|| Vieni via con me || Il peso della valigia

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A quattordici anni abbondanti intrapresi il mio primo viaggio all’estero senza genitori. Di quell’esperienza ricordo un sacco di cose: le serate passate sul prato del campo da calcio alla periferia di Galway, il freddo che ci accolse una volta arrivati a Dublino e il catafalco che mia madre acquistò credendo si trattasse di una valigia. L’arnese in questione, un modello Sphera blu scuro di dimensioni improponibili, ora si trova sotto il mio letto, in attesa di esser spostato in cantina. Persino da vuoto, lasciatemelo dire, ‘sto contenitore d’altri tempi a due ruote pesa uno sproposito ma, a sentir mia madre, poteva a malapena contenere “lo stretto necessario”. Morale della favola: mi sono ritrovata con una valigia abnorme e un cambio infilato a tradimento nel bagaglio a mano, proprio vicino al panino con la frittata “perché chissà che schifezze vi propinano, altrimenti, in aeroporto”.

Da quel momento ho decretato che la soluzione migliore – onde evitare di mettere le ruote al mio fu armadio a sei ante – fosse concentrarmi sull’indispensabile. Dopotutto, che me ne sarei fatta delle scarpe eleganti, se poi mi mancava il pigiama?! Forte del mio approccio minimalista, amo viaggiare leggera ed evitare sovraccarichi inutili. Purtroppo, però, onde evitare di rimanere in balia di calamità atmosferiche di vario genere, mi ritrovo spesso a portare qualche pezzo in più rispetto a quanto non vorrei. In questi casi, far stare tutto può diventare un problema degno del miglior giocatore di Tetris. Che fare? La risposta è semplice: packing cubes.

Si tratta, in buona sostanza, di contenitori cubici in tessuto richiudibili con una cerniera adatti a contenere i vostri vestiti e ad essere, poi, riposti in valigia. Sono fatti in modo tale da permettervi di inserirvi una buona quantità di indumenti piegati (o arrotolati, se preferite) e, una volta chiusi, occupano molto meno spazio di quanto non ne occuperebbero i capi d’abbigliamento se li infilaste direttamente in valigia. Da quando backpacker e nomadi digitali ne hanno fatto mostra, inoltre, è possibile acquistarli on line a prezzi quasi stracciati.
Li uso da un paio di anni e vi posso assicurare che i vestiti non si stropicciano, sono ordinati e fare la valigia diventa davvero un gioco da ragazzi. Soprattutto quando la si deve organizzare nei ritagli di tempo, con buona pace di liste da spuntare e/o Evernote


E voi? Come organizzate la vostra valigia? Avete dei trucchi che rendono i vostri viaggi meno stressanti? Condivideteli con noi!

2 Responses

  1. Marta Calanca

    Interessanti i packing cubes, non ne ero a conoscenza 🙂 Quando ero piu' giovane ero una di quelle con la valigia enorme e pesantissima ma, con la saggezza degli anni e l'esperienza di qualche viaggio, ho iniziato ad apprezzare la leggerezza e l'essenzialita' del proprio bagaglio. E poi ovvio, io faccio SEMPRE una lista prima di fare la valigia, e' l'unico modo per non dimenticare nulla (sono una patita delle liste in generale anche io, mi aiuta a tenere sotto controllo il caos interior). Alla fine della fiera, se proprio dimentico qualcosa di indispensabile lo compro sul posto. Incredibile come nei miei ultimi due viaggi abbia dimenticato l'adattatore, ormai sono proprio diventata British 🙂

  2. Samanta Berruti

    Confesso che amo anche il fatto tutto rimanga chiuso e ai controlli della sicurezza, quando tiro fuori il mio beauty-case, non ci siano mutande in procinto di spiccare il volo… 😉
    E le liste…beh…senza probabilmente finirei per impacchettare anche l'armadio con le ante…!

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