Sopravvivere in ostello: si può, se sai come farlo

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“Ostello sì, se ne vale la pena”

“Ma come fai a sopravvivere in ostello? Io non ce la farei mai…”.
Mi avessero dato un centesimo ogni volta in cui ho sentito queste parole, credetemi, sarei decisamente più ricca. Quando si parla di ostello, infatti, ci sono tante (forse troppe) opinioni variegate al riguardo. C’è chi li evita come la peste, ad esempio. Altri, invece, preferiscono giurare fedeltà a AirBnb, alla ricerca dell’host perfetto. Qualcuno, infine, non rinuncerebbe mai al proprio hotel di lusso e a mille comodità. Io, in questa marea di opinioni contrastanti, ho scelto di fare di necessità virtù. Come sono solita ripetere, “ostello sì, se ne vale la pena”. E se trovo posto, s’intende.

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La coloratissima sala comune di un ostello dell’Est Asiatico

In ostello NON si deve se…

Onestamente, non credo proprio che tutti debbano per forza dormire in questo genere di strutture. Di fronte a mille viaggiatori che obiettano: “Se non vivi in ostello, non puoi dire di aver viaggiato”, insomma, io rispondo con una pernacchia. Un esempio? Una mia carissima amica, l’intrepida Kerry, non dorme in camerate perché acuirebbe il suo stress post traumatico. Un altro esempio? Ho amici che per questioni di sicurezza non se la sentono, appartenendo a minoranze spesso in pericolo.
Ci sono città, nel mio caso Barcellona, in cui io stessa ho optato per una stanza singola in una guest house. Ho speso poco di più e non mi sono dovuta preoccupare troppo di nascondere eventuali computer o documenti importanti.

Sopravvivere in ostello: 3 piccole accortezze.

Ma come si fa a sopravvivere in ostello? Ecco tre piccole accortezze che ci permetteranno di goderci al pieno questo genere di esperienza.

  • Tappi per le orecchie: pur non offrendo una copertura totale, ci permettono di isolare alcuni rumori in maniera piuttosto efficace. Il cigolio del letto, la porta del bagno che si apre e si chiude, il frusciare delle coperte. Non ci ripareranno da ospiti in vena di baldoria. Tanto meno ci risparmieranno il concerto di chi canta a squarcia gola in piena notte. Per tutto il resto, però, sono un rimedio proprio efficace.
  • Maschera per gli occhi: spesso, mi sono svegliata nel bel mezzo della notte perché qualcuno aveva acceso la luce. Dopo l’ennesima levataccia, ho gettato la spugna e deciso di agire. Con una manciata di euro ho comprato una mascherina in panno che mi evita risvegli indesiderati. Unico neo? La prima volta, se non siete abituati, l’elastico potrebbe darvi fastidio. Ma si aggiusta, non temete!
  • Lucchetto: alcuni ostelli sono provvisti di armadietti con una combinazione. La maggior parte, però, ha i classici mobiletti in ferro con il foro per inserirne uno. Se non lo aveste, spesso è possibile affittarne uno per una manciata di euro. Soprattutto se vi aggirate in città molto turistiche, si tratta di un piccolo gesto che si rivelerà proprio importante.
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Fare colazione in ostello, spesso, ci permette di gustare sapori locali a prezzi ridotti.

Donne e camerate miste: una questione di sicurezza

Un discorso a parte riguarda la sicurezza di donne e ragazze.
Esistono, ovviamente, camerate esclusivamente femminili di varie dimensioni.
Spesso, però, a causa di imprevisti si è reindirizzati in camerate miste. Non tutti gli ostelli possono permettersi di equilibrare il numero di ospiti femminili e maschili. Cosa significa? Significa che spesso il rapporto uomo donna è 4:1 o 5:1. 
In alcuni (molti) casi, i ragazzi che dormono in camerata sono socievolissimi viaggiatori “zaino in spalla”. In altri, però, ci si trova davanti a persone che non rispettano spazi vitali né distanze. Vi trovaste in una situazione del genere, correte in reception e chiedete di essere spostate. La sicurezza personale, in viaggio e non solo, vale molto di più del costo di un soggiorno in un ostello economico.

La mia esperienza più recente in una camerata mista

Pochi giorni fa mi trovavo a Düsseldorf e soggiornavo in un ostello. Ho dovuto allungare il mio soggiorno per questioni lavorative e l’ho saputo il giorno precedente al mio check-out. Complici le festività pasquali e un derby calcistico, l’ostello era pieno. Per trovare un posto libero per me, alla reception hanno praticamente giocato a tetris. Sono finita in una spaziosa camerata mista per sei persone dove ho trascorso quattro notti. Ho avuto la fortuna di trovare ragazzi un poco invadenti ma non pericolosi. Dietro le loro domande, insomma, non c’era malizia bensì sincera curiosità. 

