La famiglia Tortilla: la guida non-guida

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“La famiglia Tortilla” è il libro che avrei dovuto leggere prima di arrivare a Barcellona per il weekend. Scritto dall’irriverente penna di Marco Mavaldi, si tratta di un divertente resoconto delle sue mangiate in terra catalana. 
Accompagnato dalla moglie Samantha e dal piccolo Leonardo, l’autore mette letteralmente alla prova la resistenza del proprio stomaco. Dalla cucina tradizionale alla sperimentazione, passando per ristoranti vegetariani e churros, davvero non si fa mancare nulla.

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Barcellona a tutto tondo

“La famiglia Tortilla”, capitanata dal pater familiae Mavaldi, si mette alla ricerca delle perle della gastronomia di Barcellona. Tra pietanze tradizionali, offerte culinarie innovative e persino piatti un poco discutibili, davvero, la scelta non manca. 
Lo scopo dell’autore è quello di fornire un quadro veritiero quanto il più completo possibile delle varie prelibatezze assaggiate. A queste, poi, si aggiungono evidentemente i piatti da evitare e le pietanze ritenute solamente “così così”. Volendo, lo scopo dell’autore è anche quello di permettere al lettore di trovare almeno un’opzione che possa far al caso suo. È un ritratto decisamente interessante e sicuramente variegato, quello offerto da Mavaldi. Si tratta del mélange perfetto tra dettagli storici, appunti gastronomici e quell’ironia quasi dissacrante che ha reso brillante ognuna delle sue opere. Insomma: non si tratta solamente di una lettura informativa, quanto dell’occasione perfetta per concedersi una risata che vien dal cuore.

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La guida non-guida

Ceci n’est pas un guide”
Facendo un poco il verso a Magritte e alla sua celeberrima pipa, l’autore decide di mettere le mani avanti. Ciò che ha scritto, infatti, non può esser definita una guida. Non nell’accezione più tradizionale del termine, in ogni caso. Si tratta del resoconto, in ordine cronologico, delle peripezie mangerecce della famiglia Mavaldi, rinominata “la Famiglia Tortilla” per l’occasione. Proprio per questo motivo, però, si tratta di un libriccino davvero utile. Di fronte alle mille raccomandazioni di questa o quella guida, infatti, questi resoconti sinceri e spesso ironici sono proprio ciò che ci occorre. In una realtà luccicante e sfarzosa quale quella della cucina catalana, infatti, perdersi è decisamente semplice. Allo stesso modo, cedere alle raccomandazioni spesso di parte dell’ennesimo opuscolo turistico non è sempre una buona idea.

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“La famiglia Tortilla” secondo me

Okay, lo confesso: Marco Mavaldi è tra i miei autori preferiti. Questo libricino, poi, è il concentrato di tutto quello che amo. C’è l’incredibile bagaglio di uno scrittore dai mille e uno riferimenti. Ci sono le battute un poco irriverenti di chi sa descrivere persone reali, fatte di piccole manie e buffe fissazioni. C’è il tono a tratti serio e a tratti scanzonato che mi ha accompagnato durante viaggi, voli, tragitti in autobus. 
Anche questo, a ben vedere, è un viaggio. Quello de “La famiglia Tortilla” è un viaggio culinario, culturale, un po’ storico e decisamente sopra le righe. Leggerlo vi farà ridere e sorridere, regalandovi un’ora di leggerezza persi tra il caos della Rambla de Catalunya e il verde del Park Güell. Buona lettura!

8 thoughts on “La famiglia Tortilla: la guida non-guida

  1. Ammetto di non essere un’appassionata di questo genere di libri ma se studiati e creati con un po’ di irriverenza (come dici tu) e con un tono narrativo, allora in tal caso potrebbe stuzzicare la mia curiosità.

    1. Questo è l’unico libro sui generis che possiedo e, lo confesso, l’ho acquistato per pura riverenza nei confronti dell’autore. Visto il tono ed il contenuto, sono proprio lieta di averlo fatto! 🙂

  2. Lo leggerei proprio perche’ non e’ una guida vera e propria. Mi piace leggere delle esperienze altrui quando vere e sincere e mi sembra che questo sia davvero il caso della famiglia Tortilla! 🙂

  3. Credo mi piacerebbe! Ho letto I love Tokyo della Pina che non era una guida ma oltre ad essere divertente era risultato utilissimo! Qui sarà la stessa cosa

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