Weekend a Barcellona: un itinerario

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Ho trascorso lo scorso weekend a Barcellona. Si tratta, ad essere precisi, di un weekend lungo in cui sono arrivata venerdì pomeriggio e ripartita domenica sera. Dopo giorni intensi passati a camminare per Siviglia in lungo e in largo, avevo deciso di prendermela comoda. Chi mi conosce, però, sa che “prendermela comoda” fa parte del mio vocabolario una tantum. Alla fine ho trovato un compromesso con me stessa: ho visto ciò che volevo vedere senza per questo correre come una matta. Sarebbe stato infattibile, in tre giorni scarsi, e ne sarei uscita più morta che viva.
Se decidete di trascorrere un weekend a Barcellona, magari, questo percorso potrebbe fungere da ispirazione. Chi lo sa?

Venerdì pomeriggio: Rambla de Catalunya, Casa Milà e Casa Batlò, Plaça Catalunya

Rambla de Catalunya, Casa Milà e Casa Batlò

Sono arrivata a Barcellona venerdì intorno alle 15:00. Il mio treno arrivava a Barcelona Sants, quindi ho preso un bus che mi portasse alla guest house in cui avevo prenotato una stanza. Complice la vicinanza geografica (ero letteralmente una traversa sotto) ho inaugurato il mio weekend a Barcellona con una passeggiata lungo la Rambla de Catalunya, prima di spostarmi di pochi metri lungo la strada chiamata Provença.

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Una delle statue poste lungo la Rambla de Catalunya.

Lungo Provença si trovano due delle case progettate da Antoni Gaudì: la Casa Batlò e la Casa Milà (anche nota come Pedrera). Pur conoscendone l’aspetto esterno, non ero pronta all’armonia incredibile con la quale gli edifici si fondono con quelli circostanti senza perdere assolutamente in unicità. Purtroppo, la Casa Batlò era parzialmente coperta a causa di quelli che credo fossero lavori di restauro o manutenzione. La Casa Milà, invece, era completamente scoperta e, complice il traffico clemente, sono riuscita ad ammirarne quanti più dettagli possibili.

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La struttura ondulata della Casa Milà ricorda le onde del mare.
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La Casa Batlò è impressionante nonostante i lavori di manutenzione o restauro.

Entrambe le case sono visitabili all’interno, per chi lo desidera. Io, però, ho scelto di proseguire la mia passeggiata e raggiungere Plaça Catalunya (o Plaça de Catalunya).

Plaça Catalunya

Si tratta del punto in cui la città vecchia e quella nuova si incontrano, oltre ad essere un punto nevralgico per quanto riguarda, ad esempio, i trasporti pubblici. Se ne può ammirare l’architettura e divertirsi a immortalare le varie statue che la decorano.

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Una delle statue all’ingresso di Plaça Catalunya.

In Plaça Catalunya, inoltre, si trova uno dei tourist information point della città. Vi basterà scendere le scale, un po’ come se si trattasse di una stazione della metropolitana, per accedervi. Potrete trovare cartine (gratuite oppure al prezzo di 1,00€) e acquistare biglietti giornalieri per i trasporti pubblici o ingressi a musei ed eventi. Io, ad esempio, ho acquistato un pass per i mezzi valido 48 ore al prezzo di 15,00€. (Per darvi un’idea generale: il biglietto fatto sull’autobus costa 2,20€) Ho anche trovato una simpaticissima guida gay di Barcellona, dove ad essere segnalati erano bar, locali notturni ma anche librerie oppure alloggi LGBTQI*-friendly. Purtroppo, però, non sono riuscita a concedermi nemmeno un drink. Sarà per la prossima volta!
Ho terminato la mia passeggiata con una birra in uno dei locali della Rambla de Catalunya, prima di tornare alla mia casa base e cadere “come corpo morto cade”. (cit.)

Sabato: Park Güell e Casa museo di Gaudì

L’area monumentale del Park Güell

Il mio weekend a Barcellona è proseguito con una visita al cuore monumentale del Park Güell. Ho preso l’autobus e mi sono trovata praticamente a pochi passi dal parco. Avevo acquistato l’ingresso con un poco di anticipo sul sito internet della struttura, in modo da non rischiare brutte sorprese. Il biglietto costa 8,50€ e garantisce l’accesso all’area monumentale. Lì si possono ammirare la scalinata del drago (o salamandra), i colonnati, la casa del portiere e le famose panchine ondulate che fungono anche da balcone.

