Resti romani sulle tracce del passato di Tarragona

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Qualcuno mi parlò di Tarragona come della città dei fiori. Ciononostante, la prima cosa che ho notato una volta arrivatavi sono stati i resti romani, subito seguiti dalla spiaggia di sabbia chiara e dal mare cristallino.
Tarragona viene infatti scoperta dai romani nel 218 a.C., durante una spedizione di Gneo Cornelio Scipione. Da quel momento la storia della cittadina spagnola si lega a quella del popolo romano, sino al 713 d.C., anno della reconquista araba. A testimonianza di questi cinque secoli di storia ci sono, insomma, i numerosi resti romani, alcuni dei quali sono stati dichiarati patrimonio dell’unesco nel 2000. Ma di cosa si tratta? Ve lo racconto io…

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Le mura romane

Il primo dei resti romani è costituito, indubbiamente, dalle mura. Inizialmente alte 6 metri, ora sono alte 12 e spesse 6. Hanno subito vari rifacimenti nei secoli e, tra i lavori che le hanno viste protagoniste, ricordiamo l’apertura di svariate porte lungo il loro perimetro. Una di queste porte è quella di Sant Antoni e risale al XVIII secolo. La loro funzione difensiva ne ha inoltre favorito la conservazione e le mura attorno alla parte alta della città sono tutt’ora presenti.

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Queste sono le mura esterne del circo romano

Il foro provinciale

Il foro provinciale, costruito per volere di Vespasiano nel 73 d.C., è il secondo dei resti romani che è possibile osservare a Tarragona. Fu realizzato in modo da fornire la cittadina di un polo amministrativo e, complice il dislivello del terreno, è composta da due terrazze. La prima terrazza (quella superiore) ospitava il recinto del culto imperiale, mentre la seconda (quella inferiore) era la vera e propria piazza del foro.
La struttura cesserà di funzionare nel V secolo, sarà progressivamente smantellata per riutilizzarne i materiali e la sede amministrativa verrà spostata.

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Il circo romano

Questo è forse il più visitato dei resti romani di Tarragona e si estende su una terza terrazza inferiore del Foro Provinciale, ampliato nel I secolo d.C.. Questo luogo era solito ospitare le corse delle bighe e delle quadrighe e, esattamente come il Foro, cesserà di esistere nel V secolo. La struttura, infatti, verrà sostituita parzialmente da varie abitazioni. Nel XII secolo l’area occupata in origine dal circo verrà inglobata nelle mura cittadine che, nel XIV secolo, ne utilizzeranno addirittura la facciata.

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L’anfiteatro romano

Questo, a mio avviso, è il più impressionante tra i resti romani visitabili a Tarragona. Fu costruito nel II secolo ed era dedicato ai combattimenti tra animali o a quelli dei gladiatori. Si tratta di un edificio la cui storia, per quanto sanguinolenta, è decisamente affascinante. Nel 259 d.C., infatti, pochi anni dopo un restauro completo dell’anfiteatro, questo fu il palcoscenico del martirio del vescovo Fruttuoso e dei suoi diaconi. Nel VI secolo l’evento verrà poi commemorato tramite la costruzione di una basilica visigota che andò a sostituirsi all’arena. In seguito alla Reconquista, l’anfiteatro verrà riconvertito in chiesa e poi, nel XVIII secolo, in un convento. Pochi anni dopo, in ogni caso, il convento verrà chiuso e dal 1081 sino al XX secolo la zona ospiterà i lavori di ristrutturazione del porto.

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L’anfiteatro si trova a pochi passi dal mare. Bellissimo, non trovate?

Il teatro romano

I resti romani in questione sono, per la maggior parte, conservati al museo archeologico di Tarragona. I resti visibili sono quelli della cava e dell’orchestra, con al centro un altare dedicato ad Augusto.

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La Necropoli e il museo Paleocristiano

L’ultimo dei resti romani è la necropoli che fu costruita, secondo l’usanza dell’epoca, lungo la Via Augustea in epoca romana e che venne poi riconvertita a necropoli paleocristiana nel III-IV secolo d.C. Ospita vari tipi di sepolture (anfore, sarcofagi, mausolei e fosse) tra le quali, probabilmente, quelle dei martiri Fruttuoso, Eulogio e Augure. Fu rinvenuta durante i lavori di costruzione della manifattura di tabacchi di Tarragona, all’inizio del XX secolo. Nel 1926 vennero quindi inaugurati i lavori di scavo, che terminarono nel 1933. Tra il 1929 e il 1930, inoltre, venne costruito un museo “sul posto”.

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I resti romani di Tarragona secondo me

Mi concedo una premessa: ho sempre adorato i resti di epoca greca o romana. Ai tempi del liceo ebbi la fortuna di poter visitare la Valle dei Templi, pochi anni dopo mi sono messa alla scoperta di Roma e delle sue meraviglie. Nelle varie cittadine che avrei visitato in seguito, poi, mi sarei sempre concessa una visita ai resti dell’architettura classica, per quanto possibile. Un esempio? La bellissima Pompei! Insomma: l’architettura romana mi ha sempre accompagnata. Ho approfittato di una giornata di sole per riscoprire questa mia passione, camminando lungo sentieri letteralmente carichi di storia. Anche non foste appassionati di storia romana, ho un’amica che ad esempio non lo è, provate lo stesso ad immergervi in questi posti e in queste atmosfere. Credetemi: il colpo d’occhio non potrà lasciare nessuno indifferente, nemmeno il più scettico degli scettici. Promesso!

4 thoughts on “Resti romani sulle tracce del passato di Tarragona

  1. Ammetto la mia ignoranza: sono andata su Google Maps per vedere in che punto della Spagna fosse Tarragona Tutte le cose che hai descritto sono quindi una novità per me, e mai e poi mai avrei immaginato di trovare dei resti romani lungo la costa spagnola. Che spettacolo l’anfiteatro sul mare: da solo vale il viaggio!

    1. Io ci sono finita letteralmente per caso… sapevo fosse abbastanza vicino a dove mi trovo ora, quindi ne ho approfittato… un’esperienza davvero incredibile. Gli scorci mozzafiato, davvero, valgon da soli il viaggio!

  2. Anche io sono stata a Tarragona(e credo che non sia molto comune). Una città che mi ha molto affascinata. Una luce meravigliosa…

    1. Una luce incredibile e alcuni degli angoli più belli che io abbia mai visto… peccato non se ne parli mai abbastanza 🙁

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