Getting our time back

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Oggi, da esattamente una settimana, siamo senza connessione Internet.

A causa di un guasto sulla linea, insomma, le mie interazioni social sono ridotte all’osso e alle capacità del mio telefono e – lasciatemelo dire – si sta una pacchia.

Se da un lato non sono ancora riuscita a vedere lo speciale di Sense8 su Netflix, dall’altro ho letto un sacco, creato del tempo per me stessa e mi sono persino messa a cucinare, armata di non uno bensì quattro libroni di ricette vegane. Quello che ho imparato, insomma, è a riappropriarmi del mio tempo, soffermandomi a osservare la neve che scende oppure godendomi un bagno con tutti i crismi – e i sali – nel completo silenzio dell’appartamento vuoto.

Oggi mi è capitato di leggere un pensiero dei due autori di The minimalist che manco a farlo apposta calza proprio a pennello.

One of the main reasons we decided to take this journey was to reclaim our time:⠀
More free time.
More time to focus on what’s important.⠀
More time for other people.⠀More time for ourselves.⠀
More time to build new relationships.⠀
More time for gratitude.⠀
More time to be healthy.⠀
More time to create.⠀
We wanted our lives back, and to do so we had to get our time back.⠀
Time is the only thing we all share in common: we all have the same 24 hours in a day. Let’s use them wisely.

(Una delle ragioni principali per cui abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio era la rivendicazione del nostro tempo:
Più tempo libero.
Più tempo per concentrarci su quello che conta.
Più tempo per gli altri.
Più tempo per noi stessi.
Più tempo per costruire nuove relazioni.
Più tempo per la gratitudine.
Più tempo per essere in buona salute.
Pi
ù tempo per creare.

Volevamo indietro la nostra vita e per farlo dovevamo riprenderci il nostro tempo.
Il tempo è l’unica cosa che abbiamo tutti in comune: abbiamo tutti le stesse 24 ore al giorno. Usiamole saggiamente)

Pur in una situazione a tratti semplicemente scomoda – soprattutto vivendo in un altro stato, con impegni su Skype da onorare e programmi che andrebbero ad ogni modo rispettati – c’è la possibilità di far – come si suol dire – di necessità virtù e di apprezzare tutto ciò che abbiamo attorno. Dalla neve che scende a quel vecchio CD quasi vintage che non ricordavamo fosse così bello, con buona pace di Spotify, Netflix e Facebook. (Pure se i primi due un po’ mi mancano)

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