Favole dal mondo expat a sostegno dei bambini

“Favole dal mondo expat” è una raccolta di diciotto fiabe, i cui proventi andranno a sostenere la Onlus “La Casa di Sabbia”. Grazie a idee come questa, continuare a fare del bene e a credere nella bontà delle proprie azioni è proprio semplice, quasi istintivo. Si tratta, a ben vedere, di un piccolo gesto dai risvolti enormi. Una goccia di speranza in un mare spesso difficile da navigare.

Castelli in Algarve: un viaggio alla scoperta dei Mori

Pur non essendo estranea al fascino di Versailles o a quello della Reggia di Caserta, i castelli in Algarve sono tra le mie scoperte più fortunate. Camminare lungo le mura, osservare il panorama dalle feritoie e salire scale ripide e un po’ sconnesse sono, ormai, tra i miei passatempi preferiti. Mi fa tornare in mente le passeggiate al Borgo Medievale di Torino, le feste nel centro storico di Weimar e le lezioni di letteratura dedicate alle chansons de geste. Si tratta di un magico tuffo nel passato che, ogni volta, mi fa venir voglia di riprendere in mano la saga di Artù e dei suoi cavalieri.

Libri: regalo di Natale perfetto per amici viaggiatori

Libri, libri e ancora libri! Sono uno dei miei regali preferiti, assieme alle Gift-card per lo store di Kindle. Ci sono un sacco di titoli che parlano di viaggi, alcuni migliori di altri. Eccone cinque che potrebbero trasformarsi nel perfetto regalo di Natale. Sono scritti da donne, quindi potrebbero essere il pensiero ideale per le vostre amiche viaggiatrici. Insomma: che aspettate a regalare un libro?

Capela dos Ossos: Faro si tinge di noir

Nonostante la Capela dos Ossos sia spesso ritenuta un po’ troppo macabra, io la ritengo una visita necessaria perché spinge i visitatori a riflettere. Dopo una manciata di minuti trascorsi tra teschi e tibie viene istintivo afferrare il telefono e scrivere “ti voglio bene” oppure “mi manchi”. Di fronte a questo memento, davvero, è impossibile rimanere indifferenti e non sentire il bisogno di contattare chi amiamo. Una parola, un sorriso, persino un selfie si trasformano nell’antidoto temporaneo a un malessere decisamente più esistenziale.