|| Expat Life || Perché ripartire?

Quando ho accennato ad amici e familiari che avevo in mente di ripartire, lasciatemelo dire, ho ricevuto reazioni di ogni tipo: alcuni si sono dichiarati entusiasti, altri hanno sbuffato iniziando a elencare tutte quelle sicurezze che avrei perso, la maggior parte mi ha posto una domanda. “Perché?”.

A sentire alcuni amici sono affetta dalla cosiddetta “Sindrome della buona samaritana”. Insomma, se posso offrire il mio aiuto in qualche modo, statene certi, sarò in primissima linea. La cosa buffa, nemmeno a dirlo, è il fatto che spesso si tratta di aiutare qualcuno a discapito di me stessa. Dai turni atroci al lavoro, passando per commissioni spesso incombenti per amici e/o colleghi sino alle lezioni private a prezzi decisamente ridicoli lasciatemelo dire: le ho fatte davvero tutte.
Questa, però, è solo una piccola parte di una storia decisamente molto complessa.
L’altra parte è costituita dalla mia scontentezza nei confronti di realtà che si piegano su loro stesse, lamentandosi senza ragione apparente solo per farsi compatire. Ho tutta una serie di amici e conoscenti che si lagnano perché il mondo va a scatafascio (cit.) e lo fanno dalla loro poltrona, comodamente seduti, in un ufficio dove al massimo manca l’aria condizionata. Lamentano condizioni di lavoro spesso disumane quando, davvero, ci sono persone che sopravvivono con meno della metà di quanto non guadagnino i primi. E lo fanno con dignità, oltre che con una grazia invidiabile. Protestano contro un sistema che incentivano consapevolmente e si piegano ad uno status quo dal quale non si allontanano per paura.
Ecco, io non ce la faccio.
A ripensarci, è uno dei miei più grandi difetti: non sono in grado di compromettere. Non quando a dover esser compromessi sarebbero valori o ideali nei quali credo.
Ho passato mesi borbottando contrariata alle loro lamentele, chiedendomi chi me lo facesse fare di ascoltare l’ennesima tirade contro il consumismo fatta con una bottiglia di Coca-Cola in mano. Ho passato pomeriggi interi cercando di trovare una soluzione prima di arrivare alla realizzazione che questa ultima era praticamente davanti al mio naso. Ho scelto di provare a sottrarmi ad un sistema che non condivido, nel quale non mi riconosco e provare, nel mio piccolo, a cambiare almeno qualcosa.
Parto perché sono una sognatrice hippie utopista un po’ pazza. 
Parto perché voglio stampare un dito medio in faccia allo status quo
Parto perché credo nel potere dei piccoli cambiamenti che partono dentro di noi e portano alle grandi rivoluzioni.
Parto perché aiutare gli altri mi fa stare bene e mi fa bene.
Parto perché a restare si finisce solo per morire un poco.
Parto perché lo voglio e, come direbbe mia madre, “non hai mai ascoltato nessuno. Non lo hai fatto quando era ora… ormai chi te lo fa fare?”.
Insomma: parto. Che ne dite di accompagnarmi (virtualmente) in questa nuova avventura? 😉

4 thoughts on “|| Expat Life || Perché ripartire?

  1. Parti e vai !!! Se puoi scappa da questa gente che sa solo criticare e stare seduta dietro una scrivania a vedere (anche le tue foto) il mio sogno nel cassetto? Un volo di solo andata vaiiiii fin che puoi fallo anche per me 😉

  2. Ti faccio un enorme in bocca al lupo per tutto! Ti capisco, anch'io sento sempre la smania di partire ed effettivamente dopo essere tornata dalla Germania sono ripartita subito per Budapest, ora vivo qua da 4 anni 🙂

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