Torino ed il retrogusto dolce dell’Amarcord

Tornare a Torino, lo confesso, è stata un’avventura.
Un viaggio pieno di alti, qualche basso, un paio di prove da superare e di tanti piccoli aiutanti magici dei quali, in qualche modo, avevo proprio bisogno.
L’ho trovata sempre uguale e sempre un po’ diversa, la mia Torino. Qualcuno direbbe che è peggiorata con gli anni, qualcuno direbbe che ci si lamenta sempre per niente. Io mi limito a constatare che il tempo è passato un po’ per tutti, anche per la Madama.
L’ho ritrovata un po’ chiassosa e decisamente troppo piena di gente, Torino, nonostante fosse fine agosto e la maggior parte della gente fosse ancora in ferie. 
L’ho trovata grigia, perché il sole ha deciso di abbandonarci a metà giornata lasciando il posto a un grigiore che, davvero, non mi aspettavo e che ci ha fatti svegliare con una frescura tutta piemontese ma ben poco estiva.
L’ho trovata un po’ più sporca di quanto non ricordassi e con i cestini dell’immondizia tutti un po’ spaccati, vittime di chissà quanti cittadini incuranti e del loro “eh, ma la mia cicca in terra non fa la differenza”.
L’ho trovata accogliente, però: era piena degli abbracci di quegli amici che non vedevo da un sacco e che, in qualche modo, sono sempre gli stessi ma, almeno un po’, sono cambiati, ormai più cresciuti, più adulti.
L’ho trovata commovente, piena di momenti speciali ai quali aggrapparsi e da ricordare: un pranzo vegano crudista dietro la Gran Madre, un gelato tutto naturale, una corsa in macchina, una birra sul balcone, una chiacchierata a toni sommessi sulle note di Bregovic.

Tornare a Torino è stato il miglior modo per concludere un capitolo, per voltare pagina e per prepararsi a ciò che mi attende. 
È stato bello e terrificante al contempo, perché la dolcezza dei bei momenti trascorsi tra le sue vie si mescola alla paura di ciò che potrebbe accadere a chi amo, una volta trasferitami per l’ennesima volta. È stato un giorno pieno di dubbi e conferme, il mio. Mi ha ricordato che, nonostante tutte le volte in cui sceglierò di ripartire e di ricominciare, ho qualcuno per cui vale la pena, almeno per un paio d’ore, di fermarmi e tornare. Mi ha ricordato quanto è bello tornare da coloro che amiamo, fosse anche solo per un abbraccio ed un caffè. Mi ha ricordato, ancora una volta, che non sono così sola e relegata con me stessa come, invece, a volte credo. Mi ha ricordato come è bello amare. Così. Perché succede.
In un mondo pieno di cose che dovremmo lasciare andare, insomma, la certezza di questi piccoli grandi amori è una di quelle cose che, invece, terrò stretta al cuore. Insieme al ricordo del sole tiepido, mentre attraversavo Piazza Vittorio.

One thought on “Torino ed il retrogusto dolce dell’Amarcord

  1. Purtroppo Torino in questi ultimi anni è peggiorata; i cestini sono strapieni perché è stato fatto un piano per la raccolta differenziata poco efficiente. Ci sono poi stati tagli alla cultura, ma per noi torinesi resta sempre la nostra città…

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