Duomo di Colonia: 3 curiosità (più 1)

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Il Duomo di Colonia è una costruzione imponente, che accompagnerà la maggior parte delle vostre passeggiate in questa ridente cittadina della Renania-Settentrionale-Vestfalia. In virtù delle sue dimensioni in grado di farvi sentire piccoli e impotenti di fronte alla sua maestosità, ovunque vi troviate, riuscirete quasi sempre a riconoscerne almeno una delle torri. Provare per credere.

La prima volta che mi sono avvicinata al Duomo era un piovoso sabato di agosto. All’ingresso due frati allungavano stole in pizzo a chi non avrebbe avuto la possibilità di coprirsi le spalle. Io, per parte mia, avevo una giacca leggera e osservavo con interesse gli sguardi perplessi di chi non era a conoscenza di questa usanza. Una volta entrata, ho avuto bisogno di un paio di minuti per riprendermi dallo stupore. 

Il Kölner Dom è una struttura imponente che, anche all’interno, trasmette un senso di grandezza e fiera maestosità. Impossibile riuscire a catturarne ogni angolo senza perdersi almeno questo o quel dettaglio per strada. Impensabile, allo stesso modo, fotografarne i particolari senza inquadrare almeno un paio di turisti.

Ma cosa si cela dietro a questi pesanti portoni? Cosa nascondono queste colonne in marmo? Venite a scoprirne tre segreti (più uno!) con me!

📍 Il Duomo di Colonia e l’Arca dei tre Re Magi

Dentro il Duomo di Colonia è possibile ammirare l’Arca dei tre Re Magi, in tedesco Dreikönigenschrein. All’interno sono contenute le reliquie dei tre Re, inizialmente conservate a Milano. Federico Barbarossa le trafugò dalla Basilica di Sant’Eustorgio e le portò in Germania per donarle al Vescovo. Il Duomo, a quanto pare, fu proprio progettato per celebrare il fatto la città avesse ricevuto le reliquie in dono. 
Si tratta del sarcofago più grande d’Europa, pesante più di trecento chili e costituito solamente da argento dorato e legno. Anche grazie ai giochi di luce offerti dalle vetrate, splende e proietta i propri riflessi lungo l’intera navata: un’atmosfera di rarefatta magia da non farsi scappare!

📍 I pixel del Duomo di Colonia

Uno degli angoli più affascinanti del Duomo, secondo me, è la vetrata progettata da Gerhard Richter nei primi anni Duemila. Composta da piccoli tasselli di 72 colori differenti, l’opera causò non poco scalpore, come era d’altronde prevedibile. Il Cardinale Joachim Meisner, portatore di visioni più conservatrici, avrebbe preferito qualcosa di più tradizionale, in linea con le vetrate già presenti. Avrebbe, probabilmente, desiderato immagini sacre simili a quelle già presenti e non il tripudio di luci e colori che, invece, Richter creò.

Se si osserva la visione d’insieme, ad ogni modo, si nota subito un’armonia decisamente piacevole, una sorta di gioco di rimandi cromatici che rende il contrasto meno netto. Le vetrate pixelate si fondono a ciò che le circonda in maniera incredibilmente naturale. L’opera di Richter, infatti, pare voler ricordare le vetrate precedenti del Duomo di Colonia, andate distrutte. I piccoli pezzi di vetro colorato, peraltro, ne ricordano i frammenti. Un algoritmo matematico sarebbe, a voler sentire i critici d’arte e gli esperti, la causa di questi accostamenti di colore casuali quanto affascinanti.

Si tratta di un’opera incredibile, suadente, misteriosa, potente e, come tutte le grandi opere artistiche, impossibile da analizzare in maniera definitiva. Le interpretazioni dell’operato di Richter, nemmeno a dirlo, si sprecano.

