|| Expat-Life || Dancing in the dark

Fonte: Pinterest

A volte ritornano. 
Nonostante gli espatri, nonostante i chilometri a fornire la distanza necessaria, nonostante le porte chiuse facendo attenzione a non sbattere e quelle – invece – chiuse facendo rumore.
Ritornano e si trasferiscono a nemmeno tre ore di distanza da casa tua, in quella città che tanto ami e che adesso senti un po’ meno tua, come se te l’avessero strappata dalle mani. 
A volte è difficile essere adulti, sentirsi in controllo di se stessi, non lasciare che gli eventi abbiano la meglio su di noi. A volte stare bene è complesso e richiede un sacco di lavoro. Magari un paio di ore passate a passeggiare senza meta, incuranti del fatto che la gente osservi perplessa i capelli tagliati di fresco à la Cara Delavigne e il rossetto marrone opaco, magari un’ora nella vasca da bagno, magari un quarto d’ora di meditazione e una zuppa calda che ci faccia di nuovo sentire al sicuro.
Sto bene adesso? Non lo so. Se prima avrei risposto subito “Sì” oppure “No” in base all’umore e al numero di scenari apocalittici prodotti dalla mia mente, ora so che la risposta giusta è “Forse no, ma so come muovermi affinché tutto torni alla normalità”.
Qualcuno lo chiama Paracadute, qua il termine è Sicherheitskoffer (letteralmente “Valigia di sicurezza”) e contiene – metaforicamente – tutta una lista di cose da fare quando non stiamo bene o abbiamo bisogno di una coccola.  Stasera forse lo aprirò – metaforicamente – e tornerò in equilibrio. Nonostante il filo sia un po’ meno teso e l’altezza mi faccia paura. 
Ovunque siate, spero stiate bene e – se non fosse così – spero vi prendiate il tempo necessario a sentirvi meglio. Aveste bisogno di ispirazione, QUA ho raccolto un sacco di cose da fare/provare/esplorare.

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