Imparare il tedesco, ma come?

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Di expat reticenti e altre storie

Quando mi trasferii in Germania, pensavo che tutti gli espatriati conoscessero il tedesco. Con mio sommo stupore, però, mi dovetti ricredere. Da un lato, c’erano un sacco di dottorandi che facevano affidamento al solo inglese. Dall’altro c’erano madri e padri di famiglia che lamentavano la mancanza del tempo necessario. A questo, poi, si aggiungevano ragazzi freschi di maturità che ripetevano: “Eh, ma il tedesco è difficile. Che lingua del cavolo”.
Non potevo, né volevo, crederci. Eppure, dannazione, all’epoca quel genere di atteggiamento andava per la maggiore.

Imparare il tedesco: la mia esperienza

Io ho iniziato ad avvicinarmi al tedesco al liceo. A sedici anni presi in mano il mio primo libro di tedesco, Delfin, pronta ad immergermi in questa nuova materia. Di quei tre anni ricordo le parole un po’ buffe che ci facevano ridacchiare e i test di vocaboli a cadenza settimanale. È studiando il tedesco che ho sviluppato un amore spassionato per Christa Wolf, Herman Hesse e Reiner Maria Rilke. Una volta all’università, dovendo lavorare e non potendo frequentare, imparai ben poco, lo ammetto. Proprio per questo, nell’aprile del 2013 mi trasferii in Saarland per un semestre. Dopo le prime incertezze, decisi di buttarmi e parlai, parlai e parlai. Lessi giornali, ascoltai musica e noleggiai i primi film in lingua. Questo processo di assimilazione (attiva e passiva) si è rivelato vincente.

Come imparare il tedesco poco a poco

Ci sono tanti modi per imparare il tedesco (e altre lingue) poco a poco. Si tratta di semplici azioni quotidiane che possono trasformarsi in abitudini, in fondo. Questi, peraltro, sono i consigli che ho dato ai miei studenti di italiano, adattandoli al loro livello di competenza. Che ne dite di provare anche voi?

Imparare il tedesco leggendo

Al giorno d’oggi, ogni quotidiano ha una pagina internet consultabile in maniera gratuita. Alcuni hanno persino una sezione pensata per chi desidera imparare la lingua. Lì troverete articoli semplificati, glossari e, qualche volta, persino una manciata di esercizi. Alcune riviste, poi, sono create proprio per facilitare l’apprendimento di una lingua. A questo si aggiungono libri con traduzione a fronte e, udite udite, libri per bambini. Sarà sufficiente frequentare la biblioteca pubblica per trovarne almeno un paio con i quali esercitarsi. Mica male, no?

Imparare il tedesco ascoltando

In questo caso c’è davvero l’imbarazzo della scelta: podcast, musica, notiziari radio. Fest und Flauschig e Transformer sono due dei miei podcast preferiti, ad esempio. Senza sdoganare i grandi classici, poi, sono certa che troverete almeno un paio di cantanti o band di vostro gusto. Alcuni dei miei artisti preferiti sono Max Prosa, Enno Bunger, Hannes Wittmer e Gisbert von Knyphausen. Parlando di notizie di cronaca, inoltre, un buon modo per assimilarle è ascoltare langsam gesprochene Nachrichten del portale Deutsche Welle. A questo si aggiungono evidentemente gli audiolibri, spesso reperibili gratuitamente in rete. In questo caso, inoltre, è possibile selezionare il livello di difficoltà del contenuto e allinearlo alle vostre esigenze.

Imparare con il grande e piccolo schermo

Nonostante non sia una grande fan, devo ammettere che anche la televisione può rivelarsi un prezioso alleato. I siti web di alcuni canali, peraltro, offrono streaming e repliche, spesso persino sottotitolate. Cretedemi: da ARD a ProSieben avrete solo l’imbarazzo della scelta. Potrete affittare DVD, farveli prestare da amici e conoscenti oppure fare un salto al negozio dell’usato. Sono certa che troverete un giallo, oppure un thriller oppure ancora una commedia di vostro gusto. Persino Youtube, se usato con cognizione di causa, può rivelarsi un ottimo alleato, sapete? Provare per credere!

I portali di apprendimento on line

Grazie all’avvento dell’insegnamento on line, i siti didattici per imparare una lingua non mancano di certo. Alcuni di loro raccolgono testi da leggere con domande a lato, altri presentano esercizi di ascolto oppure esercizi di grammatica. Si tratta, evidentemente, di attività un poco più scolastiche ma decisamente d’effetto, soprattutto nel caso dell’apprendimento della grammatica. Deutsche Welle è forse il portale più noto e dispone anche di un canale youtube e di una pagina FB. Su questa ultima, peraltro, dove vengono quotidianamente pubblicati simpatici esercizi e piccoli quiz.

Imparare il tedesco usando il dizionario

Un armamento di base per la nostra lotta quotidiana con il tedesco sono, evidentemente, i dizionari. Non parlo solamente di quelli cartacei, utili quando vorrete svolgere un esercizio oppure a lezione. Esistono, infatti, anche dizionari telematici e App per il vostro smartphone. I miei preferiti sono Leo.org, Bab.La e Pons. Li ho utilizzati per la stesura della mia tesi magistrale e li consulto tutt’ora, in caso di un dubbio che non mi concede tregua.

