Algarve, no grazie: tre posti in cui non tornerei

Avendo trascorso cinque mesi in Algarve, ci sono almeno un paio di posti in cui, nonostante tutta la buona volontà del mondo, non tornerei. Sono postacci? No. Semplicemente non si allineano alle mie “esigenze” quando si tratta di cittadine da visitare. Ma di quali cittadine si tratta? Venite a scoprirlo con me!

Castelli in Algarve: un viaggio alla scoperta dei Mori

Pur non essendo estranea al fascino di Versailles o a quello della Reggia di Caserta, i castelli in Algarve sono tra le mie scoperte più fortunate. Camminare lungo le mura, osservare il panorama dalle feritoie e salire scale ripide e un po’ sconnesse sono, ormai, tra i miei passatempi preferiti. Mi fa tornare in mente le passeggiate al Borgo Medievale di Torino, le feste nel centro storico di Weimar e le lezioni di letteratura dedicate alle chansons de geste. Si tratta di un magico tuffo nel passato che, ogni volta, mi fa venir voglia di riprendere in mano la saga di Artù e dei suoi cavalieri.

Capela dos Ossos: Faro si tinge di noir

Nonostante la Capela dos Ossos sia spesso ritenuta un po’ troppo macabra, io la ritengo una visita necessaria perché spinge i visitatori a riflettere. Dopo una manciata di minuti trascorsi tra teschi e tibie viene istintivo afferrare il telefono e scrivere “ti voglio bene” oppure “mi manchi”. Di fronte a questo memento, davvero, è impossibile rimanere indifferenti e non sentire il bisogno di contattare chi amiamo. Una parola, un sorriso, persino un selfie si trasformano nell’antidoto temporaneo a un malessere decisamente più esistenziale.