Volontariato all’estero: Pro e contro di Workaway

pubblicato in: Workaway | 9

Dopo avervi spiegato cosa sia “Workaway“, ho ritenuto opportuno stilare una lista dei Pro e dei Contro di questo portale che offre possibilità di volontariato. A ispirarmi è stata uno scambio di idee sul gruppo Facebook Donne che emigrano all’Estero – CHAT ROOM, le cui utenti si sono sin da subito interessate al tema.
Come al solito, si tratta di una lista in divenire che non pretende in alcun modo di aver valore assoluto. Queste sono le mie impressioni e, desideraste aggiungere qualcosa alla lista, potrete farlo nei commenti. 🙂

Aspetti negativi di Workaway (e come tentare di aggirarli)

  • Il costo. Un’utente del gruppo di cui sopra ha menzionato il costo dell’iscrizione annuale al portale di Workaway come deterrente. In momenti di ristrettezze economiche, anche una cinquantina di euro scarsi possono giustamente fare la differenza. Soprattutto se non si ha la certezza di ricevere una risposta o di voler ripetere l’esperienza. A questo proposito, però, mi sento in dovere di citare Jason. Non essendo sicuro si trattasse di un progetto che lo avrebbe visto coinvolto più di una volta, ha bypassato il tutto. Dopo una breve ricerca on-line, infatti, ha trovato il contatto della struttura che lo avrebbe ospitato. Senza spendere nulla, quindi, ha inviato la propria candidatura via mail. Indovinate un po’? L’hanno preso.
  • L’età. L’utente di cui sopra ha anche menzionato l’età, dicendo che alcuni host tendono a non considerare volontari più maturi. In questo caso non posso relazionarmi più di tanto all’informazione concessami perché il volontariato al quale ho preso parte ha visto diciottenni e cinquantenni in egual misura. Questi ultimi, peraltro, lavoravano il doppio nella metà del tempo. Il mio consiglio è quello di tentare comunque e, nel caso arrivi un rifiuto, non prendersela troppo. Chiunque rinunci al vostro aiuto perde un valido collaboratore e, forse forse, quell’esperienza non faceva nemmeno per voi.
  • L’incertezza. Spesso un volontariato di questo tipo corrisponde a un salto nel vuoto. Chi ce lo dice che, alla fine, le condizioni dell’host sono quelle promesse? Chi ci assicura un massimo di 25 ore e non di più? Chi ci dà la certezza che, all’ultimo minuto, non salti tutto? Nessuno, ovviamente. Un esempio? A tre giorni da un progetto al quale tenevo molto mi hanno detto che non erano nelle condizioni di ospitarmi. Il motivo? La precedente amministrazione aveva lasciato conti in sospeso che impedivano loro di poter finanziare altri volontari. Dopo una manciata di minuti di panico, ho chiesto all’host presso il quale mi trovavo di rimanere ancora un mese e mezzo, prima di partire per la Spagna. In caso non fosse stato possibile, avrei semplicemente ricalibrato la pianificazione dei mesi a seguire. In quel momento ho realizzato due cose. La prima è che ho, finalmente, imparato a chiedere aiuto. La seconda? Quanto sia importante essere grati e quanto questo sentimento possa essere istintivo e coglierci nei momenti più disparati.
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Workaway: spesa inutile o investimento sul futuro?

