Castello degli Acaja, tra storia e meraviglia

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Il Castello degli Acaja è una piccola meraviglia che si trova a Fossano, nel cuneese. Si tratta di una struttura molto piccola ma interessante. Grazie alla gentilezza di una guida dell’ATL Cuneese, sono riuscita a visitarlo. Ne ho ascoltato la storia, ammirato le stanze e scoperto i segreti. È stata un’esperienza incredibile, terminata con un video a tratti commovente che ripercorre le gesta dell’uomo e la sua sete di progresso.

Le quattro fasi del Castello degli Acaja

La storia del castello è caratterizzata da quattro fasi ben diverse.
La struttura nasce come borgo difensivo tra il 1324 e il 1332 grazie all’opera di Filippo d’Acaja. La famiglia, il cui feudo aveva come capoluogo Pinerolo, venne a cadere alla morte di Ludovico d’Acaja un secolo dopo. Ludovico di Savoia-Acaja, infatti, morì senza successori legittimi.
Successivamente, il borgo si trasformò in palazzo signorile. La famiglia Savoia fece restaurare il vecchio borgo che, negli anni ’20 del Cinquecento ospitò persino Madama la Bona. Il secolo successivo, le sue mura fornirono protezione anche a Cristina di Francia.

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La terza fase della storia del castello degli Acaja lo vede trasformarsi in prigione e in caserma. Nel 1686-1687, i prigionieri gesuiti furono detenuti tra le sue mura. Poco dopo, le guarnigioni di soldati lo chiameranno casa. 
La quarta e ultima fase della storia del castello lo vede trasformarsi in biblioteca cittadina alla fine del Novecento. Tutt’ora le sue sale ospitano molteplici volumi cartacei consultati quotidianamente da grandi e piccini. A questi si aggiungono copie digitali e alcuni manoscritti di pregio conservati in apposite vetrine. Un vero e proprio tesoro che porta il Castello degli Acaja nuovamente al centro della vita culturale di Fossano

L’affresco grottesco

Uno degli angoli più impressionanti del castello degli Acaja si trova, in realtà, in alto. Sto parlando del soffitto di una delle stanze del palazzo. Questa era, probabilmente, la camera da letto di Carlo Emanuele I di Savoia, noto per il suo interesse nella costuzione del Santuario di Vicoforte, e della consorte, Caterina Michela d’Asburgo. Il termine “grottesco” ci riporta alle pitture parietali della Domus Aurea di Nerone. Riscoperti nel Quattrocento, divennero subito soggetto di pittura di artisti del calibro del Tintoretto o di Raffaello.

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Al centro dell’affresco del castello degli Acaja si trovano gli stemmi di entrambe le famiglie reggenti. Ad unirli sono due C, le iniziali dei due neosposi, e una corona, ancora chiaramente visibili. Attorno, in quattro cornici, vengono dipinte quattro lezioni universali da tenere a mente. Si parla, ad esempio, di non attaccamento e, curiosamente, di quella che potremmo chiamare “legge del Karma”. I colori decisi risaltano sul bianco dello sfondo e la precisione dei motivi rappresentati è impressionante.

Alla scoperta della storia dell’uomo

L’ultima fase della visita si svolge su una delle torri del Castello degli Acaja. Lì, i visitatori hanno la possibilità di assistere alla proiezione di un breve film. Questo cortometraggio racconta la storia dell’uomo, dall’età della pietra sino alla Resistenza. Girato nelle campagne intorno al fossanese, si sofferma anche sull’idea di progresso che, nei secoli, perde ogni accezione positiva. Si tratta di una riflessione forse un poco impopolare ma decisamente pregna di verità: a che punto la modernità diventa deleteria alla storia dell’uomo? Cosa occorre fare, poi, per porre limiti sani ad un progresso che, invece di liberarci, ci rende suoi schiavi?

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Dalla torre, inoltre, è possibile ammirare un panorama in grado di togliere il fiato. A dominare il primo piano ci sono i tetti in mattoni rossi del centro storico. In lontananza, è possibile identificare comuni quali ad esempio Mondovì. A far da maestosa cornice, quel giorno un poco nascoste dalla leggera nebbia, ci sono infine le Alpi.
Posti ai quattro lati della torre, quattro schermi interattivi permettono alle persone meno esperte di identificare paesi e cittadine in lontananza. Una volta selezionato questo o quel paesino, poi, è possibile leggerne una breve ma esaustiva descrizione. Ho avuto la possibilità di scoprire angoli della provincia che, davvero, non conoscevo. Sono subito finiti sulla mia lista, in perenne aggiornamento, delle “cose da vedere”.

Il Castello degli Acaja secondo me

La visita al Castello degli Acaja è un’esperienza che porterò con me per lungo tempo. Innanzitutto, perché la guida ha acconsentito a mostrarmelo pur essendo l’unica ospite presente all’ora del tour. Senza perdere un colpo, me ne ha raccontato la storia e svelati i misteri. Accompagnata dalle sue spiegazioni estremamente esaustive, ho potuto scoprirne le caratteristiche e qualche interessante curiosità.
Allo stesso modo, vedere rivalutato uno spazio del genere mi ha entusiasmata. Ammirare il lavoro di restauro, l’impegno costante e la voglia di trasmettere emozioni agli altri mi ha sorpresa. Di fronte a realtà più piccole che, purtroppo, vengono lentamente meno, Fossano è decisamente un modello da prendere a esempio. Coinvolgere il pubblico e fargli riscoprire le proprie origini è fondamentale e, credetemi, il Castello degli Acaja è un ottimo esempio del perché.

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Informazioni utili

Castello degli Acaja
Piazza Castello 31
12045, Fossano (CN)

Biglietto intero: 5,00€
Biglietto ridotto: 3,00€
(Per vedere l’elenco delle riduzioni, consultare il sito di Visit_Fossano)

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