San Fiorenzo, la Bibbia dei Poveri

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Parlare di San Fiorenzo, per me, è come concedervi un pezzo della mia infanzia. Lo faccio con timore ma anche con speranza. Ve ne parlo, in buona sostanza, fiduciosa che la sua meraviglia quieta e un poco dimessa vi riempia il cuore come successe a me anni fa. Da bambina, lo ricordo ancora, la scuola ci portò ad ammirarne gli affreschi e, seduti sui banchi di legno, a riprodurne alcuni sul nostro blocco da disegno. Nessuno di noi, alla tenera età di otto anni, era consapevole del piccolo grande tesoro artistico che aveva di fronte.

La Storia della Chiesa di San Fiorenzo

San Fiorenzo fu costruita nel XIII secolo sulla tomba del Santo alla quale è dedicata. A pochi passi dalla cittadina di Bastia Mondovì (CN), era un punto di riferimento per tutti coloro che percorrevano la via del sale. L’immagine di San Cristoforo invitava i viandanti alla sosta in quella che, già allora, era definita una “cappella del pellegrino”. Nel XV secolo, le sorti di Bastia furono affidate alla famiglia della Torre ed è grazie a Bonifacio della Torre che possiamo tutt’ora godere di questo capolavoro. L’uomo, mecenate devoto, fece intraprendere lavori di restauro e di rinnovo. La chiesa fu ampliata e affrescata nella propria interezza. Questi 326 metri quadrati di affresco vengono chiamati la “Bibbia dei poveri”. Le immagini rappresentate, infatti, permettevano a coloro che non sapevano leggere, di comprendere le vicende narrate nei Vangeli e nella Bibbia. Questo capolavoro reca anche una data: 24 giugno 1472.

Raggiungere la Chiesa di San Fiorenzo

Il percorso per arrivare alla Chiesa di San Fiorenzo è oltremodo semplice. Volendo, potete concedervi una sosta sul suo sagrato dopo aver ammirato il Sacrario che si trova ad una manciata di chilometri. Percorrendo la Fondovalle Tanaro in direzione Mondovì, prima di entrare a Bastia, troverete un’indicazione sulla vostra destra. Svoltando e percorrendo qualche centinaio di metri, troverete la chiesetta sulla vostra destra. Davanti a questa ultima, poi, potrete ammirare un paio di installazioni moderne ad opera di Fernando Bassani. Queste ultime, pur nel loro evidente contrasto con ciò che le circonda, creano una visione d’insieme singolare e decisamente d’effetto.
Per visitare l’interno della chiesa occorre prenotare una visita gratuita inviando un’email all’Associazione Culturale San Fiorenzo. Ciò vi permetterà di poter ammirare i suoi incredibili affreschi accompagnati da una delle tante guide volontarie, pronte a condividere generosamente il proprio sapere.

San Fiorenzo secondo me

San Fiorenzo è un piccolo capolavoro al quale sono molto legata. Ciononostante, al di là di ogni sentimentalismo, credetemi quando vi dico che vale davvero la pena di visitarlo. Grazie alla cortesia dei volontari che accolgono turisti, pellegrini e curiosi, potrete immergervi in una dimensione fatta di affreschi colorati che non hanno bisogno di parole per poter essere compresi. Non lasciatevi ingannare dalla struttura un poco dimessa che vi accoglierà sul sagrato. Al contrario, sorridete di fronte alla sua quieta bellezza, respirate un poco di quella tranquillità e lasciatevi ispirare. Chiudete gli occhi, prendete un bel respiro, ed entrate. Percorrete la navata, sedetevi su uno dei banchi di legno, esploratene poco a poco ogni angolo. San Fiorenzo, a ben vedere, è un segreto e non solamente un capolavoro. È un fiore prezioso che si schiude ma lo fa solo di fronte a coloro che sanno davvero osservare. Sappiate osservare, ammirare, comprendere a fondo l’importanza artistica di questa piccola gemma delle Langhe. Non ve ne pentirete. 

8 thoughts on “San Fiorenzo, la Bibbia dei Poveri

  1. Sono stata nelle Langhe lo scorso autunno ma non sapevo di questo gioiellino! Non mancherò di farci un salto la prossima volta, io adoro i cosiddetti “centri minori” che spesso celano veri capolavori

    1. Non farti scappare questa meraviglia. Insieme al Sacrario Partigiano, credimi, merita almeno un pomeriggio del tuo tempo! 🙂

  2. Non conoscevo questo luogo, non ne avevo mai sentito parlare quindi ti ringrazio per averlo condiviso con noi, soprattutto le tue sensazioni ed i tuoi ricordi di bambina ❤️

  3. Spesso diamo per scontati luoghi semplici e “banali” da piccoli. Crescendo ci accorgiamo del valore dei luoghi della nostra infanzia, da non dare mai per scontato! Grazie per la condivisione.

  4. Anche io sono molto legata ai luoghi della
    Mia infanzia. Piccoli scorci che porto sempre nel cuore. Immagino i Pellegrini sulla via del sale, fermarsi in questa piccola chiesa per riposarsi e trovare ristoro. È bello che sia gestita da volontari, e non, come spesso accade, che chiedano soldi per l’entrata.

    1. Conosco alcuni dei volontari e, ogni volta, rimango stupita dalla loro passione e dalla voglia di comunicare e insegnare che si cela dietro ogni parola. Un lavoro decisamente ammirevole del quale sono molt(issim)o grata! 🙂

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