Polizia tedesca: oltre lo stereotipo

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Una visita alla stazione di polizia prima di lasciare Jena, probabilmente, non era nelle carte.
Era un’esperienza, quella di compilare una denuncia contro ignoti, che a quanto pare dovevo ancora  fare ergo: Eins, zwei, Polizei
 

📍 Sorprese in cantina

Quella sera, lo ricordo bene, sono scesa in cantina senza pormi troppe domande. Mi ero decisa, infatti, a posare due scatole con qualche libro che avevo scelto di lasciare a Jena. Ad attendermi, trovai una piccola grande sorpresa. La porta era aperta e il lucchetto a terra in due pezzi, probabilmente aperto con una qualche tenaglia. Lasciai le mie scatole su un piano di metallo, mi guardai intorno et voilà: una bicicletta del mio coinquilino era sparita. Il resto, per fortuna, sembrava essere in ordine: le due BMX c’erano ancora e le restanti cianfrusaglie pure.

Okay, riflettendoci un secondo, forse mancava una ruota di non so nemmeno cosa, perché ne contai solo tre e mi chiesi stupita a cosa servissero tre ruote diverse. Misteri. Corsi su, recuperai un lucchetto che meditavo di buttare, sistemai le mie scatole e richiusi la porta sperando che questo, di lucchetto, non venisse forzato nelle prossime 24 ore. Il tutto, ovviamente, decidendo fosse buona regola che un paio di santi, dal paradiso, scendessero pure. Sono un personaggino fine, io…
 
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📍 In polizia a sporgere denuncia

La mattina seguente, Robin mi accompagnò alla stazione di polizia. Lì sporsi denuncia contro ignoti in modo che il mio coinquilino potesse presentare la denuncia all’assicurazione. Magari un paio di centesimi li avrebbe recuperati, chi lo sa? L’altro coinquilino, forse, si sarebbe beccato un euro per il lucchetto rotto.
L’ufficiale che si occupò di prendere i miei dati, cuore lui, era la versione tedesca di un Catarella in vena di far festa. Oppure di uno dei nonnini del Bar Lume dopo una grappa di troppo.
Riuscì, nell’ordine:
 
  • A sbagliare a scrivere il nome del mio coinquilino. Nonostante gli fosse stato fatto lo spelling.
  • A non individuare la mia registrazione al comune. Controllò persino che io avessi con me il documento del caso e sospirò, inconsolabile. Il tutto, mentre scorreva amabilmente l’elenco dei soli cittadini maschi residenti in quel palazzo.
  • A rileggere la deposizione canticchiando YMCA tra una riga e l’altra.

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Alla fine, giusto per non farci mancare nulla, mi fornì un riassunto della situazione in termini di diritto civile. Il tutto, udite udite, al ritmo di Hotel California. Sì, proprio LEI.
Insomma, nella “disgrazia” mi feci un paio di risate. L’informaticcia di Catarella, quel giorno, pareva essersi trasferita su suolo tedesco.

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