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Fare colazione in ostello, spesso, ci permette di gustare sapori locali a prezzi ridotti.

Adattarsi e sorridere per sopravvivere in ostello

Come avrete sicuramente già capito, in ogni caso, spesso sarà la vostra capacità di adattamento a fare la differenza. Credetemi: vi aiuterà a rendere memorabile persino il soggiorno più avventuroso. Non si tratterà solo di sopravvivere in ostello, bensì di godersi ogni istante dell’avventura in cui vi siete imbarcati. Credetemi: non ci sarà letto scomodo o doccia scivolosa che tenga. A contare, infatti, saranno i momenti trascorsi in angoli di mondo che vi rimarranno per sempre nel cuore.
La capacità di ridere e sorridere, inoltre, sarà un altro preziosissimo alleato. Di fronte a cantanti delle ore piccole e sonnambuli un po’ rumorosi la risata sarà l’antidoto perfetto contro ogni malumore. La volete sapere una cosa, poi? Queste risate saranno ancora più speciali, poi, se deciderete di condividerle con qualcuno. Insomma: sfilatevi gli auricolari e mettete lo smartphone in tasca. Non ve ne pentirete!

E voi? Preferite gli ostelli oppure le stanze d’albergo? Avete consigli o raccomandazioni? Condividete le vostre esperienze nei commenti!!!

7 thoughts on “Sopravvivere in ostello: si può, se sai come farlo

  1. Ammetto di essere arrivata alla mia età senza aver mai dormito in un ostello. Non ci giro tanto intorno e non voglio trovare scuse: non ne ho il coraggio! L’unica volta in cui ho messo piede in un ostello è stato a Torino per una conferenza: dovevamo trovare una sistemazione per un centinaio di ragazzi da tutta Europa e quella ci è sembrata la soluzione migliore. Ricordo che mentre l’addetto alla reception ci mostrava le varie aree, la mia angoscia aumentava stanza dopo stanza. Spazi comuni, bagni condivisi, stanze dove la gente fa rumore ecc ecc… Sicuramente quell’ostello era particolarmente tristi ma mi ha traumatizzata! Magari mi perdo un’esperienza importante, ma credo che l’albergo faccia più al caso mio.
    Scusa per il commento in formato “lenzuolone”

    1. Ciao e benvenuta!
      Come ho detto, non credo che tutti debbano per forza soggiornare solamente negli ostelli. Spesso, però, un paio di accorgimenti sono quello che ci vuole per godersi un’esperienza forse un po’ diversa. Poi, ovviamente, ognuno deve scegliere in base alle proprie esigenze e al proprio modo di essere: rinchiudersi in un ostello “a prescindere” non mi pare proprio una soluzione! 😉
      Buona domenica!!!

  2. Albergo tuta la vita. Non sopporterei nemmeno un giorno in ostello, soprattutto se da sola. La questione sicurezza è quella che temo di più. Ma ho sempre anche detto. Eh mai avrei viaggiato in camper, e invece ne sto comprando uno! Chissà che non mi ricreda anche sugli ostelli

    1. Il tema sicurezza è sicuramente importante e non va sottovalutato, sia che si parli di furti, sia che si parli di avvicinamenti non graditi. Quale che sia la soluzione abitativa prescelta, avere gli occhi anche dietro la testa è la soluzione migliore. Poi, come hai giustamente detto tu, “mai dire mai…”. Buona giornata!

  3. Da giovane ho girato tanto in ostello, ma giusto per una questione di convenienza, non di socialità. E’ andata quasi sempre bene con un paio di eccezioni: i dieci giorni in camerata da DODICI a Londra, in mezzo a gente sguaiatissima (ripensandoci non so perché l’ho fatto, dovevo essere pazza… ah no, ricordo: il prezzo irrisorio che mi ha permesso di stare molti giorni) e l’unica notte in camerata a Santa Barbara, in dieci, io unica ragazza (ma con fidanzato, quindi non mi sono sentita insicura) tra puzze varie, gente russante, caldo infernale e insetti. Da lì, io e il mio lui abbiamo iniziato a trattarci meglio e ora scegliamo quasi sempre solo alberghi. Però sono contenta che l’ostello abbia fatto parte del mio bagaglio culturale di gioventù 😀

    1. Lo spirito di adattamento che si sviluppa in ostello, in effetti, fa proprio sempre comodo! 😀

  4. Se viaggio da sola o con amici preferisco l’ostello, non mi sono mai fatta molti problemi e ho sempre optato per camerate miste (spesso ero l’unica ragazza, ma sempre zero problemi) con il mio ragazzo invece opto sempre per una camera d’albergo! Comunque i consigli che dai sono davvero ottimi, io i tappi li dimentico sempre

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