Umsonstladen, ossia il negozio gratuito

Molti di voi saranno sicuramente a conoscenza del concetto di thrift shopping e di second-hand. Ebbene, oggi mi piacerebbe parlarvi di qualcosa di leggermente diverso: l’Umsonstladen, cioè il “negozio gratuito”. 
umsonstladen-ceramiche

 

Come funziona un Umsonstladen? 

Invece di acquistare oggetti e/o vestiti di seconda mano, in questi negozietti, generalmente gestiti da volontari, avrete la possibilità di lasciare un paio di spiccioli (a discrezione) e portarvi a casa l’oggetto di cui sopra. Non siete obbligati a lasciar nulla, ma un paio di monetine in borsa per il servizio di bicchieri per il brunch della domenica, magari, le avete. 😉
[Inciso: basta davvero anche solo un euro, come forma simbolica di ringraziamento]

Cosa troverò nell’Umsonstladen?

Un po’ di tutto: mobili, ceramiche, piatti e posate, bicchieri, libri, vinili, vestiti, tessuti per la casa. Insomma: tutto quello che i precedenti proprietari non volevano più o del quale non avevano più bisogno. Io, ad esempio, ho recuperato un paio di vecchi classici che desideravo leggere e che poi ho re-introdotto nel circolo dello scambio regalandoli a mia volta. A questo si aggiungono, ad esempio, un paio di vasetti in ceramica che ho regalato per Natale, riempiendoli di biscotti fatti in casa.

Come faccio a trovare gli Umsonstläden della mia città?

Se vi trovate in Germania, basta digitare Umsonstladen seguito dal nome della vostra città e fare una piccola ricerca su google. A volte questi sono gestiti dalla Caritas o dalla Croce Rossa, quindi potreste eventualmente trovare informazioni a riguardo anche sulla pagina web delle suddette organizzazioni.

Umsonstladen per combattere il consumismo innecessario

Nonostante conosca tante persone che scuotono la testa al solo sentire parlare di queste cose, onestamente, io la trovo un’iniziativa decisamente carina. Da un lato si evita di acquistare-acquistare-acquistare, seguendo una filosofia di reusing-recycling e dall’altro si evitano spese folli per cose che, magari, vi occorrono solo per un’occasione in particolare. Un esempio banale? Il centrotavola per il pranzo e/o la cena di Natale. Nella maggior parte dei casi si tratta di oggetti in condizioni davvero ottime e, se proprio siete dei maniaci dell’igiene, basterà sostituire il sapone per i piatti con del disinfettante per alimenti.
Inoltre, e questo mi preme sia chiaro, non c’è nulla di vergognoso nel rivolgersi a questo genere di attività. Non c’è nulla di imbarazzante nel decidere di risparmiare un paio di euro ogni tanto. Allo stesso modo, non buttare ciò che non ci occorre e/o non piace più ma decidere di regalarlo è un gesto nobile e ammirevole. Non significa solamente alleggerire il carico che questa terra reca con sé: significa dare una seconda possibilità a cose che ci hanno, tempo addietro, resi felici e, molto spesso, significa offrire sollievo a persone in condizioni disperate. Insomma: win-win, giusto?

2 thoughts on “Umsonstladen, ossia il negozio gratuito

  1. Nel Regno Unito ci sono molte catene di charity shops, che io adoro. A seconda delle zone della citta', poi, si trovano delle vere chicche! Io una volta ho pagato £8 una borsa che era prezzata £40 da Debenhams! Sono d'accordo col fatto che siano iniziative utili per limitare la quantita' di oggetti che finiscono in discarica, oltre al fatto che, acquistando in questi punti vendita, si sostengono cause importanti, come servizi per l'infanzia, diritti degli animali, o ricerca scientifica. Io regalo spesso cose, portarle al charity shop mi fa sentire meno in colpa che buttarle, specie se sono ancora utilizzabili e in buono stato.

  2. Tutto sta nel distinguere le "chicche" dal ciarpame. Spesso, tristemente, il consumatore medio si limita ad osservare il primo e, storcendo il naso, si perde il secondo… :/
    Grazie di esser passata di qui!

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