perfetta. Né la soluzione immediata ad un problema decennale. Abbiamo solamente una manciata di possibilità che si aprono di fronte a noi e che ci permettono, poco a poco, di riflettere sui danni spesso ormai irreparabili che abbiamo causato all’ambiente. Il modo in cui ci porremo nei loro confronti rifletterà la nostra voglia di tutelare la terra per tutelare le generazioni che verranno. Si tratta, davvero, di una vera e propria sfida, quindi. Voi ci state?

26 thoughts on “Beauty case zero waste e viaggi consapevoli

  1. Mi piacciono un sacco questi consigli zero waste. Devo dire che alcuni prodotti già li uso, come lo shampoo solido e il balsamo solido. Invece dei dischetti struccanti uso il panno magico che funziona praticamente allo stesso modo. Con l’acqua calda lo bagno e poi uso il panno. Una volta finito lo lascio ad asciugare e poi il giorno dopo è come nuovo. Il rasoio è la cosa che mi ha incuriosita di più. Dovrò provarlo!

    1. Il panno di cui parli funziona proprio allo stesso modo ed era quello che avrei voluto acquistare ma, non trovandolo, ho dovuto optare per questi dischetti che comunque fanno proprio un ottimo lavoro 🙂 Il rasoio è comodissimo, basta imparare ad usarlo e impugnarlo per bene (per fortuna che c’è Youtube) altrimenti rischi di tagliarti.

  2. Post bellissimo, interessante e prezioso. Io cerco di essere ogni giorno più green ma alcune cose ancora mi mancano, ma recupererò grazie ai tuoi consigli. Una domanda: cosa è l’oil pulling?

    1. Si tratta di un modo per rimineralizzare i denti e sbiancarli. In pratica prendi un cucchiaino di olio di cocco, lo fai sciogliere in bocca e lo usi come se fosse un collutorio per almeno 5-10 minuti. È un esercizio di pazienza ma i risultati sono notevoli! 😀

  3. Sono sincera la maggior parte di questi articoli non li conoscevo affatto, sicuramente tra tutti mi ha incuriosito moltissimo lo spazzolino di bambù. Le saponette in erboristeria tagliate al momento le adoro e anche quando l’acquisto in altri negozi prediligo sempre la confezione in carta che prontamente tendo a riciclare. Ammetto di avere delle bottigliette in plastica nel mio beauty da viaggio ma le svuoto e le riempio Ogni volta senza acquistarne di nuove

    1. Anche io ho ancora un paio di queste bottigliette e le sto utilizzando per svuotare vecchi flaconi. Poi ci sono posti che vendono creme alla spina, o saponi liquidi a peso ergo possono sempre tornare utili!!! 😉

  4. A parte lo shampoo solido non conoscevo nessuno dei prodotti citati.. vado a vedermeli con calma perché mi hai incuriosito. Sicuro non mi interessano i “coton fiocc” perché fanno male alle orecchie e il rasoio 😉

    1. Esistono quelli apposta per neonati che non fanno male, perché non puliscono l’interno dell’orecchio. Io ho risolto il problema alla radice 😉

  5. Mi é piaciuto moltissimo questo post. Piacerebbe anche a me provare alcuni di questi prodotti come i dischetti struccanti e lo shampoo solido. I dischetti come li lavi perché non restino le macchie del trucco?

  6. lo shampoo solido lo orto sempre nel beauty, assieme all’olio di cocco che uso per struccarmi, per i capelli, e come olio dopo doccia, nonché dopo sole. Un unico prodotto che mi risolve 4 problemi. Non conoscevo gli oracoli, e ahimè ancora uso i cotton fiocc. Mi hai fatto aprire gli occhi su quanto siano inquinanti.

  7. Bellissimo articolo !!! Spazzolino e olio di cocco (come se fosse caffe’ servito gratis) presenti. Per gli altri prodotti elencati, invece, mi devo attrezzare, anche se quelli che uso sono handmade, ma liquidi. E solido sia !!! Grazie mille per condividere queste preziosissime informazioni, kissez 🙂 !!!

    1. Grazie mille a te per essere passata di qui! Si tratta di un tema che mi appassiona molto, quindi ne parlo sempre molto volentieri 🙂

  8. Grazie per tutti questi consigli, riuscere ad avere un beauty eco è davvero interessante e utile. Alcuni prodotti li conoscevo e li uso, altri no. Mi è piaciuta l’idea del Oriculi, devo provarli.. Ho visto purtroppo così tanti bastoncini nei fiumi che mi vien da piangere a pensarci.

    1. I bastoncini per le orecchie sono il male! Non dimenticherò mai i cestini praticamente pieni di cotton fioc che, lo sapevo bene, non sono riciclabili e hanno un impatto ambientale elevatissimo. 🙁

  9. Io non ho nessuna e ripeto nessuna di queste cose ma ora sto cercando di diventare super aware e di cambiare il mio stile di vita con uno stile piu consapevole e zero waste . Tornerò sicuramente sul tuo blog che oltre ad essere scritto benissimo è davvero interessante 🙂 grazie per tutte queste info top , le inoltrerò in giro

    1. Buongiorno e benvenuta! I passi per diventare eco-consapevoli sono tantissimi e riuscire ad adattarli alle esigenze di ognuno è il modo migliore per intraprendere questo percorso. Magari inizia con un prodotto e, poco a poco, sostituisci quello che riesci. Grazie per esser passata di qui e a presto! 🙂

    1. Mi raccomando, tienimi aggiornata! Sono certa che troverai la soluzione zero waste adatta a te 🙂

  10. È una sfida in cui, anche io, mi butto con tutta me stessa. Uso già alcuni prodotti che tu hai indicato, come lo spazzolino in bambu e l’olio di cocco che per me è mitico, irrinunciabile, anche a casa. Non mi trovo molto bene invece con lo shampoo e il balsamo solidi.

    1. Ogni cuoio capelluto è diverso e, spesso, trovare una soluzione adatta alle proprie esigenze può richiedere tempo. Magari con il passare del tempo troverai la soluzione adatta a te. Incrocio le dita!

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