Sex Toy di San Valentino

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Sex toy al Drogerie Market

Ieri, mentre passavo davanti al mio drug store tedesco di fiducia, non ho potuto fare a meno di notare una cosa che mi ha quasi fatta ringalluzzire. Complice anche San Valentino, all’ingresso è stato collocato uno scaffale con tutta una serie di sex toy. C’erano dei vibratori, qualche confezione di lubrificante e gli immancabili profilattici.

Sex toy simbolo di modernità

Perché sono ringalluzzita? Trovo in qualche modo “moderno” (pure se odio questo termine, a volte) collocare oggetti che fanno parte del nostro ménage in un negozio così normale e familiare. Familiarissimo, credetemi: alle 16:00 è pieno di madri con bambini usciti dall’asilo e/o figli adolescenti.
Ricordo bene che, quando avevo 15-16 anni, l’unico modo per reperire qualcosa del genere sarebbe stato affidarsi al sex shop del caso, spesso distante una mezz’ora in macchina, e chiuso ai minorenni. Per comprare un pacchetto di preservativi, poi, toccava la via crucis (o walk of shame, fate voi) sino in farmacia. Ad aspettarci c’era il banconista che se la ghignava, nemmeno fosse stato lo Stregatto di Alice in Wonderland. Inutile negarlo: si pregustava lo sguardo sconvolto della moglie, alla quale lo avrebbe raccontato poco dopo. Se quindi, come me, si viveva in un paesino di mille anime e poco più, l’opzione farmacia del paese non era contemplabile. Spesso toccava aspettare di prendere il pullman per andare a scuola e, prima delle otto, correre in farmacia. Incrociando le dita, speravamo di averli infilati sufficientemente in basso da non farli saltar fuori nel momento meno opportuno.

Informazione come antidoto alla vergogna

Avendo lavorato nella grande distribuzione per qualche anno (sei, ad esser precisi), conosco bene anche gli sguardi delle cassiere di fronte a una confezione di profilattici. Ne ricordo i commenti e il loro ridacchiare quando, puntualmente, l’etichetta di questi ultimi faceva scattare la barriera casse. Ricordo i loro “Buona serata” oppure “Buon divertimento” e il sospiro mi viene spontaneo. Penso ai ragazzini che evitano l’acquisto per vergogna, a quelli (o quelle) che non ne parlano per pudore e ai tanti che evitano il tema. Rimangono disinformati o male informati e questo, forse, è pure peggio.
Sono ringalluzzita perché mi ha fatto piacere vedere la normalità con la quale un argomento che tanti considerano tabù è stato trattato. Ne ho apprezzato l’approccio diretto ma a suo modo discreto e l’ottica secondo la quale tutti, prima o poi, hanno almeno un paio di orgasmi. Spoiler alert: non c’è nulla di male. Non c’è niente di vergognoso, di ridicolo, di peccaminoso o che so io. Insomma, in una società che si fregia di un modernismo che spesso è solo una facciata, finalmente, un gesto quantomeno contemporaneo.
Insomma, che sia San Valentino o meno, godetevi la giornata. Pun intended.

2 thoughts on “Sex Toy di San Valentino

  1. Bellissimo e pieno di spunti !!! Grazie per averlo solo pensato, oltre che scritto ovviamente. Appena vengo a trovarti, sappi che ci voglio entrare in quel negozio. 🙂

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