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La casa del portiere, peraltro, è visitabile e molto bella nella sua semplicità. Considerando anche facesse un freddo insolito, ne ho anche approfittato per riscaldarmi un attimino. Insomma, quando si sul dire fare di necessità virtù… 😉

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Il Parco visto dalla casa del portiere.

La Casa Museo Gaudì e il resto del Park Güell

Dopo una breve pausa pranzo al caldo, sono tornata al parco per visitare la Casa Museo Gaudì. Si tratta di una struttura piccola. Mobili e altri complementi d’arredo vengono esposti all’interno dell’abitazione e alcuni elementi in ferro battuto si trovano in giardino. Ho scelto di visitarlo nella speranza di poter conoscere un poco meglio la figura di Gaudì e, lasciatemelo dire, non sono rimasta per nulla delusa. In ogni stanza sono presenti spiegazioni precise e puntuali in spagnolo, catalano e, fortunatamente, inglese. Lo scopo è quello di accompagnare i materiali esposti e descrivere le varie fasi della carriera dell’architetto.

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Oggetti d’uso quotidiano a Casa Gaudì.
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Gaudì era molto credente e pregava più volte al giorno in un angolo apposito della propria abitazione.

Terminata la visita mi sono concessa una passeggiata nel parco, complice anche il fatto fosse finalmente uscito il sole. Si tratta di una superficie grande, piena di segreti da raccontare ed angoli in cui ammirare panorami mozzafiato. Ho raggiunto la collina delle tre croci (Turó de les tres Creus) e il Mirador de Joan Sales, un belvedere che permette di ammirare Barcellona dall’alto.

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Les tres Creus
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Il Mirador de Joan Sales
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La casa museo Gaudì vista da uno dei tanti punti di osservazione del parco

Terminata la mia passeggiata, sono tornata alla mia stanza nella guest house prima di collassare a letto subito dopo una doccia. Visto e considerato avessi iniziato la mia giornata con masse di turisti maleducati e un freddo inaspettato, concluderla dopo una passeggiata nella natura è stato proprio piacevole.

Domenica: la Sagrada Família, l’Arc de Triomf, il Parc de la Ciutadella e il Museu Picasso

La Sagrada Família

L’ultimo giorno del mio weekend a Barcellona è iniziato con un must, quando si tratta di questa città: la Sagrada Família. Anche in questo caso ho acquistato il biglietto on-line (altrimenti non ci sarebbe stata possibilità di entrare sino al primo pomeriggio) e ho prenotato anche un’audioguida. Ripensandoci, è stata la scelta migliore: quella buffa cornetta, infatti, mi ha permesso di ammirare dettagli che altrimenti mi sarei persa. Ci sono, infatti, davvero tantissime cose sulle quali soffermarsi. Una volta entrata, poi, non sono riuscita a non commuovermi un pochino: è talmente bella da far male. Ogni dettaglio è il risultato di studi e riflessioni e persino i particolari più insignificanti hanno un loro perché.

Alla fine della mia visita (che dura 45 minuti circa), mi sono diretta al museo della Sagrada Família dove vengono fornite ulteriori informazioni. Si tratta di dati riguardanti la costruzione della basilica e le tecniche con le quali i vari elementi vengono realizzati. Visto e considerato sia compreso nel prezzo del biglietto, insomma, fateci un pensiero!

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La Sagrada Família vista dal parco antistante
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Alzare lo sguardo significa ammirare luci ed ombre che si mescolano.
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Le vetrate colorate creano un’atmosfera rarefatta, da sogno.

L’Arc de Triomf e il Parc de la Ciutadella

Terminata la mia visita alla Basilica sono salita sul primo autobus disponibile diretta all’Arc de Triomf. Dopo ore passate a vederlo nominato su ogni cartina che mi capitava sottomano, sono riuscita ad ammirarlo dal vivo. Che dire? Mi aspettavo un arco bianco, magari in marmo o in pietra chiara, come Berlino o Parigi. Ancora una volta, però, sono rimasta sorpresa da ciò che mi trovavo davanti. Il rosso dei mattoni contrasta con il blu del cielo e l’arco sembra aprirsi per lasciar spazio alle persone che passeggiano dirette al Parc de la Ciutadella.

