Il mio primo viaggio all’estero

Il mio primo viaggio all’estero mi vede curiosa, certo, ma non ancora pronta. La sete che ho di questo mondo, nascerà anni dopo, con i primi viaggi in solitaria. Mi vede sorridente ma incerta verso piccole differenze che, ora, apprezzo e celebro con gioia. Mi vede preoccupata di rimanere da sola quando, ora, adoro ogni singola ora che trascorro con me stessa ed uno zainetto in spalla.  Non è stato un viaggio epico, una vacanza ad Ibiza, una settimana a folleggiare con gli amici: è stato il primo contatto con la natura un po’ selvaggia di Inishmore, il confronto necessario con una famiglia eccezionale che, nonostante mezzi economici spesso un po’ limitati, non ci ha fatto mai mancare nulla. È stata la prima porta aperta verso quel mondo multietnico, multiforme, colorato, affascinante che tanto amo e che, da quel primo viaggio all’estero, ho imparato a esplorare e conoscere. Pezzettino dopo pezzettino.

Tabarca ossia l’isola piccina picciò

Tabarca è un’isola piccola e bellissima nel suo essere a tratti spoglia, a tratti invece decorata a festa. A pensarci bene, sembra un po’ l’allegoria perfetta per descrivere la maggior parte di noi, spesso a metà tra nuda essenza e atteggiamenti d’effetto. Si tratta di un piccol(issim)o angolo di paradiso dove divertirsi a scattare foto di ogni genere, gustarsi una sangria ghiacciata all’ombra di un albero e sorridere contenti. Provare per credere!

Viaggiare negli anni Novanta

Erano viaggi semplici, quelli degli anni ’90. Spesso occorreva fare piccoli sacrifici e risparmiare un poco per volta, mettendo le monetine del resto in una bottiglia di plastica con su scritto “Loano 1996”. Erano viaggi fortemente voluti, desiderati a lungo e pieni di piccole e grandi scoperte, dove ogni metro percorso era pieno di misteri e ricordi. Erano viaggi il cui spirito, a volte, un poco mi manca: erano, infatti, viaggi innanzitutto del cuore ed è proprio nel cuore che ne conservo i ricordi più speciali.