Vasa Museet: un impressionante tuffo nel passato

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Il Vasa Museet è, insieme ad Abba The Museum, l’unico museo che ho avuto il tempo di visitare quando mi trovai a Stoccolma. La mia compagna di viaggio voleva visitare Junibacken, ossia il museo dedicato ad Astrid Lindgren, e io ne ho approfittato per fare il pieno di storia. È una vicenda affascinante, quella della nave Vasa, e il fatto questa sia visibile nella sua imponenza rende la visita ancora più impressionante. Rimarrete a bocca aperta, credetemi!

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La storia della Nave Vasa

La nave da guerra Vasa, conservata al Vasa Museet, salpò dal porto di Stoccolma nel 1628. Si trattava di un vascello costruito e varato pochi giorni addietro, battezzato in onore della famiglia reale. Su entrambi i lati del Vasa erano presenti dei cannoni, che spararono a salve per celebrare la partenza imminente. Mentre usciva dal porto, una prima raffica di vento colpì la nave ma questa riuscì a raddrizzarsi. La seconda raffica, complici i portelloni dei cannoni ancora aperti, le fu fatale e la nave si rovesciò in acqua e affondò portando con sé parte dell’equipaggio.

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I portelloni dei cannoni che, riempiendosi d’acqua, fecero affondare la nave.

Negli anni Cinquanta, un ricercatore privato di nome Anders Franzén si mise alla ricerca del Vasa. L’uomo, infatti, era cosciente del fatto la salinità dell’acqua avrebbe impedito ai vermi delle navi di attecchire. Il relitto fu quindi rinvenuto nella sua interezza, nel 1956, nelle acque fredde del Mar Baltico .

Visitare il Vasa Museet

Il Vasa Museet si trova sull’isola di Djurgården e può essere raggiunto a piedi dalla fermata del Tram 7 (Nordiska museet/Vasamuseet) oppure via traghetto. Le fermate Djurgårdsbron e Karlaplan sono altresì vicine e permettono di raggiungere l’isola agevolmente.  Si tratta di un’enorme costruzione dall’aspetto moderno, all’interno della quale la nave è esposta nella sua interezza. Non stupitevi, insomma, se una volta entrati vi sentirete molto, molto piccoli, una volta di fronte al museo. Il prezzo del biglietto di ingresso è di 150,00 SEK ma, credetemi, ne vale proprio la pena.

Cosa vedere al Vasa Museet

La pièce de resistance del museo è, sicuramente, il vascello. Entrare nel Vasa Museet significa, immediatamente, alzare il capo e mormorare “wow”. Si tratta di un veliero con tre alberi, in grado di portare dieci vele. Sei di queste, peraltro, erano ancora spiegate al momento del ritrovamento e, grazie ad un sapiente lavoro di restauro, ora è possibile ammirarne l’imponenza. Per quanto riguarda la dimensioni del vascello, tenete a mente che la distanza tra prua e poppa è di 69 metri. Per ammirarne quanti più dettagli possibile, quindi, è stata costruita una struttura a più piani di scale. All’interno sono esposti i cannoni, alcuni oggetti utilizzati dai marinai, bauli, cordame, remi e persino qualche modellino. Spiegazioni e brevi video installati tutt’intorno permettono, inoltre, di comprendere meglio non solo le dinamiche dell’affondamento del Vasa, bensì anche le tecniche di costruzione del vascello.

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Oltre alla nave Vasa, all’interno del Vasa Museet si possono ammirare le statue che decoravano il vascello. Questo ultimo, infatti, non era solamente una nave da guerra, bensì un vero e proprio palazzo galleggiante. Secondo alcune ricostruzioni, queste sculture in legno raffiguravano eroi biblici, leoni, imperatori romani, divinità greche e molto altro ancora. Lo scopo era, evidentemente, quello di celebrare la famiglia reale svedese, raffigurandone potenza, cultura ed ambizioni in campo politico.

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Alcune delle sculture rinvenute sulla nave.

La conservazione della nave Vasa

I lavori di conservazione del Vasa sono tutt’ora in corso. Si tratta di una lotta contro il tempo, di una sfida contro il decadimento fisico di un vero e proprio patrimonio storico. Quando fu rinvenuto, il vascello era tenuto insieme dalla strutture in legno e dalle cosiddette “caviglie”. I bulloni in ferro battuto erano arrugginiti e il legno si era annerito. Lo zolfo presente nelle acque del porto di Stoccolma, infine, attaccò il legno che tutt’ora, a contatto con l’ossigeno, produce acido solforico in quantità. Questo ultimo, in ogni caso, non è pericoloso per i visitatori del Vasa Museet, non temete!
Le ricerche per un metodo di conservazione a lunga durata sono ancora in corso.

Il Vasa Museet per me

Non mi stancherò mai di ripeterlo: sono una grande appassionata di storia. Pur non ricordando tutti i dettagli di ogni singolo avvenimento storico, amo camminare in luoghi che profumano di passato. Entrare al Vasa Museet significa accedere ad una realtà un po’ rarefatta, quasi al di là del tempo e dello spazio. La nave è imponente e trovarsela di fronte significa anche ammirare il lavoro di tutti coloro che presero parte alla sua costruzione (circa 400 persone). Vivendo, ormai, in un’era fatta di tecnologia e meccanizzazione, un reperto come la nave Vasa fa riflettere sull’impressionante capacità umana di costruire oggetti semplicemente meravigliosi.

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Entrare al Vasa Museet significa alzare lo sguardo e rimanere senza fiato

In qualche modo, peraltro, la nave sembra ricordare anche epoche ben più antiche di quelle della sua costruzione. Se chiudete gli occhi, sarete subito riportati alle atmosfere dei vichinghi e avrete persino l’impressione di sentire un corno in lontananza. È un’esperienza unica nel suo genere, quella celata all’interno delle mura del Vasa Museet: che siate o meno appassionati di storia, credetemi, non ne rimarrete delusi.

4 thoughts on “Vasa Museet: un impressionante tuffo nel passato

  1. Ma questo veliero è davvero enorme. Penso che mi piacerebbe molto una visita a questo museo , ed imparare la storia attraverso vecchi cimeli.

    1. È veramente una visita interessante, soprattutto perché è possibile vedere buona parte dei dettagli più importanti del veliero. Una specie di apprendimento interattivo, o in loco, insomma. 😀

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