Elbphilarmonie: dove il suono diventa magia

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L’Elbphilarmonie, ossia la storia (quasi) infinita

Elbphilarmonie: la prima volta che sono stata ad Amburgo, sembrava ancora un progetto in costante divenire che mai avrebbe visto la luce del sole. C’era addirittura chi diceva: “Eh, certo. Me ne occuperò quando l’Elbphilarmonie verrà ultimata”. Ecco: il momento è giunto.
Un paio di mesi fa, complici tre giorni liberi e la Kunstmeile tutta da scoprire, ne ho approfittato per concedermi un po’ di buona musica e poter finalmente accertarmi del fatto l’acustica fosse davvero così eccezionale come mi dissero. Nemmeno a dirlo: lo è.
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L’Elbphilarmonie, che i tedeschi chiamano anche Eplhi, si trova a ridosso dell’Elba, poco distante dalla Speicherstadt, in quella zona della città chiamata Hafen City. La struttura, la cui forma ricorda una vela spiegata oppure un’onda (alcuni dicono anche ricordi un cristallo di quarzo), ospita due grandi sale da concerto, un albergo e 44 appartamenti. Ad oggi, insomma, è la struttura abitabile più grande di Amburgo con un’altezza finale di 108 metri.

Yann Tiersen all’Elbphilarmonie

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A fine febbraio ho avuto la possibilità di ascoltare un concerto da solista di Yann Tiersen nella sala più capiente dell’Elbphilarmonie. Nonostante detesti questa frase un po’ cliché, si è trattata di un’esperienza unica, emozionante, da pelle d’oca. Il suono è estremamente cristallino senza risultare “piatto” e l’atmosfera, una volta abbassate le luci, era incredibile.
Oltre ad aver suonato il piano, la melodica e il violino, infatti, ci ha regalato istanti magici in cui a farla da padrone erano le luci soffuse di una lanterna e il silenzio che, lo sapevamo, avrebbe preceduto l’esecuzione di un altro emozionante brano.
Ogni brano, poi, era fondamentalmente la crasi di brani precedenti: Yann ha preso melodie conosciute, aprendone le battiture più note ed inserendovi accenti nuovi. La bravura indiscutibile del polistrumentista, unendosi alla sensibilità dell’artista, ha davvero creato delle meraviglie.

Il caso non esiste

Ero seduta sulla mia poltroncina, stretta nel mio blazer della domenica in mezzo a persone i cui calzini costavano quanto il mio intero outfit, quella seraIn quel momento, non sono riuscita a fare a meno di sorridere, commuovermi, pensare che, davvero, il caso non esiste. Non credo fosse un caso io mi sia trovata all’Elbphilarmonie, di fronte a questi virtuosismi che partono dal “vecchio” per concepire un “nuovo” esaltante e pieno di poesia. Allo stesso modo, non credo fosse una casualità il fatto la mia compagna d’avventure non sia venuta e io abbia dovuto vivere quest’esperienza in solitaria.
Amburgo è una città che amo, detesto e a volte rimpiango. È intrisa di vecchi ricordi, nuove emozioni e tanto altro. Amburgo, ancora una volta, è stata un battito del cuore, una sfida conquistata da sola, un piccolo momento di riflessione in cui cercare di mettere insieme pezzi di me e, chi lo sa?, magari costruire qualcosa di nuovo partendo da quello che già ho. Tutto questo, ovviamente, sulle note di Le fromveur.

21 thoughts on “Elbphilarmonie: dove il suono diventa magia

  1. Che costruzione fantastica e avveniristica! Per me che sono una amante dei concerti e della musica in generale la sala che descrivi mi ha suscitato molta curiosità.

  2. Non ho mai visitato Amburgo, ma dopo la realizzazione di questa bellissima Filarmonica non posso che metterla in lista per vederla presto dal vivo!

  3. L' Elbphilarmonie da fuori sembra quasi una corona, stupendo questo edificio!
    Vedere Yann Tiersen suonare dal vivo è tra i miei sogni, mi piace da impazzire, ci credo bene che sentirlo in una sala così, sia un'esperienza da pelle d'oca! In questo momento i miei occhi sono a cuore.

  4. Dal tuo racconto traspaiono le emozioni con cui hai vissuto quest'esperienza. Se andrò ad Amburgo la tappa all'Elbphilarmonie sarà d'obbligo!

  5. Merita davvero un sacco! Spesso i costi dei biglietti sono proibitivi ma, con un Po' di fortuna e qualche risparmio da parte, ci si può concedere una serata davvero unica!

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