Porto: una degustazione particolare

Quando visitai Lisbona mi concessi una degustazione di Ginjinha, un liquore a base di amarene. Una volta a Porto, quindi, una degustazione come si deve di porto non potevo proprio farmela scappare! Oltre ad aver assaggiato vini di diverse cantine, ne ho approfittato per imparare una cosa o due sulla loro produzione. Insomma: un’esperienza assolutamente incredibile!

Una premessa molto importante: il porto è un vino liquoroso a gradazione alcolica medio-elevata. Prima di partecipare a una di queste degustazioni, quindi, è bene fare un pasto abbondante, onde evitare brutte sorprese. Un piccolo snack in borsa (cracker, biscotti, patatine), poi, potrebbe all’occorrenza salvarvi lo stomaco.

📍 Non solo vino rosso

La prima cosa che ho imparato è stata proprio questa. Per produrre porto, infatti, non vengono utilizzate solo uve nere. 

Il porto bianco viene prodotto utilizzando esclusivamente uva bianca. Invecchia in grosse botti in legno di quercia e può essere dolce, semisecco oppure secco. Di tutte le varietà di porto, infatti, questa è l’unica che viene categorizzata in base alla sua dolcezza. Pur essendo categorizzati come secchi, poi, anche questi ultimi conservano un retrogusto dolciastro. 
Col passare del tempo, il porto bianco assume una colorazione più scura sino ad essere, spesso, confuso con il porto tawny.

Il porto rosso, invece, assume caratteristiche differenti in base al recipiente all’interno del quale invecchia. Si parla, infatti, di ruby quando il vino invecchia in grandi botti di legno. Non entrando in contatto con questo ultimo, il porto presenta molte delle sue caratteristiche iniziali. È dolciastro, fruttato (spesso si può notare un retrogusto di frutti rossi o di prugne) e dal colore rubino intenso.
Quando le uve, invece, vengono travasate in botti più piccole dopo due o tre anni si parla di tawny. Il contatto con il legno, in questo caso, è maggiore. Lo stesso vale per il contatto del liquido con l’aria che favorisce il processo di ossidazione. Il porto in questo caso si presenterà più chiaro, assumendo tonalità quasi ambrate. Invecchiando assumerà un gusto quasi “tostato” che ricorderà le note decise del caffé oppure del cioccolato. Il retrogusto di questa bevanda, poi, si avvicinerà a quello della frutta secca. 

Ma dove degustare il porto più “originale” e fedele alla tradizione in città? Ecco a voi le tre cantine che abbiamo visitato. 

📍 Ramos Pinto: la storia di un successo regionale

La prima cantina che visitammo fu quella, decisamente nota, di Ramos Pinto. Questa prende il nome dal padrone della cantina, noto uomo d’affari del primo Novecento. Ramos Pinto riuscì a imporsi sul mercato internazionale e a creare un impatto decisamente notevole. Celeberrimi sono anche i manifesti con i quali pubblicizzava il proprio porto. I cartelloni, infatti, presentavano scene quasi erotiche il cui scopo era mostrare il piacere che si provava consumando il vino.

Oltre a poter degustare un tawny e un ruby di indiscutibile qualità, spesso viene offerto un porto bianco che vi stupirà per la sua delicatezza. Prima della degustazione, inoltre, è possibile visitare i piani superiori dell’edificio e le cantine. I primi, attualmente, esibiscono poster pubblicitari e mobili d’epoca. Le cantine, invece, ospitano ancora i barili all’interno dei quali invecchia il porto. 

La visita a Ramos Pinto è un’esperienza assolutamente arricchente. Oltre a gustare vini liquorosi di ottima qualità, infatti, potrete imparare qualcosina in più rispetto alla storia e alla cultura di questo prodotto locale.

📍 La Real Companhia Velha, il porto del re

La seconda tappa del nostro tour di degustazione ci ha portati alla Real Companhia Velha. Questa fu fondata nel XVIII secolo a seguito di un atto costitutivo reale firmato da Don José I, re del Portogallo. Le uve vengono tutt’ora raccolte in una delle Quintas migliori della valle del Douro. La cantina, infatti, produce ancora numerose bottiglie sotto l’etichetta “Royal Oporto”. Si tratta della cantina più antica di tutto il Portogallo.
Non appena siamo entrati, ci siamo trovati di fronte a un ambiente decisamente più piccolo, meno “commerciale” e dall’atmosfera decisamente più nostalgica. Il nostro, volendo, è stato persino un tuffo nel passato. Oltre ad aver assaggiato un porto ruby e un tawny, abbiamo guardato un video a proposito della valle del Douro e della Quinta della casa reale. 

