|| Expat-Life || Sostantivando sostantivando

Qualche tempo fa scrissi un post in merito alla sindrome del sostantivo maiuscolo (lo potete leggere QUI). Oggi, mentre ero intenta a tradurre un documento che devo spedire entro domani (aiuto!), mi sono resa conto che la lettera maiuscola dei sostantivi sarebbe stato l’unico dei miei crucci. 
Il mio cruccio, questa volta, erano proprio i sostantivi in sé: insomma, tradurre senza perdermi in giri di parole imbarazzanti è stata la sfida del giorno. Peraltro, sapendo che entrambi i documenti (originale e traduzione) verranno probabilmente letti e confrontati, ho sudato e non poco.
Un esempio? Begleitung significa – letteralmente – “accompagnamento” ma, chissà perché, mi fa subito pensare a quella forma di pensione o contributo statale dato ai familiari di un malato. E che dire di Betreuung? Anche in questo caso si parla di assistenza o, di nuovo, di accompagnamento ma parlando di didattica, come sicuramente potete capire, la traduzione non rende. Lasciatemelo dire: è stata una sudata.
Per la prima volta in un tempo infinito, insomma, ho provato persino un po’ di comico rancore nei confronti di una lingua – l’italiano – che adoro proprio perché poetica, in grado di creare metafore, allegorie, frasi piene di grazia e simbologia. 
E voi? Qual’è l’ostacolo traduttivo più difficile con il quale vi siete dovuti confrontare?

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