|| How to || Capsule Wardrobe

Come ormai ho già ripetuto un sacco di volte, espatriare mi ha permesso di rivoluzionare la mia vita a 360 gradi. Spiritualmente, a livello di consapevolezza (anche economica), dal punto di vista dei consumi. 
In questo panorama di evoluzione personale, sono venuta in contatto con il concetto di capsule wardrobe e – dopo alcune ricerche – ne ho adottato alcuni dei principi al mio quotidiano.
Cos’è un capsule wardrobe? Il termine fu coniato da Susie Faux, la proprietaria della boutique londonese “Wardrobe” negli anni 70. Serve a indicare un assortimento di capi d’abbigliamento che non sono legati a mode del momento (o a tendenze passate) e che permettono tutta una serie di abbinamenti, essendo i singoli pezzi compatibili per quanto riguarda stile e palette dei colori. Attualmente, con capsule wardrobe si intende un guardaroba composto da un numero ridotto di capi d’abbigliamento (in genere 37, anche se molti hanno esteso le proprie collezioni e creato quello che alcuni chiamano fluide capsule wardrobe) che permette di creare varie combinazioni nonostante il numero dei pezzi. 
Perché applicare questo sistema al proprio guardaroba? Per alcune persone lo scopo è quello di apparire ricercato nonostante mezzi ridotti (questo ne spiegherebbe la grande diffusione sin dagli anni ’70) mentre per altri è tutta una questione di downshifting. 
Per me era un po’ una combinazione di vari fattori. Avendo la possibilità di partire nuovamente da zero, mi sono interrogata sul mio stile in fatto di abiti e accostamenti e ho scelto di liberarmi di tutte quelle cose che non mi convincevano o non mi facevano sentire a mio agio. Così facendo, ho conservato solo capi d’abbigliamento che amavo sul serio e ne ho acquistati e/o sostituiti alcuni per completare la mia piccola collezione quattro-stagioni.
Come creare un capsule wardrobe?
Innanzitutto tirate TUTTO fuori dal vostro armadio e esaminate ogni singolo pezzo. Vi piace? Bene, mettetelo a parte. Non vi piace? Benissimo: regalatelo oppure, se inutilizzabile, buttatelo.
I capi che avrete scelto di tenere dovrebbero idealmente appartenere a una palette di colori compatibili fra loro o – quantomeno – essere adatti a più occasioni. Un esempio? Denim, pantaloni (o gonne) neri o blu, magliette in cotone. Una volta capito cosa avete a disposizione e come sfruttarlo, potrete eventualmente valutare se vi occorre ancora qualcosa oppure se potete finalmente fuggire al malsano shopping del sabato pomeriggio perché – sorpresa! – non vi occorre nulla. 
Come al solito, non si tratta di un concetto da applicare alla lettera ma nel limite di quello che ci fa stare bene/ci fa sentire a nostro agio. In ogni caso perché non provare? Potreste scoprire che la vostra vena creativa non ha bisogno di quintali di magliette comprate in saldo e/o di pessima qualità per assemblare look degni di nota. 😉

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