Esattamente come Ramos Pinto, la Real Companhia Velha ci ha offerto la possibilità di imparare qualcosa di interessante a proposito di questo prodotto tipico. Allo stesso modo, le diverse riprese cinematografiche della valle del Douro erano davvero impressionanti.

📍 Vasques de Carvalho: l’ambizione di un progetto giovane

La nostra terza e ultima tappa ci ha condotti a Vasques de Carvalho. Sin dall’ingresso, che ricorda un wine bar da centro cittadino, si tratta di un ambiente decisamente differente.
Vasques de Carvalho, infatti, è una cantina decisamente più giovane rispetto alle due precedenti. Si tratta di un concetto più fresco, alla moda, volendo persino hip. Seduti sulla balconata interna di questa vineria portoghese, abbiamo potuto assaggiare un porto bianco, un porto rosé, un porto tawny e un ruby. Il tutto, finalmente, accompagnato da qualche snack. Tra un cracker e una scaglia di cioccolato, abbiamo scoperto sapori decisi, ammalianti e mai scontati. Chiacchierando con i nostri vicini di tavolo, poi, abbiamo scambiato impressioni e ridacchiato di fronte ai nostri riflessi ormai un poco rallentati.

È stata un’esperienza di scambio, di scoperta e, perché no, addirittura istruttiva. Abbiamo imparato un sacco di piccole (e grandi!) cose sul porto, sulla sua produzione e sulla cultura vinicola di questa città incredibilmente curiosa.

📍 Il porto secondo me

Essendo nata nelle Langhe, la cultura vinicola ospita uno spazio decisamente importante nel mio cuore. La trovo affascinante, interessante e un ottimo modo per avvicinarsi a tradizioni spesso davvero particolari. È un richiamo all’infanzia, alle vendemmie, alle serate autunnali passate a chiacchierare intorno al falò. Si tratta, a modo proprio, di un miscellanea in perenne divenire di affetto, malinconia, ricordi e amore.
Questo tour è stata un’esperienza arricchente e sicuramente divertente. Ho chiacchierato con persone di nazionalità diverse e scoperto qualcosa in più sulla cultura vinicola del loro paese. Allo stesso modo, ho scoperto sapori differenti e combinazioni interessanti, stupendomi di retrogusti spesso inaspettati. Insomma: ho trascorso una manciata d’ore avvicinandomi un poco di più a un Paese che credevo di conoscere e che, come da copione, mi ha stupito ancora una volta. 

Il seguente articolo non promuove in alcun modo il consumo immoderato di bevande alcoliche di alcun genere. Il consumo di queste ultime, inoltre, è severamente vietato ai minori di anni diciotto.

5 thoughts on “Porto: una degustazione particolare

  1. Mi piacerebbe magari in questi weekend autunnali poter fare una bella degustazione di Porto ci e questa di cui parli su, anche io sono appassionata di vini e buona cucina e dove posso assaggio davvero tutto

    1. È stata davvero un’esperienza interessante. Viste le temperature autunnali, poi, un bicchiere di porto non stonerebbe per nulla!

  2. Ginjinha, Porto, Langhe: quante belle parole in questo post! Sono stata in Portogallo in piena estate, qualche anno fa, ed ho bellissimi ricordi di tutto ciò di cui parli. Ho fatto anche una gita lungo la valle del Douro, per vedere tutti i vigneti terrazzati e visitare delle cantine. È un’esperienza che consiglierei a tutti.

    1. La gita lungo la valle del Douro, purtroppo, me la sono persa. Ci tornerò sicuramente e non me la farò scappare..!

  3. Da amante del vino e delle degustazioni, adoro questo articolo! E mi piacerebbe molto assaggiare il Ginjinha, e fare a mia volta questo tuo tour speciale.. Tra l’altro non sono mai stata a Porto!

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