📍 Le Campane del Duomo di Colonia

Il Duomo di Colonia è anche noto per le sue dodici campane, capaci di creare suoni differenti e ammalianti. Tra queste, la più antica è la Campana dei Tre Re (Dreikönigenglocke), fusa nel 1418 e installata nemmeno vent’anni dopo. La più grande, invece, è la Campana di San Pietro (Petersglocke). A volerla dire tutta, si tratta della campana più grande del mondo installata su una torre. Il luogo in cui è posizionata, peraltro, non è da sottovalutare: esistono, infatti, alcune campane di maggiori dimensioni. Il fatto queste si trovino, però, all’interno di monumenti di altro genere, concede alla Petersglocke di detenere uno dei tanti record un po’ bizzarri dei quali la città si fregia con buffo orgoglio.

📍 Bonus: una storia di “lavori in corso”

Ridacchiando, la guida di Free Walk Cologne ci ha subito messo davanti ad una delle caratteristiche di Colonia: il suo essere un cantiere a cielo aperto. I lavori di costruzione del Duomo, infatti, sono “in corso” da ormai quasi seicento anni. Dopo una prima fase, infatti, l’interesse nei suoi confrondi diminuì sino alla chiusura di cantieri e botteghe artigiane. Questi, poi, ripresero nel XIX secolo, in virtù di un rinnovato interesse nei confronti delle costruzioni medievali e rinascimentali. Ridacchiando, Anne ci ha rammentato che questo è solo uno dei motivi della ripresa dei lavori: l’altro è il fatto a dar l’ordine fu l’efficientissimo Napoleone, mica un tedesco qualsiasi!

La costruzione del Duomo, peraltro, è ancora in divenire e, anche in questo caso, si tratta di un record che gli abitanti di Colonia son riusciti ad aggiudicarsi e che nominano, spesso e volentieri, pieni di orgoglio.

📍 Il Duomo di Colonia secondo me

Proprio in virtù del connubio tra antico e moderno, il Duomo è un’esperienza unica. Ho visitato cattedrali più grandi, basiliche più antiche e edifici religiosi di vario genere. Ciononostante, il Duomo di Colonia è stata un’emozione completamente diversa. Ci sono, infatti, tanti particolari che mi hanno ricordato le migliaia di chiese meravigliose del Bel Paese. All’ingresso, ad esempio, ho subito pensato alla Cattedrale di Napoli e alle stole in pizzo bianco offerte ai turisti. Di fronte al sarcofago, allo stesso modo, il mio pensiero è andato immediatamente alla Cattedrale di Siviglia. E che dire di San Pietro, oppure del Duomo di Berlino, oppure ancora del Santuario di Vicoforte? In ogni angolo, c’erano dettagli che mi hanno fatta viaggiare con la mente.

Allo stesso tempo, alcuni dettagli tutti da scoprire hanno reso questa esperienza nuova, elettrizzante e proprio incredibile. Dalle vetrate di Richter passando per le mille incisioni e le pietre tombali, il mio è stato proprio un viaggio di scoperta. Ho imparato cose nuove, sorriso dell’orgoglio un po’ faceto eppure incredibilmente autentico degli abitanti della città e mi sono emozionata di fronte a questo o quel dipinto.

Insomma: se visitate Colonia non fatevi scappare questa meraviglia così uguale eppure allo stesso modo così diversa da ciò che ognuno di noi già conosce. È un’esperienza unica nel suo genere e, proprio per questo, indimenticabile. Non fatevela scappare!

4 thoughts on “Duomo di Colonia: 3 curiosità (più 1)

  1. Io ho visitato il duomo molti anni fa. Ricordo di essere salita sulla cima del campanile ( tantissimi gradini stretti e in una forma simile a quella di una scalinata a chiocciola) e che la vista mi ha ripagato della fatica. Se si ha tempo è un bonus non male!

    1. Purtroppo quando sono andata io il tempo era pessimo e non avrei visto nulla… ma mi rifarò in primavera 😉

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