Mobile Home e stabilità provvisorie

Dal 1 settembre vivo in una mobile home.
Inizialmente, lo confesso, ero perplessa. Pensavo, infatti, si trattasse dell’ultima trovata dei miei host, alla ricerca di un modo per risparmiare un paio di centesimi. Una domenica pomeriggio, durante un’escursione a Tavira, mi sono dovuta ricredere. Qua in Algarve, zona in cui la comunità anglofona è molto presente, di mobile home è pieno ogni angolo. Il piccolo paesino di Moncarapacho, peraltro, è persino considerato un “borgo eco-consapevole” e la presenza di questo genere di abitazioni non solo è ben vista, bensì incoraggiata.

mobile-home-parcheggio

Mobile home: di che si tratta?

La mobile home è una struttura prefabbricata abitabile che può essere spostata da un luogo ad un altro con un camion oppure una gru. C’è chi la utilizza come abitazione stabile e chi se ne serve come casa delle vacanze. Allo stesso modo, c’è chi la utilizza come soluzione provvisoria durante i lavori di restauro e/o rinnovo di casa propria. Una volta conclusi questi ultimi, infatti, è possibile spostare la mobile home e, eventualmente, venderla.
Perché mobile? La mobilità di questo genere di prefabbricato è da ricondursi a questioni legislative e regolamenti. Su alcuni terreni, infatti, non è concesso costruire e una struttura del genere non è ancorata al terreno, ergo può essere mossa all’occorrenza.

Mobile home e caravan: quali sono le differenze?

La mobile home e il caravan hanno una storia simile ma il loro uso è ora molto diverso. La prima, infatti, è concepita come vera e propria abitazione. Il secondo, invece, è utilizzato essenzialmente come soluzione mobile per le vacanze. La struttura della mobile home, poi, è più resistente e il lavoro di carpenteria la rende spesso esteticamente più piacevole. Inoltre, il caravan può essere mosso con l’aiuto di un’automobile e non è necessario un mezzo di traino più potente quale, ad esempio, un camion.

mobile-home-caravan

Gli aspetti negativi della mobile home

Vivere in una mobile home, fosse anche solo per un breve periodo, richiede spirito di adattamento e iniziativa.

  • Riuscire ad installare una doccia oppure un bagno funzionante, infatti, può rivelarsi complesso. Se non si ha accesso all’acqua del comune attraverso l’apposita canalizzazione occorre installare una cisterna oppure ricorrere ad un bagno chimico. La cisterna andrà riempita e pulita regolarmente. Il bagno chimico, invece, andrà svuotato a cadenza regolare. In base ai progetti a breve e lungo termine delle parti in causa, si potrà scegliere l’opzione più adatta.
  • La scelta di una soluzione in materia di corrente elettrica va valutata attentamente. In base alle proprie esigenze, il proprietario potrà decidere come risolvere la questione. La soluzione più in voga pare essere quella dei generatori elettrici. I pannelli solari, da soli, non sarebbero infatti sufficienti soddisfare il carico energetico della mobile home. Questa, perlomeno, è stata la scelta fatta dal padrone del prefabbricato in cui alloggio ora: a sentire lui, l’opzione off-grid dei pannelli fotovoltaici non è realistica. Perlomeno non nell’entroterra dell’Algarve, dove il sole invernale non è in grado di riscaldare a dovere.
  • E internet? Se ne siete dipendenti ve lo dico subito: rassegnatevi e scordatevi il wi-fi. Dovrete, con ogni buona probabilità, ricorrere a chiavette o al volume dati dello smartphone. Paradossalmente, credo questo sia l’aspetto che più apprezzo del mio vivere qui. Nonostante le difficoltà logistiche, infatti, lasciar perdere notifiche, messaggistica e social media per un po’ è stato incredibilmente piacevole.

Gli aspetti positivi della mobile home

  • Avrete, finalmente, la possibilità di ridurre al minimo sprechi e consumi. In uno spazio limitato, infatti, sarà ben difficile che accumuliate chincaglierie che non vi occorrono. Per godervi appieno questa esperienza dovrete rivedere le vostre abitudini e semplificare il vostro modo di vivere. È un’esperienza importante, quasi formativa, per imparare a rallentare, vivere con meno e rendersi conto che il nostro “meno” è spesso sin troppo.
  • A questo si aggiunge l’inevitabile unplugLa mancanza di internet, una volta superato lo shock iniziale, nemmeno la sentirete. Invece dell’ennesimo articolo stupido linkato su Facebook, magari riuscirete a godervi un libro oppure, chi lo sa?, vi metterete a meditare oppure ancora a scrivere.

La mia esperienza nella mobile home

Essendomi avvicinata al concetto di vita lenta e downsizing ormai parecchie lune fa, ero entusiasta di fronte a questa opportunità. Da bambina, pur avendo partecipato a dei campeggi, non ero mai andata oltre al rifugio di montagna e questo genere di approccio alla natura mi ha sempre incuriosita. Volendo iniziare questo nuovo capitolo della mia vita con un reset di tutto rispetto, diciamo che è stata un’occasione d’oro che mi ha obbligata a fermarmi a riflettere. Sui nostri consumi, sulla mania di voler tutto e subito, sulla follia che ci spinge ad accumulare, accumulare ed accumulare ancora. Mi sono fermata a pensare alle piccole e grandi cose che voglio cambiare, ai passi che occorre intraprendere e alle sfide che mi aspettano.
Si tratta di un modello abitativo adatto a chiunque? No, ma tutti dovrebbero provarlo per almeno una settimana. È illuminante notare quanto poco spazio ci occorre e quanto è semplice vivere con poche cose attorno a noi. È illuminante e, a modo proprio, può cambiarti la vita. Provare per credere.

mobile-home-tenda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.