Tavira e il Pego do Inferno

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Tavira è un’antica cittadina moresca a circa 40 km da Faro, in Algarve.
Si tratta del mix perfetto tra spiagge bianche quasi immacolate e edifici portoghesi con influenze moresche ed è attraversata dal fiume Gilão, che divide il centro storico dalla cosiddetta città nuova. Tavira ha anche un’isola, l’Isla de Tavira, molto amata per la lunga spiaggia di sabbia, raggiungibile via traghetto, e caratterizzata dalla presenza di colture di sale. Questa spiaggia, peraltro, è una delle più incontaminate (e meno sviluppate) dell’intero Algarve e fa parte del Parco naturale Ria Formosa. Il centro, invece, è decisamente raccolto e ospita il Castello medievale, una grande varietà di chiese (sono 36!) e mille vicoli pittoreschi che offrono, ogni volta, scorci mozzafiato. 
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Una volta arrivati in centro, facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione ferroviaria di Tavira, potrete ammirare il meraviglioso Ponte Antiga, ossia il ponte romano che unisce la città vecchia con quella nuova. Ci sono varie storie concernenti la creazione di questo passaggio, alcune più verosimili di altre. Tutte, in ogni caso, concordano nell’affermare che la prima costruzione risalga al III secolo e che abbia subito varie modifiche nel corso dei secoli. Dal 1989 è stato dichiarato zona esclusivamente pedonale, per la gioia di turisti e musicanti di strada. Concedersi un paio di secondi per ammirare la simmetria del ponte o leggere quanto scritto su uno dei tanti lucchetti fissati alla ringhiera da una coppia innamorata, infatti, sarà un buon modo per inaugurare la vostra visita a Tavira.
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Una volta attraversato il ponte ci si trova di fronte ad una piazza a forma di anfiteatro, che ospita concerti e dibattiti, soprattutto in estate. A sinistra rispetto alla Praça si trova un gazebo che, una volta superato, permette di accedere al mercato comunale. Il gazebo è dedicato al poeta e musicista Sebastião Leiria, che viene ricordato grazie ad una targa che ne ricorda le opere e i servigi resi alla città di Tavira. Il gazebo, inoltre, è accessibile tramite un piccolo ponticello ed è circondato da un piccolo stagno, habitat perfetto per pesci e tartarughe d’acqua.
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Per arrivare al castello di Tavira, occorre attraversare la piazza e procedere in direzione della stazione, lasciando alle proprie spalle il comune e il centro informazioni e, dopo poche centinaia di metri, salendo le scalinate denominate Salita do Castelo. Si tratta di una costruzione di origine medievale che è possibile visitare gratuitamente e che è composta dalle mura e dalle torri. L’interno, infatti, non esiste più ed è stato sostituito da giardini ospitanti piante ornamentali, fiori, ortaggi e una piccola area dedicata a differenti tipi di peperoncino. (Non dimentichiamoci che, in Algarve, si produce una salsina a base di peperoncino chiamata Piri Piri. Una leccornia, se siete amanti del piccante!) Percorrendo le mura, avrete la possibilità di ammirare il panorama circostante e, volendo, potrete provare ad indovinare dove si trovi questo o quell’edificio storico della cittadina di Tavira.
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Dall’altra parte rispetto alle scalinate, inoltre, si trova la Chiesa di Santa María do Castelo, facilmente accessibile da un ingresso laterale che funge anche da biglietteria. L’interno è decisamente impressionante ed ogni cappella interna è decorata con azulejo di colori differenti (azzurro, verde, persino rosa) ed ospita le tombe di 7 cavalieri uccisi dai Saraceni. Anche in questo caso è possibile salire sino sul campanile ma la vista, per quanto piacevole, non è paragonabile agli scorci ammirabili dal Castello. 
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Una volta conclusa la visita alla chiesa, potrete scegliere se concedervi un gelato nella piazza principale oppure addentrarvi in uno dei tanti negozi di artigianato che decorano il centro storico. Dopo tutto questo scarpinare, insomma, un piccolo premio ve lo siete proprio meritati! 
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Foste un pochettino avventurosi, però, ho una chicca da consigliarvi: il Pego do Inferno.Si tratta di una cascata naturale a pochi km da Tavira, meta prediletta di giovani e meno giovani alla ricerca di un luogo un pochettino più tranquillo per concedersi una nuotata. L’acqua del Pego, infatti, confluisce in una conca ed è cristallina e gelata, nemmeno si trattasse di un lago di montagna. Chiunque lo desideri ha persino la possibilità di gettarsi in acqua tuffandosi da una corda a mo’ di liana. I più temerari, infine, si lanciano direttamente dalle pendici della cascata e nessuno, ma proprio nessuno, ce la fa senza concedersi l’urlo primordiale del secolo. Provare per credere!
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A ben pensarci, il Pego do Inferno è il modo migliore per concludere la giornata, dopo averne trascorso buona parte in compagnia del chiacchiericcio a volte anche un po’ fastidioso dei turisti che riempiono le strade di Tavira. È un buon modo per immergersi in una tranquillità quasi irreale, degna delle atmosfere un po’ rarefatte dei regni degli elfi di Tolkien. È l’occasione perfetta per lasciare ogni rumore bianco al limitare delle colline e lasciare andare. Le preoccupazioni, le piccole ansie quotidiane, le paure spesso irrazionali che chiamiamo “ma” e “chissà se”.  Arrivare davanti alla cascata, chiudere gli occhi e respirare a pieni polmoni è il modo migliore per mettere in pausa un mondo che, spesso e volentieri, va troppo veloce e ci fa perdere di vista quello che conta sul serio. Fare il bagno nell’acqua ghiacciata, allo stesso modo, sembra essere il modo migliore per concentrarsi sul “qui e ora”, ripulirsi di pensieri spesso inutili e fare il pieno di energie positive. È un esercizio di libertà, a modo proprio, quella stessa libertà un po’ primordiale e un po’ selvaggia che ci spinge a prendere la rincorsa e, una volta giunti alle pendici del Pego, ci fa saltare. 

2 Responses

  1. Stefania

    Carina questa cittadina dell’Algarve. Io sono stata solo a Lisbona e me ne sono innamorata, Non ricordo però di aver assaggiato la salsina piccante, forse viene servita solo in questa regione.

    • Hopelesswanderer

      Di Lisbona, in effetti, ricordo soprattutto i Pasteis. La quantità che avrei mangiato (*cough*pozzo senza fondo *cough*) non mi fossi data un limite sarebbe stata sicuramente imbarazzante. Ricapitassi a Lisbona, mi metterò a cercare il Piri piri, sia mai che me lo abbiano tenuto nascosto

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