Il Duomo di Colonia in tre punti

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…più uno

1. Il Duomo di Colonia e i tre Re Magi

All’interno del Duomo di Colonia è possibile ammirare l’Arca dei tre Re Magi, in tedesco Dreikönigenschrein. Questo tesoro contiene le reliquie dei tre re, inizialmente conservate a Milano. Federico primo Barbarossa le trafugò dalla Basilica di Sant’Eustorgio e le portò in Germania. Il Duomo, a quanto pare, fu proprio progettato per celebrare il fatto la città avesse ricevuto le reliquie in dono. 
Si tratta del sarcofago più grande d’Europa, pesante più di trecento chili e costituito solamente da argento dorato e legno. 

2. I pixel del Duomo di Colonia

Uno degli angoli più affascinanti del Duomo, secondo me, è la vetrata progettata da Gerhard Richter. Composta da piccoli tasselli di 72 colori differenti, l’opera causò non poco scalpore. Il Cardinale Joachim Meisner, ad esempio, avrebbe preferito qualcosa di più tradizionale, in linea con le vetrate già presenti. 
Se si osserva la visione d’insieme, però, si nota subito un’armonia decisamente piacevole, una sorta di gioco di rimandi cromatici. L’opera di Richter, infatti, pare voler ricordare le vetrate precedenti del Duomo di Colonia. I piccoli pezzi di vetro colorato, simili a pixel, ne ricordano i frammenti, disposti a casaccio da un algoritmo.

Si tratta di un’opera incredibile, affascinante, potente e, come tutte le grandi opere artistiche, impossibile da analizzare in maniera definitiva. Le interpretazioni dell’operato di Richter, nemmeno a dirlo, si sprecano.

3. Le Campane del Duomo di Colonia

Il Duomo di Colonia è anche noto per le sue dodici campane. Tra queste, la più antica è la Campana dei Tre Re (Dreikönigenglocke), fusa nel 1418 e installata nemmeno vent’anni dopo. La più grande, invece, è la Campana di San Pietro (Petersglocke). A volerla dire tutta, si tratta della campana installata su una torre più grande del mondo. Esistono, si badi bene, campane di maggiori dimensioni. Il fatto queste di trovino, ad esempio, all’interno di monumenti di altro genere, concede alla Petersglocke di detenere uno dei tanti record un po’ bizzarri della quale la città si fregia.

BONUS: Una storia di “lavori in corso”

Ridacchiando, la guida di Free Walk Cologne ci ha subito messo davanti ad una delle caratteristiche di Colonia. I lavori di costruzione, infatti, durarono quasi seicento anni. Dopo una prima fase, infatti, l’interesse nei confrondi del duomo di Colonia diminuì sino ad un’interruzione dei lavori. Questi ripresero nel XIX secolo, in virtù di un rinnovato interesse nei confronti delle costruzioni medievali e rinascimentali. Ridacchiando, Anne ci ha rammentato che questo è solo uno dei motivi della ripresa dei lavori: l’altro è il fatto a dar l’ordine fu l’efficientissimo Napoleone, mica un tedesco qualsiasi!

Il Duomo di Colonia secondo me

Proprio in virtù del connubio tra antico e moderno, il Duomo è un’esperienza unica. Ho visitato cattedrali più grandi, basiliche più antiche e edifici religiosi di vario genere. Ciononostante, il Duomo di Colonia è stata un’emozione completamente diversa. Ci sono, infatti, tanti particolari che mi hanno ricordato le migliaia di chiese meravigliose del Bel Paese. Allo stesso tempo, alcuni dettagli tutti da scoprire hanno reso questa esperienza nuova, elettrizzante e proprio incredibile. Insomma: se visitate Colonia non fatevi scappare questa meraviglia. Non vi deluderà!

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