Weimar e i mille volti della cultura

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Quando abitavo in Germania, lavoravo a chiamata come guida turistica. Le città che presentavo erano essenzialmente Weimar, Eisenach ed il Wartburg, Erfurt e un paio di volte Gotha. Molto spesso, il gruppo di turisti desiderava fare un giro di una manciata di ore per avere un’idea generale di ciò che aveva attorno. Si trattava, insomma, di un tour che non prevedeva ingressi di alcun genere: alla fine del giro ognuno avrebbe potuto impiegare il resto del proprio tempo come desiderava.
Si tratta, come potete immaginare, di un percorso volto a offrire un quadro generale. Spesso, peraltro, questo veniva adattato alle esigenze dei vari gruppi. Ma cos’ha Weimar da offrire? Venite a scoprirlo con me.

Weimar ed il teatro

Una tappa molto importante è sicuramente quella del Deutsches Nationaltheater, ossia del Teatro Nazionale Tedesco. Questo fu fondato alla fine del XVIII secolo ed il primo direttore fu, udite udite, Johann Wolfgang von Goethe. Oltre ad aver ospitato opere di prestigio, ospitò le consultazioni che portarono alla nascita della Weimarer Republik, ossia della Repubblica di Weimar.
Tutt’ora in uso, il Theater si trova in Theaterplatz cioè Piazza del teatro e di fronte al suo colonnato è possibile ammirare una statua. Questa rappresenta Goethe e Schiller: il primo porge una corona d’alloro al secondo. Si tratta di un omaggio che qualcuno definisce “passaggio del testimone”. In realtà, Schiller morì ben prima di Goethe e la statua rappresenta piuttosto il fatto questo ultimo riconoscesse il valore artistico dell’altro.

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Il Teatro Nazionale Tedesco e la statua di Goethe e Schiller

Weimar e la letteratura

La duchessa Anna Amalia

Weimar fu un centro culturale importante. Qui, moltissimi scrittori fiorirono e crebbero sino a diventare vere e proprie personalità. Questo amore per la cultura è da ricondurre alla figura della duchessa Anna Amalia. Rimasta vedova giovanissima, delegò ad un gruppo di fidati consiglieri l’amministrazione del ducato. Ciò della quale, invece, la donna si prese carico fu proprio la cultura. La residenza della duchessa, il Wittumspalais divenne un vero e proprio cenacolo, che vide fiorire ad esempio Goethe e Schiller. Grazie all’opera di Anna Amalia, inoltre, fu creato un archivio, successivamente trasformato in biblioteca. Si tratta dell’Anna Amalia BibliothekAl suo interno sono conservati manoscritti, trattati, opere teatrali e i documenti più antichi paiono risalire al XII secolo. La struttura è visitabile ma il numero di ingressi è monitorato, ergo a volte occorre attendere almeno 30 minuti.

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La biblioteca di Anna Amalia, purtroppo, fu vittima di un incendio che portò alla perdita di alcuni dei volumi conservati.

Weimar e Friedrich Schiller

Poco distante dal Palais è possibile ammirare la casa di Friedrich Schiller, ossia la SchillerhausLo scrittore la acquistò per pochi talleri e la restaurò, trasferendovisi poi con la moglie ed i figli. In questa stessa residenza, l’artista venne a mancare in giovane età. L’abitazione ritornò alla città di Weimar alla fine del XIX secolo e, da quel momento, è stata convertita in museo. All’interno si possono ammirare mobili donati dagli ultimi eredi della famiglia Schiller e carte da parati sapientemente ricostruite. Si tratta di un lavoro certosino, avvenuto grazie al reperimento dei diari dello scrittore.
Una curiosità? Il letto si trova tutt’ora nello studio. Essendo gravemente infermo, Schiller chiese di spostarlo per poter continuare a scrivere nonostante la malattia.

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Un particolare della statua di Goethe e Schiller, posta di fronte al Teatro.

Weimar e Johann Wolfgang von Goethe

La cittadina di Weimar deve moltissimo a Goethe. Innanzitutto perché questi ricoprì il ruolo di direttore del teatro per alcuni anni. Inoltre, una delle sue opere tutt’ora più rappresentate è proprio Lotte in Weimar, ossia “Lotte a Weimar”. Lo scrittore aveva ben due residenze, una nel centro cittadino ed una nel parco sull’Ilm.
La Goetheshaus, ossia la casa di Goethe, si trova nel centro cittadino, in una zona nota come Frauenplan. Si tratta di un’abitazione a tre piani che questi prese in affitto, prima di riceverla in regalo dall’Arciduca. Si tratta di un gesto sicuramente generoso, volto però innanzitutto a legare l’artista alla città di Weimar. Il carattere spesso difficile di questo ultimo, infatti, era imprevedibile quanto lo erano i suoi movimenti. Attualmente, l’abitazione ospita il Goethe Nationalmuseum, ossia il museo nazionale dedicato a Goethe.