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La zona antistante all’Arc de Triomf è in perenne movimento

Presa dall’estro del momento, ho sbocconcellato il mio panino all’interno del parco, dove ho poi passeggiato in lungo e in largo. Mi sono trovata davanti a fontane  decorate e persino ad una cascata artificiale con tanto di statua dorata. Cose da pazzi, vero?

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Una delle tante fontane del Parc de la Ciutadella

Il Museu Picasso

Quale modo migliore per concludere il mio weekend a Barcellona di una visita al Museu Picasso? Sono riuscita ad aggiudicarmi un ingresso gratuito, perché era la prima domenica del mese i musei della città sono gratis. Mica male, giusto? Il Museo si sviluppa su due piani e ospita un’esposizione temporanea e quella permanente. Oltre al ciclo de Las Meninas, quindi, potrete ammirare stampe, schizzi e alcune creazioni del periodo blu e di quello rosa. Le spiegazioni, in spagnolo, catalano, francese e inglese, rendono la comprensione di ciò che si ha davanti più immediata. Contengono, infatti, informazioni di carattere artistico e biografico. All’interno del museo, badate bene, non è concesso fotografare o filmare. Credetemi quindi sulla parola quando vi dico che val bene una visita.

Il mio weekend a Barcellona si è concluso con un’ultima passeggiata distratta lungo la Rambla. In questo modo ho detto “arrivederci” ad una città che non ho ancora compreso del tutto ma che desidero conoscere a fondo. Insomma, tornerò di sicuro e mi dedicherò a tutti gli angoli che non ho potuto scoprire e a quelli che mi sorprenderanno, già lo so, nei momenti più inaspettati. Per ora, hasta luego, Barcelona.

12 thoughts on “Weekend a Barcellona: un itinerario

  1. Leggo sempre con interesse (ed un po’ di invidia) chi mi racconta di Parc Guello perché purtroppo quando sono stata a Barcellona non sono riuscita a visitarlo. Molto interessante anche la casa musei di Gaudì. Sono entrambi sulla lista delle cose da non perdere la prossima volta che sarò a Barcellona.

    1. Li raccomando entrambi! Gaudì è una figura estremamente affascinante, del quale non sapevo un sacco di cose che ho potuto, finalmente, imparare!

  2. Sono stata due volte a Barcellona e in queste due occasioni non sono mai riuscita a entrare all’interno della Sagrada Familia per via delle code che praticamente facevano il giro dell’edificio. Non ho mai pensato di pronotare in anticipo e in effetti mi sembra un’ottima soluzione.
    Barcellona è una città che non stanca mai, dove ogni volta c’è qualcosa di nuovo da scoprire.

    1. Un’amica mi ha accennato alla possibilità di prenotare i biglietti on line e, visto che quel giorno altrimenti i primi posti disponibili sarebbero stato alle 14:30, è stata proprio una decisione azzeccata! Rende la pianificazione di viaggi e vacanze decisamente più fattibile.

  3. Barcellona è l’unica città al mondo nella quale vivrei, la amo in modo spassionato. È stato un amore a prima vista e quando leggo righe che la riguardino mi sento felice come quando si hanno notizie di un vecchio amore.

    1. Io non me ne sono ancora innamorata ma, come spesso accade, occorre un poco più di tempo per stabilire connessioni importanti 😉

  4. Proprio un’ora fa ci siamo detti “perchè non ci facciamo un weekend a Barcellona verso Maggio?”, quindi direi che questo articolo fa proprio al caso nostro! I miei ricordi di Barcellona sono davvero pochi (ci sono stata 15 anni fa con i miei), quindi mi segno tutto quello che hai indicato, soprattutto il Park Guell 🙂

  5. Sono stata a Barcellona due anni fa e mi è piaciuta tantissimo, tanto che ci vorrei tornare presto. Non sono riuscita a visitare internamente la Sagrada Familia!

    1. L’interno della Sagrada Familia è magico! I colori, le luci, l’architettura… è davvero bellissimo e speciale, proprio perché unico nel suo genere!

  6. Barcellona è un sogno che prima o poi devo esaudire. Il fatto che la metà della mia famiglia l’abbia già vista non esclude che anche io voglia godermela e sicuramente terrò a mente i tuoi consigli soprattutto mi dovrò attrezzare per vedere l’interno della Sagrada Familia.

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