Aspetti positivi di Workaway

  • La possibilità di aiutare realtà più piccole. Tolte le realtà commerciali (soprattutto gli ostelli), questo genere di volontariato permette di sostenere micro-realtà. Sono, spesso, progetti off-grid, fondazioni con pochissimi finanziamenti, rifugi per animali, anziani che hanno bisogno di aiuto. Si tratta, a ben vedere, di aiutare qualcuno a realizzare un progetto, oppure un sogno, oppure semplicemente di dare una mano. Mica male, no?
  • La possibilità di scoprire una particolare zona del mondo a costi ridotti. Da quando sono arrivata, ho scoperto un sacco di angoli dell’Algarve che, altrimenti, non sarei riuscita a conoscere durante il periodo di ferie canonico. Vederlo poco a poco, scoprirlo in maniera meno frettolosa, mi ha anche permesso di apprezzarne aspetti meno evidenti. Tutto questo, poi, a costi decisamente ridotti perché grazie a questa esperienza di volontariato ho un alloggio ed una mezza pensione assicurati.
  • L’occasione di aprirsi a culture nuove. Da quando ho iniziato questo percorso, ho incontrato persone da ogni angolo del mondo. Oltre allo scambio culturale, questo mi ha permesso di avere una comprensione migliore di avvenimenti politici e problematiche sociali. Insomma: questa esperienza di volontariato mi ha resa una cittadina del mondo decisamente più consapevole. Si tratta, ai miei occhi, di un arricchimento di tutto rispetto.
  • L’occasione di accumulare esperienza lavorativa. Purtroppo, ci sono ambiti e professioni per le quali accumulare esperienza risulta difficile. Questo è soprattutto vero nel caso in cui si tratti di ambiti diversi da quelli toccati dal nostro piano di studi. È difficile, spesso, trovare un datore di lavoro che ci dia fiducia quando l’esperienza è pari a zero. In questo caso, un periodo di volontariato può conferirci un minimo di esperienza. Un esempio? Io mi sto occupando di cura e benessere degli animali e conto di collezionare esperienze nel settore. Il mio obiettivo è, infatti, quello di trovare lavoro in un rifugio o in una pensione. Un’assunzione “a scatola chiusa”, nel mio caso, sarebbe proprio impensabile.
  • L’occasione per uscire dalla nostra zona di confort. Ammettiamolo: ci sono aspetti di un’ipotetica esperienza di volontariato che ci potremmo pure risparmiare. Ci sono, allo stesso modo, cose che proprio non ci piace fare. Dal muoversi con i mezzi pubblici, passando per il lavoro manuale sino ad arrivare alle serate al bar di paese. Spesso, superare i limiti imposti da questa confort zone è uno dei modi migliori per crescere e diventare individui più consapevoli. Un’esperienza di volontariato, infatti, può farci ampliare anche questo genere di orizzonti. Allo stesso modo, tutto ciò ci fa realizzare che forse, in fondo in fondo, anche il lavoro manuale non è poi così male.
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Workaway potrebbe essere l’inizio di una fantastica avventura.

Insomma, come per ogni cosa, anche il volontariato con Workaway ha aspetti positivi e aspetti negativi. Come dico sempre, prima di decidere a scatola chiusa occorre chiedersi se fa per voi. Di fronte ad un’infinità di possibilità differenti, potrete scegliere quella che ritenete più adatta alle vostre esigenze, ai vostri obiettivi e alle vostre inclinazioni. Nel caso aveste voglia di partire all’avventura e scoprire tante piccole meraviglie europee (e non), potrete tenerlo in considerazione. Allo stesso modo, voleste lasciarvi alle spalle una vita che non vi rende più felice e ripartire da zero, magari potreste farci un pensierino. Nell’eventualità, poi, non fosse così, non disperatevi: la vostra occasione arriverà. Sotto altre spoglie, spesso nascosta, ma arriverà. Basta aspettare e continuare a lavorare sodo.

Ho sempre tentato.
Ho sempre fallito.
Non discutere.
Fallisci ancora.
Fallisci meglio.
(Samuel Beckett)

Avete punti da aggiungere a questa lista di pro e contro? Lasciate un commento! Parliamone tutti insieme!

9 Responses

  1. Valentina

    Ti ringrazio per questo post!!! Cado proprio a fagiolo per me perché mi piacerebbe prendere in considerazione il programma del Workaway!!! Sono ancora un po’ indecisa, ma spero di chiarirmi le idee presto!

    • Hopelesswanderer

      Chi lo sa? Magari workaway fa proprio per te! Io incrocio le dita e ti faccio un grosso in bocca al lupo!!!

  2. claudia

    È da un po’ che io mio marito pensiamo di fare quest’esperienza. Molto interessante questo post

    • Hopelesswanderer

      Nel bene e nel male, è un’esperienza che consiglio proprio di tutto cuore! Buona fortuna a voi!

  3. Alessandra

    Molto interessante e realistico questo post. Penso che sia molto utile a chi vuole sapere di più su questo progetto. Complimenti!

    • Hopelesswanderer

      Grazie! Dopo glorificazioni e, al contrario, post decisamente critici, mi sembrava giusto concedermi un piccolo bilancio nella speranza possa essere utile agli altri.

  4. Stefania M.

    io adoro workaway! ormai ho fatto ben 10 esperienze grazie a questo portale. ho lavorato in farm, ostelli, negozietti dell’usato, campi nel deserto, insomma, esperienze diverse grazie alle quali ho conosciuto tante persone splendide!

    • Hopelesswanderer

      Ma che bello sentire un’esperienza positiva! Di fronte a tanto scetticismo, le parole di chi ha vissuto esperienze positive sono proprio piacevoli da sentire 🙂

  5. Laura

    Non sapevo che Workaway fosse aperto a persone di tutte le eta’, questo e’ molto positivo perche’ molti progetti invece indicano un’eta’ massima che di solito e’ all’incirca 30 anni, e io li ho superati. Credo che esperienze di questo tipo siano molto formative e ci permettano di vedere il mondo da una prospettiva completamente diversa. Io ho partecipato ad un progetto di Servizio Volontario Europeo vivendo un anno in Germania come volontaria in un’associazione culturale e politica ed e’ stata una delle esperienze piu’ belle della mia vita.

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