La mia parola per il 2018

Il primo gennaio, di ritorno da un impegno di lavoro, mi sono concessa una mezz’ora di youtube mentre pranzavo e, sulla mia Home, è comparso il video “My word for 2018” della Vlogger She’s in her apron.
In pratica, invece di stilare una lista spesso un po’ buffa di buoni propositi (a proposito, letto il mio articolo sui Buoni propositi degli Expat?) e fallire miseramente, si sceglie una parola-simbolo di ciò che si vuole affrontare durante l’anno. L’autrice del video, per esempio, sceglie la parola be (cioè essere) declinandola in be proud, be joyful, be patient, be brave. 
Ispirata da questo concetto, ho deciso di riflettere un attimo su quale vorrei fosse la mia parola d’ordine per il 2018. Ebbene, rullo di tamburi, la mia parola d’ordine per l’anno appena cominciato è strada. 

Le strade che abbiamo paura di percorrere, affinché troviamo in noi la forza e il coraggio per mettere, metaforicamente e non, un piede avanti all’altro. Spesso, nemmeno a dirlo, è proprio il primo passo ad essere il più difficile: tutto il resto verrà, più o meno, da sé.
Le strade da lasciare alle nostre spalle, gli arrivederci e gli addii, le infinite deviazioni e i percorsi alternativi. Sono queste stesse strade balorde che, ancora una volta, mi hanno ricordato che spesso e volentieri la vita si diverte a farci imbarcare in sentieri improbabili. Il più delle volte, in ogni caso, la vista della quale godiamo una volta arrivati ci rinfranca e ripaga della fatica.
Le strade che abbiamo percorso per anni, sicuri fossero l’unica via percorribile. Ecco: questa volta mi piacerebbe provare a prendere qualche deviazione. Farlo di mia spontanea volontà e vedere cosa ne esce fuori. 
Le strade che dovremmo evitare: non per paura, né per pigrizia. Ci sono sentieri che, semplicemente, si rivelano perdite di tempo e non ci fanno scoprire ciò che, invece, vorremmo trovarci davanti agli occhi.
Le strade impervie e quelle in salita, perché la fatica raramente non ripaga.
Le strade sconosciute, magari in un posto del quale ancora non si padroneggia la lingua: quei vicoli da esplorare, assorbire, fare nostri, immortalare con fotografie più o meno ben riuscite.
E voi? Quale parola potrebbe descrivere il vostro 2018?

2 thoughts on “La mia parola per il 2018

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.