Lirica a Siviglia: tre opere da ricordare

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L’opera lirica è, da sempre, una mia grande passione.
Da bambina, infatti, ero solita andare con i miei compagni di scuola al teatro del sabato pomeriggio. Ad attenderci, ogni volta, erano versioni spesso semplificate di grandi opere liriche. Ricordo ancora lo stupore che ci riempiva lo guardo e il cuore, quello stesso stupore che, tutt’ora, non mi abbandona.
Anni dopo, ai tempi dell’università, fui introdotta al Teatro (sì, quello con la maiuscola) e alla Lirica (idem come sopra). Grazie ad un accordo tra l’Università degli Studi di Torino e il Teatro Regio, infatti, ebbi la possibilità di assistere a rappresentazioni incredibili, delle quali tutt’ora ricordo i dettagli.

Arrivata a Siviglia, sono stata subito colpita dall’importanza che la città dà alla lirica. Ci sono, ovviamente, le statue rappresentanti i personaggi delle opere ambientate nella cittadina. Allo stesso modo, è possibile trovare placchette di metallo che ricordano il legame profondo tra la cittadina e l’opera lirica. Ma quali sono le opere liriche in questione?

Don Giovanni

L’opera lirica di Wolfgang Amadeus Mozart si rifà alle opere di Tirso de Molina (1616) e, ovviamente, Molière (1665). Don Giovanni è un donnaiolo le cui conquiste vengono diligentemente annotate dal compare Luparello: 640 in Italia, 231 in Germania, 1003 in Spagna, 100 in Francia e 91 in Turchia. Rifiutandosi di pentirsi di fronte alla statua del Commendatore e fingendo il proprio rimorso di fronte ad una donna, l’uomo finirà all’inferno. Il protagonista dell’opera di Mozart è una figura piena di eccessi e frenesia. Emblematica in questo senso è l’aria “Finc ch’han dal vino“.
Una piccola curiosità? Mozart compose due versioni di quest’opera lirica. La prima debuttò a Praga nel 1787 ed ebbe un successo tale da far dire al compositore “L’opera è andata in scena con il successo più clamoroso possibile”. La seconda esordì a Vienna e si conclude con la scena 19, ossia con la disputa tra Don Giovanni e il Commendatore e la discesa del primo agli inferi. La scena 20, ossia la “morale” della storia venne tagliata, a quanto pare, per compiacere il pubblico austriaco.

La città ricorda la figura di Don Juan con una statua al limitare del quartiere storico di Santa Cruz.

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Il viso severo di Don Juan

Carmen

L’opera lirica di Bizet, rappresentata per la prima volta nel 1875, è stata la mia introduzione alla lirica. Nemmeno a dirlo, insomma, occupa un posto ben speciale nel mio cuore. Si tratta delle vicende tormentate di Carmen, bellissima gitana che lavorava nella fabbrica di sigari di Siviglia. intorno al 1820. La fabbrica altro non è che l’attuale Università di Siviglia, chiamata anche Real Fábrica de Tabacos de Sevilla.
Curiosamente, esistono diverse versioni di quest’opera lirica. Dopo un’iniziale responso negativo da parte del pubblico, infatti, Bizet aveva apportato alcune modifiche. Tali variazioni andarono a caratterizzare soprattutto il quarto atto, in particolare il duello fra Don José e Escamillo. Per questo motivo, quindi, le esecuzioni di Carmen sono tutt’ora diverse tra loro.

La città di Siviglia ricorda la figura di Carmen con una statua sulla passeggiata lungo il fiume Guadalquivir.

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Carmen, la splendida gitana

Il barbiere di Siviglia

Alcuni ne conoscono solo il celebre “Figaro, figaro”, altri citano la versione di Elio e le storie tese. Fatto sta che Il barbiere di Siviglia è una delle opere più amate dal grande pubblico. Io stessa l’ho visto a teatro svariate volte e lo rivedo sempre con molto piacere. Statisticamente, peraltro, pare sia l’opera lirica più rappresentata al mondo.
L’innegabile ingegno del Barbiere e factotum della città permetteranno al Conte d’Almaviva e alla giovane Rosina di coronare i propri sogni d’amore. A nulla vale l’ostilità di Don Bartolo che, alla fine, sarà costretto a rinunciare alla prospettiva di sposare la giovane donna.
La prima dell’opera andò in scena nel 1816 con il titolo Almaviva, ossia l’inutile precauzione ed ebbe ben poco successo. Il pubblico, infatti, inizialmente parve preferire il “Barbiere di Siviglia” di Giovanni Paisiello e sembrava intenzionata a far fallire l’opera rossiniana. Tuttavia, la sera della seconda rappresentazione il giudizio del pubblico mutò radicalmente, decretando il successo del Barbiere di Siviglia.

La città di Siviglia ricorda il Barbiere di Siviglia con una targhetta affissa poco distante da quello che si presume fosse il balcone di Rosina. 

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L’attuale università di Siviglia altro non è che la fu Real Fábrica che fa da sfondo alle vicende di Carmen

Il legame tra la città e la lirica è forte e ogni occasione è buona per celebrarlo con statue e targhette. Queste, infatti, ci ricordano l’importanza di Siviglia nel panorama culturale del XVIII e XIX secolo. Camminando per le sue strade ricche di storia, vi sembrerà quasi di scorgere le fila di operaie pronte a lasciare la Real Fábrica oppure il carretto di Figaro. Un viaggio culturale a tutto tondo, insomma, che vi farà venir voglia di rispolverare quei vecchi CD dimenticati in un angolo che mai e poi mai avreste pensato di riprendere in mano.

E voi? Qual’è la vostra opera lirica preferita?

3 Responses

  1. valeria

    Non ci avevo mai pensato, tre grandi opere ambientate in una città calda e passionale che sembra perfetta come scenario. Sarebbe bello avere la fortuna di assistere ad una rappresentazione della Carmen o del barbiere di Siviglia proprio nella loro città, la realtà e l’immaginazione artistica così si fondono e sembra di vedere la scena animarsi.

    • Hopelesswanderer

      Ho visto il Barbiere svariate volte ma, hai ragione, vederne le gesta o ammirare la Carmen nel luogo in cui è nata deve essere proprio un’esperienza indimenticabile!

  2. Valentina

    Sevilla è una città meravigliosa 🙂 Del capoluogo andaluso ricordo soprattutto il caldo (ho trascorso alcune settimane a Siviglia l’estate del 2017 per scrivere la tesi di laurea ed era una vera gioia entrare in biblioteca dove c’erano 20 gradi… un po’ tragico uscire nel tardo pomeriggio, quando le temperature rimanevano sui 35/40 gradi). Comunque interessante quest’articolo sull’Opera. Amo molto la lirica e tutte e tre sono opere bellissime! La mia preferita è la Carmen 🙂

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