Il mio primo viaggio all’estero

#primoviaggioestero: cos’è?

#primoviaggioestero nasce dalla collaborazione di alcune Travel Blogger e dall’incredibile ingegno di Paola Bertoni, autrice di Pasta Pizza Scones e di questo bellissimo articolo sul suo primo viaggio all’estero. Seguendo questo Hashtag, vi ritroverete a ripercorrere le vicende dei nostri primi viaggi all’estero. Godrete della moltitudine di prospettive che rende la community Travel Blogger Italiane una delle piattaforme più brillanti che abbia mai incontrato. 
E ora, senza perdere altro tempo, vi lascio al post. Buona lettura! 🙂
 

#primoviaggioestero a Les Menuires

Il mio primo viaggio all’estero mi vede ancora bambina. Non avevo nemmeno otto anni quando, in compagnia dei miei genitori, mi avventurai per le Alpi francesi in quel di Les Menuires. In quei giorni di agosto ci innamorammo dei paesaggi mozzafiato dell’Auvergne-Rhône-Alpes e, in compagnia del cane Dylan, ne esplorammo i mille sentieri. Di quel viaggio ricordo poco, onestamente. Ricordo il cane che attaccava briga con chiunque e il mio maglione di pile rosso, con un inserto in tessuto variopinto à la Anni ’90. Ho ricordi vaghi del gelato scadente e dei pomeriggi passati al parco giochi della struttura. Ho qualche foto scattata durante le passeggiate e poco altro. Ricordo con precisione, chissà perché, il freddo pungente al mattino e il caldo rovente del pomeriggio. Ogni mezz’ora, lo giuro, c’era un impacco di crema solare spesso almeno due dita ad aspettarmi.
 

Il mio vero #primoviaggioestero

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Galway Bay
Il mio primo vero viaggio all’estero mi vede un poco più grande. A quindici anni, infatti, sono partita con alcuni compagni di scuola per una vacanza studio a Galway, in Irlanda. Di quel periodo ricordo una dieta tremenda fatta di barrette dimagranti e la moda di indossare magliette con la cerniera davanti, come se fossero felpe. Il terrore che qualcuno tirasse giù suddetta cerniera, credetemi, non l’ho ancora superato. Quel viaggio mi vide volare per la prima volta e mi mise di fronte al fatto che, spesso, anche le culture che crediamo vicine alle nostre possono regalarci sorprese. 
Ricordo l’atterraggio e il  conseguente shock termico: da 33°C a 15°C in una manciata d’ore. Occorreva comprarsi una felpa!!! Ricordo il primo incontro con una famiglia deliziosa ma un po’ disorganizzata, fatta di due genitori dai nomi impronunciabili e cinque figli “con le orecchie a padellino!“. Con un sorriso, mi vengono in mente le parole di mia madre che stava già pensando a come farmi tornare indietro. 
Poi ci sono le mattinate passate in classe, gongolando del mio Advanced Level nonostante avessi iniziato a studiare inglese proprio in prima superiore. A seguire, ecco pomeriggi infiniti, passati alla scoperta di questa o quella cosa. Ricordo il viaggio sino in Connemara e la traversata sino alle Aran Island, dove il maglione più brutto costava una fortuna e pungeva un sacco. Rammento il freddo dell’oceano e le corse con gli asciugamani sulle spalle, come dei Batman un po’ cretini. Ricordo quella sensazione elettrizzante di sentirsi liberi, lontani da casa e senza preoccupazioni. Pasti e alloggio erano assicurati dalle famiglie ospitanti, di attività extra-curricolari, ovviamente, ce n’erano a bizzeffe. La sera, non contenti, potevamo persino uscire di casa e fare il tifo per i nostri amici, impegnati nell’ennesima partita di pallone.
 
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L’isola di Inishmore
 

Tirando le somme

Il mio primo viaggio all’estero mi vede curiosa, certo, ma non ancora pronta. La sete che ho di questo mondo, nascerà anni dopo, con i primi viaggi in solitaria. Mi vede sorridente ma incerta verso piccole differenze che, ora, apprezzo e celebro con gioia. Ero preoccupata di rimanere da sola quando, ora, adoro ogni singola ora che trascorro con me stessa ed uno zainetto in spalla.  Non è stato un viaggio epico, una vacanza ad Ibiza, una settimana a folleggiare con gli amici. È stato il primo contatto con la natura un po’ selvaggia di Inishmore, il confronto necessario con una famiglia eccezionale che, nonostante i pochi mezzi economici, non ci ha fatto mai mancare nulla. È stata la prima porta aperta verso quel mondo multietnico, multiforme, colorato, affascinante che tanto amo. Da quel primo viaggio all’estero, ho imparato a esplorarlo e conoscerlo. A modo mio. Pezzettino dopo pezzettino.

3 Responses

  1. Cristiana Franzini

    quanta emozione traspare dalle tue parole! Il timore ci accomuna nel nostro primo viaggio all' estero, la paura di confrontarsi con la diversità…vedo che anche per te l' ostacolo della lingua è stato l'ultimo dei tuoi problemi!

  2. Paola

    Rivivere i nostri viaggi è davvero emozionante, la tua descrizione del maglione di pile mi ha riportato alla mente il terribile abbigliamento al quale sono sopravvissuta pure io, ma devo confessarti che invece non ricordo le magliette con la cerniera 🙂

  3. Erica Rivoglio la Barbie

    Ah l'Irlanda, una destinazione perfetta per il primo viaggio all'estero, un viaggio che ha sicuramente dato il la alla nostra voglia di viaggiare e di conoscere.

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