|| Expat-Life || Falling slowly

Ci sono cose che – per caso o forse per fortuna – hanno il potere di aprirci. Letteralmente. Hanno la capacità di lacerare la corazza che abbiamo creato senza nemmeno accorgercene, lasciando libero quel grumo di emozioni che si era accumulato all’altezza del cuore.
Venerdì sera – complice un invito dell’ultimo minuto – ho visto Glen Hansard in concerto, in una cornice forse un po’ pretenziosa ma altrettanto magica, mentre fuori pioveva ed ogni luce si faceva più soffusa. Per chi non lo conoscesse o – come me – lo conoscesse solo per la sua partecipazione al film Once… beh, è stata una rivelazione. Ho riscoperto la bellezza di quella musica forse inconsciamente un po’ old school ma in grado di catturarti. Sono stata vittima della magia di parole che mi hanno toccata in una maniera che non credevo possibile. Ho passato due ore abbondanti a commuovermi, ridere ai suoi racconti buffi, provare una marea di emozioni che non ricordavo così potenti. Ho trascorso ogni istante con gli occhi lucidi, il cuore gonfio e il sorriso sulle labbra. Finalmente.
Se è vero che qualcuno il primo gennaio decide di dedicarsi a diete depuranti, insomma, sono lieta di aver purificato un po’ la mia anima una sera di novembre, in una sala gremita di gente mesmerizzata da questa voce persino un po’ antica, graffiante eppure incredibilmente calda.

Piccola nota di servizio: mi sono finalmente decisa ad aprire una pagina Facebook che ospiterà i contenuti di Hopeless Wanderer, magari qualche foto random e qualche articolo interessante. Che ne dite di cliccare “Mi piace”? 😉

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