Polizia tedesca: oltre lo stereotipo

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Una visita alla stazione di polizia prima di lasciare questo posto, probabilmente, non era nelle carte. Era un’esperienza, quella di compilare una denuncia contro ignoti, che a quanto pare dovevo ancora  fare ergo: Eins, zwei, Polizei

Sorprese in cantina

Ieri sera sono scesa in cantina, decisa a posare due scatole con qualche libro che ho scelto di lasciare qua. Ad attendermi, ho trovato una piccola grande sorpresa: la porta era aperta e il lucchetto a terra in due pezzi, probabilmente aperto con una qualche tenaglia. Ho letteralmente buttato le mie scatole su un piano di metallo, guardato intorno et voilà: una bicicletta del mio coinquilino è sparita. Il resto sembra essere in ordine, le due BMX ci sono ancora e le restanti cianfrusaglie pure. Okay, riflettendoci un secondo, forse manca una ruota di non so nemmeno cosa, perché ne conto solo tre e mi chiedo a cosa servano tre ruote diverse. Misteri, suppongo. Corro su, recupero un lucchetto che meditavo di buttare, sistemo le mie scatole e richiudo la porta sperando che questo, di lucchetto, non venga forzato nelle prossime 24 ore. Il tutto, ovviamente, decidendo fosse buona regola che un paio di santi, dal paradiso, scendessero pure. Sono un personaggino fine, io…
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In polizia a sporgere denuncia

Stamattina Robin mi ha accompagnata alla stazione di polizia, dove ho sporto denuncia contro ignoti in modo che il mio coinquilino possa, una volta tornato, presentare la denuncia all’assicurazione ed eventualmente venire risarcito almeno in parte. L’altro coinquilino, se gli va bene, si becca un euro per il lucchetto rotto. L’ufficiale che si è occupato di prendere i miei dati, cuore lui, era la versione tedesca di un Catarella in vena di far festa. Oppure di uno dei nonnini del Bar Lume dopo una grappa di troppo.
Ha, nell’ordine:
  • Sbagliato a scrivere il nome del mio coinquilino. Nonostante gli fosse stato fatto lo spelling.
  • Borbottato che non trovava la mia registrazione al comune. Controllato io avessi con me il documento che lo attesta e sospirato inconsolabile. Il tutto, mentre scorreva amabilmente l’elenco dei soli cittadini maschi che vivono nel nostro palazzo.
  • Riletto la deposizione canticchiando YMCA tra una riga e l’altra.

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Alla fine, giusto per non farci mancare nulla, ha persino fornito un riassunto della situazione in termini di diritto civile al ritmo di Hotel California. Sì, proprio LEI. Insomma, nella “disgrazia” mi sono fatta un paio di risate, pensando che l’informaticcia (informatica NdA) di Catarella, oggi, pareva essersi trasferita su suolo tedesco.

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