Wartburg: cambiare opinione alla seconda visita

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Wartburg: un po’ di storia

Wartburg è un castello/fortezza nei pressi della cittadina di Eisenach nominato patrimonio dell’UNESCO nel 1999. Oltre ad essere noto per aver offerto rifugio a Martin Luther, il borgo è stata la coulisse all’interno della quale si sono svolte varie competizioni di Minnesänger (o trovatori). Ricordiamo, ad esempio, la celeberrima disputa che vide protagonisti Walther von der Vogelweide e Wolfram von Eschenbach. Non sapeste di chi si tratti non temete! Vi basti sapere che questa vicenda è alla base del Tannhäuser di Richard Wagner.
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Wartburg: che disastro!

L’anno scorso, di ritorno da una settimana di vacanza in Spagna, ho accompagnato un gruppo sulle pendici del Wartburg. Lasciatemelo dire: ne sono uscita con i capelli dritti! Complice una mostra organizzata in occasione dell’anniversario della Riforma, buona parte dell’arredo originale era stata tolta. A sostituirla c’erano cimeli e gingilli di luterana memoria. I miei turisti, appassionati di storia, ne rimasero abbastanza delusi e io ci avevo messo una pietra sopra. Anzi due.

Wartburg: ho cambiato idea.

Nemmeno a dirlo: le mie sono state le proverbiali ultime parole famose.
Lunedì, infatti, ho accompagnato un gruppetto di allegri nonnini sul Wartburg, temendo per la mia salute mentale e per quella fisica di buona parte dei miei sagaci ottantenni. Dopo averne infilati la metà in una navetta ed aver accompagnato gli altri a piedi, sono corsa all’accettazione letteralmente pregando che tutto andasse quanto meno benino.
Le mie speranze sono state esaudite. Oltre ogni previsione.
Oltre ad aver avuto a disposizione una traccia audio con tutte le spiegazioni del caso in italiano, siamo riusciti a godere di arredi e mosaici, immergendoci in un’atmosfera magica e un po’ misteriosa. Abbiamo ascoltato la vicenda di Santa Elisabetta d’Ungheria, principessa langravia che dedicò la propria vita alla carità e all’aiuto. La guida ha parlato dei movimenti studenteschi del XIX secolo e, credetemi, c’erano un sacco di cose da scoprire e da imparare. A concludere il nostro tour, poi, sono state le note di Wagner, la mostra su Martin Luther e la cosiddetta Lutherstube, ossia la stanza dove è stata redatta la traduzione dell’Antico Testamento.
Insomma: è stato bello poter cambiare opinione. È stato gratificante vedere il mio gruppo di turisti soddisfatto, incuriosito e a tratti anche estremamente competente. Allo stesso modo, sono grata mi sia stata data la possibilità di ripercorrere ancora una volta i corridoi del Burg prima di salutare queste terre che tanto ho amato e ripartire. Guardandomi indietro, una due tre cento volte, so che ripenserò a quelle mura con un grande, grandissimo, sorriso.

  1. Rosy Cantarino

    Anche io dò sempre una seconda chance hai luoghi che per qualche motivo non mi hanno entusiasmato, magari basta trovare il periodo giusto e tutto è diverso.

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