Relief and reconciliation: un progetto umanitario in Libano

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Federica (o Feffè), l’autrice di Not only Barcelona mi ispira a cercare di migliorarmi sempre, almeno un poco. Mi sfida ad andare oltre a limiti e preconcetti. Mi stimola a vedere oltre, mi fa andare al di là. Se a questo si aggiunge il fatto sia una mente creativa eccezionale, un’anarchica impenitente ed una scrittrice assolutamente piacevole, irriverente e geniale da leggere beh: la frittata è fatta. 

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“Tutto è creatività, in ogni mutamento e in ciascun individuo.” Alden B. Dow

Il volontariato di Federica in Libano

Federica, al momento, si trova in Libano per un Workaway che aspira a sostenere un progetto umanitario nella regione di Akkar, al confine con la Siria, vicino alla città di Tripoli: Relief and Reconciliation. 
In un post sulla pagina Facebook di Not only Barcelona troviamo il resoconto delle sue prime giornate…
Arrivano 16 persone da diversi paesi. Arrivano 16 persone con storie di vita presente e passata differenti. Alcuni Cristiani, alcuni Mussulmani, alcuni Atei, alcuni credenti a modo loro. Sono tutti volontari. Arrivano tutte in Libano, nella regione di Akkar, al confine con la Siria, vicino a Tripoli, indicata fino allo scorso anno, sulla mappa del mondo, come zona rossa (zona di guerra). Oggi rimane zona rossa solo per “alcuni” paesi…”
I volontari si mettono in moto per avviare le preparazioni per un summer camp nel Peace Center diretto da Friedrich Bokern, centro che si appoggia a “investitori” privati e sopravvive solo grazie alle donazioni dei singoli. Come ci racconta Federica, infatti,: Relief and Reconciliation si sostiene solo con donazioni private. Il centro estivo quest’anno doveva essere coperto, e invece c’e’ stata una emergenza”.
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Come aiutare Relief and Reconciliation

Invece di scoraggiarsi di fronte a queste difficoltà, i volontari hanno messo i cervelli in moto e hanno creato una campagna di raccolta fondi su Go Fund Me. In questo modo possono quindi raccogliere i fondi necessari a “tamponare” almeno un poco la perdita. Si tratta di un “Summer Camp, dove bambini di diversa provenienza convinveranno insieme, per LASCIARE ANDARE, le differenze religiose e non solo, che hanno diviso invece i loro genitori.

L’importanza del progetto di Relief and Reconciliation

Solo il pensiero, lo confesso, mi fa venire la pelle d’oca. 
Perché Relief and Reconciliation, nella sua semplicità, è un progetto bellissimo e importante: ci ricorda che anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare una GRANDE differenza. È, inoltre, la dimostrazione che quando andiamo oltre, invece di limitarci a rimanere nelle nostre metaforiche casette rinchiuse da quattro mura, e lo facciamo insieme possiamo fare qualcosa di fondamentale. Potremo crescere un pochettino, collaborando con questo genere di progetti, scrollandoci dalle spalle la polvere dei preconcetti e dell’egoismo. 
Vi lascio il link alla raccolta fondi, sperando che concentrare l’attenzione su questo genere di campagne possa permetterci di vedere tanti piccoli progetti belli e importanti come questo fiorire e fare la differenza. E se non riusciste a donare, ve ne prego, passate parola. A volte basta proprio solo un piccol(issim)o gesto.
 
 
You may say I’m a dreamer

 

But I’m not the only one

 

I hope some day you’ll join us

 

And the world will be as one

 

 
 

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