|| Expat Life || Attraverso lo specchio

Una delle prime cose che salta all’occhio, quando si parla di me, è il fatto io sia estremamente riservata. Parlo poco di me stessa, preferisco mostrare ciò che vedo invece di postare l’ennesima selfie e, di massima, non amo essere al centro dell’attenzione. Le mie colleghe sanno ben poco di me e per buona parte di amici e conoscenti sono, spesso, un enigma. Immaginatevi la mia reazione, insomma, quando ho scoperto che un giornalista di Rai Tre voleva intervistarmi e registrare tutto in modo da montare un servizio televisivo.

Foto: Nadine Urban

Ma procediamo con ordine. Quando Katia, founder di Donne che emigrano all’estero, mi ha comunicato che un giornalista di Rai Tre voleva intervistarmi, mi aspettavo un’intervista telefonica o, al più, via Skype. Essendo già comparsa in un paio di Podcast, insomma, mi aspettavo fosse richiesto un intervento per un format simile. Quando, poi, ho effettivamente incontrato Vincenzo Guerrizio,  mi sono resa conto che, con lui, era presente anche un camera-man: nemmeno a dirlo, ero leggermente dubbiosa. Cercando di ignorare il vento e la neve, abbiamo filmato circa un’ora di chiacchierata sulle politiche sociali, sulle lamentele spesso un po’ stupide di chi dopotutto ne fa utilizzo, sul futuro del Bel Paese e su cosa mi manchi dell’Italia. (Ve ne ricordate? Ne ho parlato QUI) Conclusa la chiacchierata, ci siamo ancora concessi un caffè e un paio di riflessioni sulle Elezioni, sul Movimento Cinque Stelle e sulla Dichiarazione dei redditi. (Sì, proprio lei)

Foto: Nadine Urban

Tornata a casa, mi sono trovata in questo stato emotivo bizzarro, a metà tra il terrore di venir editata in maniera “controproducente” e l’elettrizzante emozione di poter dire: “Ho dato voce a ciò che penso”. Ora, a dieci giorni dalla registrazione e ad una settimana dalla trasmissione, mia madre continua a tempestarmi di messaggi perché questo o quel conoscente le dicono: “Ho visto tua figlia in televisione, sai?”. Questo, in qualche modo, mi riporta al punto iniziale. Se invece di concentrarsi sulla mia faccia e sul fatto io fossi lì, si fossero concentrati su quello che ho detto, se lo avessero veramente capito, probabilmente ci sarebbero state anche reazioni meno positive. Perché sono una spocchiosissima intellettuale pretenziosa e intransigente.
Per questo non amo parlare di me, ma amo comunicare: perché ai visi da guardare preferisco le storie da ascoltare. Ascoltare ciò che gli altri hanno da dire, invece che soffermarsi sul selfie del giorno, sull’outfit per la serata di gala oppure sull’ennesima foto scattata alla caffetteria dell’angolo, ci aiuterebbe ad abbracciare il diverso, a crescere, ad ampliare le nostre vedute. Insomma, perché non provarci, almeno per un poco? 😉

Voleste vedere il servizio di Guerrizio, autore tra gli altri del Reportage sull’ILVA e di altri ottimi contenuti, lo trovate QUI e QUI, rispettivamente in versione lunga e in versione breve. Buona visione!

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