This must be the place (2011)

Fonte: IMDB

This must be the place è un film del 2011 diretto e co-scritto da Paolo Sorrentino.
Il protagonista – interpretato da un bravissimo Sean Penn – è Cheyenne, celebre ma quasi dimenticata rockstar degli anni Ottanta. L’uomo passa le proprie giornate in compagnia della moglie Jane o di Mary, una giovane amica, troppo ansioso e depresso per considerare un eventuale ritorno alla musica.
La malattia terminale del padre, con il quale aveva interrotto ogni contatto da anni, lo costringe a intraprendere un viaggio in nave sino in America ma, a causa della durata di questo ultimo, non riuscirà a dirgli addio. Cheyenne scopre che il genitore si era messo alla ricerca del nazista che lo aveva costretto a numerose umiliazioni durante i suoi anni di prigionia in un Konzentrationslager e decide di seguire le orme del padre e concluderne la ricerca.
La rockstar intraprenderà un viaggio di scoperta, non solo per onorare l’ultimo desiderio del padre quanto per riscoprirne la memoria. Durante questo viaggio incontrerà varie persone disposte – ognuna a modo proprio – ad aiutarlo o a indicargli una via. Alla fine di questo viaggio, della rockstar depressa e dimenticata dai più non resterà che un pallido ricordo.
Ricordo ancora quando riuscii a vedere il film per la prima volta, la sera del mio ritorno da Berlino, avvolta in un cappotto di panno bianco con indosso un paio di stivali un po’ (troppo) scomodi e uno scamiciato a quadri. Ricordo la potenza delle immagini proiettate sul grande schermo, ricordo la malinconia un po’ maudite della figura di Cheyenne e il sorriso commosso alla fine della pellicola.
This must be the place offre numerosi spunti di riflessioni su temi quali ad esempio la ricerca di una memoria personale all’interno di una tragedia collettiva. Inoltre rappresenta figure alle prese con episodi depressivi senza per questo stereotiparli o ridurli a macchiette. La colonna sonora varia da Iggy Pop, ai Gloria ai Talking Heads e il risultato finale è un miscellanea di suoni, colori ed emozioni che – fidatevi – vi lascerà col sorriso sulle labbra. Buona visione!

Piccola nota di servizio: mi sono finalmente decisa ad aprire una pagina Facebook che ospiterà i contenuti di Hopeless Wanderer, magari qualche foto random e qualche articolo interessante. Che ne dite di cliccare “Mi piace”? 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.