|| Expat-Life ||: Expat on a budget: il PIANO D’AZIONE

Come vi ho annunciato la settimana scorsa, il mio obiettivo è quello di creare una piccola serie di post in cui raccontarvi un pochettino come mi organizzo per risparmiare qualcosina ogni mese, vivere in maniera presente e grata, apprezzando quello che ho e senza focalizzarmi su quanto hanno/comprano/fanno gli altri. Al solito, ogni ulteriore consiglio da parte vostra è il benvenuto.

Il primo passo – nemmeno a dirlo – è la stesura del vostro piano d’azione.

Non importa se fatto su carta o su una tabella di calcolo, l’importante è averlo a disposizione in modo da poterlo aggiornare e/o modificare in maniera costante, apportando le piccole migliorie del caso. Rileggendo qualche appunto preso da “The financial Diet” ho infatti appreso che aggiornare il proprio piano d’azione (o budget-plan) è fondamentale per la riuscita del vostro piano di risparmio perché vi evita di rimanere bloccati con un modello che potrebbe non funzionare a discapito di uno più efficace. (Molto più banalmente, vi capitasse una promozione per le mani, la cifra da mettere idealmente a parte non dovrebbe rimanere invariata ma crescere proporzionalmente all’aumento.)

 

Io, di norma, parto dal totale minimo del mio salario netto (non conto, quindi, la maggiorazione delle festività e gli eventuali straordinari). A questo, sottraggo
– l’affitto
– le eventuali utenze (nel mio caso: telefono, Netflix, costi di gestione del C/C, eventualmente il parrucchiere)
– la spesa (dandomi un tot. realistico da non superare)
Ciò che rimane corrisponde alla somma – arrotondata, se riesco, per eccesso – che vado a depositare sul mio libretto dei risparmi non appena ricevo lo stipendio. Lo scorso anno avevo aggiunto un’eventuale voce “serate/concerti/ect” ma non riuscivo mai a far quadrare il tutto: ci sono mesi in cui vado a sei o sette concerti, altri in cui non ce n’è uno che mi interessi. Insomma, ho deciso di far rientrare questa eventuale spesa – che spesso riesco anche a programmare – nella voce “utenze”.
A questa somma, poi, si vanno ad aggiungere le “entrate extra” che ricevo a cadenza non-regolare lavorando come free-lance. Non appena mi viene versata la somma del caso, la sposto sul libretto di risparmio. In caso di emergenze, peraltro, sono proprio queste entrate extra a farmi da eventuale cuscinetto di salvataggio, nonostante cerchi di attingervi solo in caso di grave necessità (volo improvviso in Italia o dichiarazione dei redditi, per dirvene un paio). Cosa ne risulta? Una somma che, accumulandosi poco a poco, va a creare quello che The financial Diet chiama Fondo per le emergenze, che ci servirà nel caso al lavoro le cose non vadano bene, in caso di trasloco o in caso di emergenze familiari di vario genere. Qualcuno tiene peraltro questo fondo su un conto che non va a toccare e, una volta raggiunta una somma arbitraria (generalmente le mensilità di 4-6 mesi), va ad aprire un altro conto di risparmio dove continua a versare i risparmi. Altri – io faccio parte ad esempio della categoria – si danno una somma-limite sotto la quale non vogliono scendere e che, idealmente, cresce di anno in anno.
Mi rendo benissimo conto che, vista così, sembra che io non esca mai di casa e/o faccia una vita di triste clausura e/o mi affami. La risposta, evidentemente, è: NO, ma sono abbastanza selettiva in merito ad uscite varie ed eventuali ed ho imparato ad organizzarmi in fatto di spesa, pianificazione dei pasti ect. Non mi va di spendere denaro in serate che non mi interessano e/o in cose fatte solo “tanto per”. Preferisco guardare un film in compagnia, preparare dei pop corn, un bicchiere di vino o che so io e godermi la serata così. Allo stesso modo, ho imparato a cucinare e/o preparare ingredienti in anticipo. Come vi dissi nel primo post: è tutta una questione di priorità. Detta banalmente, c’è chi preferisce una serata in discoteca a settimana e chi un viaggio di 3 o 4 giorni ogni due o tre mesi. Choices. (cit.) Il prossimo post, peraltro, sarà proprio dedicato alle cose in cui non investo più denaro. Insomma: rimanete in ascolto! 😀
E voi? Come stendete il vostro piano d’azione? Avete eventuali suggerimenti/consigli? Scriveteli nei commenti!

 

Piccola nota di servizio: mi sono finalmente decisa ad aprire una pagina Facebook che ospiterà i contenuti di Hopeless Wanderer, magari qualche foto random e qualche articolo interessante. Che ne dite di cliccare “Mi piace”? 😉

3 thoughts on “|| Expat-Life ||: Expat on a budget: il PIANO D’AZIONE

  1. Io il mio Financial Diet ancora non l'ho messo nero su bianco, quindi, adesso, dopo questa lettura, mi metto sotto. Mai procrastinare…speriamo :).
    Grazie mille per le preziosi information Miss Writer !!!

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