Parrucchiere, ossia la tragedia dell’espatriato

pubblicato in: Diaries, Expat-Life | 7
“Eh, come dal mio parrucchiere in Italia nessuno M-A-I”.
Chi di voi non ha sentito, almeno una volta, queste parole? Come se, al di fuori dello Stivale, girassero tutti con una parrucca per evitare di mostrare in pubblico lo stato in cui versano le loro fulgide chiome. Come tutte le realtà, in ogni caso, anche il mondo dei parrucchieri e dei centri estetici assume sfumature diverse e segue regole diverse rispetto allo stivale. Ecco, insomma, cinque cose delle quali tener conto prima di prenotare il vostro appuntamento dal parrucchiere all’estero.
parrucchiere-bigodini

1. Trovare un parrucchiere che ci soddisfi è difficile, all’estero come in Italia.

Non stupitevi se le prime due o tre volte non sarete soddisfatti del risultato. Capita. (A onor di cronaca: a me capitò anche un paio di volte in Italia. Fa parte del processo, suppongo.)

2. A volte farsi capire può risultare un po’ difficili.

Questo capita, nonostante la vostra padronanza della lingua sia già molto buona. In questo caso può essere utile portarsi un paio di immagini di riferimento: il vostro parrucchiere vi ringrazierà.

3. Non sempre potete ottenere tutto quello che desiderate.

Se un parrucchiere, ossia un professionista del mestiere vi dice che il taglio non funzionerebbe e/o non vi starebbe bene e/o non è fattibile credetegli. O offritegli perlomeno il beneficio del dubbio.

4. In alcuni paesi esteri, il lavaggio dei capelli costa qualche euro in più.

Se volete risparmiare un pochettino oppure dovete per forza utilizzare uno shampoo specifico, optate per lavarveli a casa e fatelo presente in fase di prenotazione.

5. In alcuni paesi il prezzo del taglio varia a seconda della lunghezza dei capelli.

Se li avete lunghi costerà un paio di euro in più rispetto a quanto non paghereste li aveste corti. Insomma: non stupitevi se la vicina di casa col taglio alla Annie Lennox pagherà un poco di meno: non stanno cercando di fregarvi.
Prima di concludere l’articolo mi permetto una parentesi. Sento spesso dire che i parrucchieri all’estero sono cari, “quindi vado dalla cinese/dalla turca/dalla cugina/dall’amica che almeno risparmio”. La mia parrucchiera in Italia costa poco di più di quanto io non paghi qui in Germania, pagare 25,00€ per un taglio, oppure 30,00€ non è molto: è il suo prezzo. Mi permetto di citare la parrucchiera nostrana appena nominata, che una volta ad una signora che si lamentava del conto disse:

“Signora, lei non mi paga solo la manodopera, la luce, l’acqua e le beghe burocratiche. Lei paga i continui corsi d’aggiornamento, i diplomi e gli attestati. L’amore per il mio lavoro no, quello non lo paga: non potrebbe permetterselo”.

7 Responses

  1. Paola

    In Italia la parrucchiera la vedo meno di una volta all'anno. Ho pessime esperienze di quando facevo la modella di capelli e avendo un colore naturale decente ho deciso di lasciare perdere tinte & tagli fashion che tanto diventano una schifezza dopo al primo shampoo. Ho però un'ossessione per quei saloni fighetti dove lasci metà stipendio solo a respirare perché insieme a taglio & piega è compreso massaggio, caffè, balsamo ristrutturante e qualsiasi altra cavolata naturale senza siliconi. In pratica ci vado per farmi coccolare un pomeriggio e eventualmente anche togliere le doppie punte. In Inghilterra invece vedo delle tizie chiaramente working class con dei capelli bellissimi quindi mi sto chiedendo se forse è il caso di provare l'ebbrezza di un nuovo salone nella Perfida Albione (solo per la piega of course).

  2. Anna

    Io non mi trovo con la parrucchiera nemmeno in Italia, non oso immaginare all'estero!!

  3. Marta Calanca

    Io adoro il salone in cui vado a Glasgow. Mi sono fatta i colpi di sole due volte e le ragazze sono bravissime. Concordo sul costo, non costa molto piu' che in Italia. Anzi, col fatto che il mio salone non e' in una zona trendy, secondo me costa anche un po' di meno (non avvicinatevi da Tony e Guy per non far piangere il portafoglio).

  4. Samanta Berruti

    Spesso il costo è simile, anche facendo le dovute proporzioni in base al costo della vita (come, ad esempio, nel caso di Svezia e/o Norvegia). Anche io evito il parrucchiere "trendy", anche perché con la mia fortuna post-trattamento finirei con l'aver bisogno di una parrucca…! Grazie per essere passata! 🙂

  5. Samanta Berruti

    Io, lo confesso, non ho grosse pretese e, tutt'al più, mi dico che il prossimo passo è la rasatura à la Skin (la cantante degli Skunk Anansie). Per quanto riguarda il salone, ne ho scelto uno che volendo potrebbe essere chic ma, essendo un caso umano io, non mi faccio nemmeno lavare i capelli. Ossessionata come sono dalla cosmesi naturale, farei diventare matta la shampista..! 😀

  6. Alice Wit

    Posso dire che anche in Italia non sempre trovi la parrucchiera che sappia capirti al primo colpo. Io dò sempre un paio di possibilità prima di cambiare. Certo, se dovessi andare in Germania faticherei a esprimermi nel loro idioma e tenterei in inglese, ma mi armerei di una bella foto e… tanto i capelli ricrescono. 🙂

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