Capela dos Ossos: Faro si tinge di noir

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Faro è stata la prima cittadina dell’Algarve che ho visitato. Tutt’ora, nonostante gli impegni e i treni spesso inaffidabilissimi, ci torno molto volentieri per godermi un caffè al tramonto.
Ricordo ancora che, quel giorno, ero appena atterrata ma già sapevo dove volevo andare. Durante le settimane precedenti alla mia partenza, infatti, avevo iniziato a curiosare in rete alla ricerca di luoghi da scoprire. I miei occhi erano capitati su qualcosa di decisamente particolare: la Capela dos Ossos, ossia la cappella delle Ossa.
Ma dove si trova, questa bizzarra chiesetta? La cappella si trova alle spalle dell’Igreia do Carmo, una bellissima chiesa barocca ai limiti della città vecchia. Per questo motivo, l’ingresso alla Capela è legato agli orari di visita della chiesa, alle funzioni religiose e alle festività e gli orari sono affissi all’esterno. Il contrasto tra le due strutture, peraltro, viene accentuato dal fatto occorra attraversare l’imponente chiesa per accedere alla piccola cappella.

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La storia della Capela dos Ossos

La Capela dos Ossos è stata costruita all’inizio del XIX secolo. Nel 1816, infatti, le ossa dei monaci sepolti nel cimitero dell’Igreia furono dissepolte e utilizzate per ricoprire le pareti della cappella.
Inizialmente, forse influenzata dalla cultura tedesca, pensavo che i teschi avessero una funzione protettiva. Leggendo l’opuscoletto che ho acquistato all’ingresso, invece, ho scoperto che simboleggiano la transitorietà della vita. Per questo all’ingresso è possibile leggere queste parole:

Pára aqui a considerar que a este estado hás-de chegar”.
(Fermati a considerare che questa condizione arriverà.)

La Capela dos Ossos secondo me

Nonostante il chiacchiericcio proveniente dalle stradine circostanti, la Capela dos Ossos è un luogo silenzioso. Forse a causa della meraviglia, della paura o dello sgomento ma le parole scambiate all’interno delle sue mura sono veramente poche. Persino soffermarsi un paio di minuti in più per scattare qualche fotografia sembra fuori luogo. Meditare sulla nostra condizione di mortali, poi, è istintivo e impressionante, in questo posto.

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Nonostante ci sia chi la definisca troppo macabra, io la ritengo una visita necessaria proprio perché fa riflettere. Dopo una manciata di minuti trascorsi tra teschi e tibie viene istintivo afferrare il telefono e scrivere “ti voglio bene” oppure “mi manchi”. Di fronte a questo memento, davvero, è impossibile rimanere indifferenti e non sentire il bisogno di contattare chi amiamo. Una parola, un sorriso, persino un selfie si trasformano nell’antidoto temporaneo ad un malessere decisamente più esistenziale.

La Capela dos Ossos non è unica nel suo genere

Lo sapete che a Faro di cappelle di ossa ce ne sono due? Okay, facciamo una e mezza, suvvia.
In pieno centro storico, infatti, si trova la Sé Catedral de Faro, ossia la cattedrale di Faro. Nota anche come Igreia de Santa Maria, si tratta di un edificio proprio interessante. È possibile, infatti, vedere parti rinascimentali ed angoli barocchi convivere in un tripudio di arte sacra. L’ingresso vi permetterà, poi, di ammirare anche le tele esposte nel museo antistante.
All’interno del chiostro che si trova di fianco alla chiesa, poi, è possibile notare un altare. Si tratta, presumibilmente, di quanto rimane di una piccola cappella dedicata a Santa Maria. Questo altare, proprio come la Capela dos Ossos, è decorato da teschi ed ossa, probabilmente un altro invito a rammentare della caducità della vita.

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Facendo qualche piccola ricerca, peraltro, ho scoperto che la chiesa di ossa più nota del Portogallo si trova, in realtà, a Évora. Sono altresì venuta a sapere che, di costruzioni del genere, è pieno anche il resto dell’Europa: Polonia, Italia, Repubblica Ceca. La Capela è il simbolo di una tradizione forse un po’ macabra ma decisamente di grande impatto, insomma, che vale proprio la pena di ammirare. E voi? Siete mai stati in una cappella (o chiesa) di questo tipo?

8 thoughts on “Capela dos Ossos: Faro si tinge di noir

  1. Che posto meraviglioso, amo i luoghi “macabri” di questo tipo. Paradossalmente, dentro sono assalita da sensazioni di calma e tranquillità. Non ho mai visitato una cappella così, ma il tuo post mi ha riportato al ricordo delle Catacombe di Parigi e alle loro targhe con le scritte di autori famosi sulla caducità della vita, tra un osso e un altro. In qualche modo, in questi posti si riesce meglio ad accettare.

    1. L’effetto è quasi straniante, proprio perché la pace che si respira ci fa riflettere su quella interiore ma anche su quella eterna. Quando visitai Parigi, purtroppo, le catacombe me le feci scappare ma, a questo punto, credo proprio di dover rimediare. Magari l’anno prossimo 🙂

  2. Che luogo strano, deve esserci un’atmosfera davvero particolare, proprio come racconti tu. Mi piace pensare che la cappella sia stata creata così per far riflettere sulla transitorietà della vita, per far sì che il pellegrino si guardasse dentro e scoprisse le cose davvero importanti

  3. Diciamo che i Portoghesi di quell’epoca avevano davvero una sorta di macabro gusto teatrale e le chiese erano i loro palcoscenici. Faro per me è stata indimenticabile, anche per quella cappella così particolare.

    1. Faro è una città un po’ strana, diversa da tutto ciò che ho visitato sinora. La Cappella è stata proprio la famosa ciliegina sulla torta.

  4. Un posto curioso e leggermente inquietante… vale la pena di essere visto, anche se io sono una fifona e questi luoghi un po’ macabri mi mettono un po’ d’ansia 🙂

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