Imparare il tedesco si può

Insomma: imparare il tedesco è facile, se sai come farlo. Lo sapete, però, qual’è il modo più immediato di avvicinarsi alla lingua? Aprendo la porta di casa e mettendovi in marcia. Uscite, salutate i vicini e scambiate quattro chiacchiere, andate a comprare il pane, concedetevi un caffè al bar. Immergetevi in tutto ciò che ci circonda e frequentate persone del posto. Frequentate persone del posto, non solo espatriati, e mettetevi in gioco. Credetemi: non ve ne pentirete.

10 thoughts on “Imparare il tedesco, ma come?

  1. Se intende che occorre ingoiare rospi quando ci viene fatto notare che abbiamo fatto un errore beh… suppongo dipenda dal nostro approccio alla questione. Io tendo a ringraziare per la correzione e andare avanti. Soprattutto se la persona che mi ha corretta lo ha fatto in toni non propriamente cordiali ne ricavo una soddisfazione da poco.. 😉
    Poi onestamente tendo a non darvi particolarmente importanza, soprattutto perché ogni volta mi viene in mente come gli albergatori e/o restauratori italiani trattano i turisti stranieri quando cercano di esprimersi nel loro italiano stentato – o come vengono spesso apostrofati stranieri, extracomunitari e rifugiati in generale – e mi dico che potrebbe andarmi peggio.
    Suppongo sia tutta una questione di prospettiva.. 😉

  2. Non sono un'expat ma ho comunque trovato il tuo articolo molto interessante. La vita degli expat mi affascina, così come mi affascina l'idea di imparare una nuova lingua. Poi il tedesco non dev'essere una passeggiata, soprattutto per chi parla una lingua dolce e musicale come la nostra…

  3. In effetti dal punto di vista fonetico, a volte, ci sono suoni un poco arditi. D'altro canto, però, è una lingua sufficientemente "regolata" e "quadrata" da rivelarsi decisamente più fattibile di altre. Non lo dice mai nessuno ma il francese ha spesso regole e/o eccezioni molto molto più complesse da imparare!

  4. Sono expat in Giappone e come te mi trovo ad avere a che fare tutti i giorni con una lingua che sì è oggettivamente difficile, lontanissima dalla nostra nella grammatica e nella scrittura, lingua in cui sono laureata e che trovo estremamente, terribilmente affascinante! E non potrei che essere d'accordo con tutti i tuoi consigli 😀 ascoltare e lanciarsi in ogni occasione di miglioramento sono davvero la chiave!

  5. Ciao e benvenuta! Una mia carissima amica era appassionata di giapponese e anche lei me ne parlava come di un idioma non solo complesso in sé quanto distante dall'italiano per un sacco di versi…insomma: chapeau! E sì, buttarsi è l'unica..a volte si scivola, altre va meglio ma ogni tentativo è sempre meglio del mutismo 😉

  6. Ho studiato tedesco per 5 anni al liceo. Era una lingua che mi affascinava molto, ed ero anche piuttosto brava a parlare e a scrivere. Purtroppo sono anni che non mi capita di parlare tedesco, prima o poi lo riprenderò a studiare!

  7. Eh, io ho lo stesso problema con il francese… lo parlavo quasi come fosse stata una seconda lingua e ora, non avendo contatti regolari con la Francia, ho bisogno di quel mezzo secondo in più per mettere insieme quello che vorrei dire… ma non mollo! Fortunatamente viviamo in un'epoca in cui internet e youtube possono rivelarsi preziosi alleati! Buona settimana! 😀

  8. Per un paio d'anni quando mi ritrovavo con tempo libero e soldi extra a disposizione mi era venuta la fissa dei corsi di lingua. Con il tedesco avevo provato i corsi in cassette (giusto per farti capire quanti anni fa erano!), ma non era scattata la scintilla. Più recentemente, lo spagnolo mi era piaciuto pur non essendomi trovata molto bene nel gruppo. L'ebraico lo avevo adorato, insegnanti incredibili e gruppo affiatato, purtroppo un solo anno di studio non era abbastanza e in testa mi è rimasto solo come dire "borsa grande" che va benissimo se voglio fare shopping, meno per ordinare da mangiare 😉 Alla fine mi sono rassegnata ad approfondire inglese e francese, le uniche lingue che parlo decentemente e ho avuto modo di usare per lavoro. Credo che il gruppo, l'insegnante e la possibilità di usare la lingua che studio influisca moltissimo sulla motivazione e la disponibilità a tralasciare qualsiasi altro impegno per studiare. Quando ho vissuto all'estero comunque mi sono accorta delle difficoltà di parlare una lingua "viva" con tutti i suoi colloquialismi e accenti diversi, nonostante sulla carta avessi un buon livello!

  9. La lingua parlata dai nativi, niente da dire, è tutto un altro paio di maniche… nel bene e nel male, perché alcuni insegnanti (universitari, tra l'altro) di lingua prediligono la lingua "scolastica" che però spesso ha costruzioni e/o forme che i nativi non usano :O

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