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La residenza di Goethe al Frauenplan è un’imponente struttura a tre piani.

La Goethes Gartenhaus, ossia la casa da giardino di Goethe, si trova al limitare del Parco sull’Ilm. Si tratta di un’abitazione di dimensioni decisamente più modeste e lontana dal caos della città. Al suo interno, l’artista componeva le proprie opere e, o almeno così viene raccontato, accoglieva le proprie amanti. L’atteggiamento donnaiolo di questo ultimo, in ogni caso, pare cessare dopo le nozze con Christiane Vulpius.

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La casa da giardino di Goethe, al limitare del Parco sull’Ilm

Weimar e la Bauhaus

La Stadtliche Bauhaus fu una scuola di architettura, arte e design che operò a Weimar dal 1919 sino al 1925. In quell’anno, infatti, si spostò a Dessau per poi raggiungere Berlino nel 1932, dove verrà chiusa l’anno successivo. Il termine Bauhaus, secondo alcuni storici dell’arte, richiama il termine decisamente più comune Bauhütte, ossia capanna per i muratori. Gli oggetti creati all’interno della scuola non erano solo oggetti d’arte ma anche d’artigianato. Questa dualità avrebbe quindi reso il prodotto finito quanto più completo possibile.
L’attuale Bauhaus Universität, ossia l’università della Bauhaus, si trova negli edifici della fu-scuola ma non ospita più questo genere di corsi. Ospita solamente le facoltà di architettura e ingegneria edile, oltre a qualche corso in graphic design.
Il tributo della città di Weimar a questa scuola d’arte è rappresentato dal Bauhaus Museum, un museo di nuova generazione che è stato recentemente rinnovato ed ampliato.

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Il vecchio Bauhausmuseum si trovava in piazza del teatro.

Weimar e la pittura

Pochissimi sanno che a Weimar è possibile ammirare anche la Kranachhaus, ossia la casa di Kranach. Il noto pittore Kranach il vecchio si farà ospitare dal figlio nella sua residenza in Markplatz, cioè la piazza del mercato. Questi, anch’egli pittore, vi si era trasferito con la moglie e i figli poco prima del ritorno del padre in Germania. Uno dei dipinti più celebri di Kranach è esposto nel Duomo di Santa Maria ad Erfurt. All’interno dell’Herderkirche a Weimar, inoltre, è possibile ammirare una pala d’altare realizzata da padre e figlio.

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All’interno della Herderkirche è conservata una pala d’altare, opera di Kranach

Weimar e la musica

Weimar ospitò due compositori di fama ormai mondiale: Johann Sebastian Bach e Franz Liszt.
Il primo trascorse nella città una manciata di anni, senza però ottenere l’incarico di direttore d’orchestra. Bach viaggiò molto in Turingia e in Sassonia, suonando in diverse cittadine quali Lipsia oppure Eisenach. Non sempre, in ogni caso, l’uomo ottenne un responso ed un successo immediato e questo lo portò a spostarsi con frequenza. Un busto poco lontano dal conservatorio ne ricorda i servigi resi alla città di Weimar.
A Franz Liszt, invece, è dedicato il conservatorio in questione, la Musikschule Franz Liszt. Questo è ospitato all’interno del cosiddetto Palazzo del Principe, poco distante dalla Biblioteca di Anna Amalia. Insediatosi nella città nel 1848, Liszt vi compose il poema sinfonico Les Préludes e la sinfonia Der Berg.

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La Franz Liszt Musikschule si trova poco distante dalla piazza del mercato, nel cosiddetto Palazzo del Principe

Weimar secondo me

Weimar è una città molto diversa dalla poco distante Erfurt. Anche il più distratto dei viaggiatori, infatti, noterà le tracce di un passato un poco più recente. L’enorme attenzione della cittadina nei confronti della cultura, poi, è innegabile. Festival che si ripetono ogni anno con grande successo, opere teatrali e concerti sinfonici sono solo alcune delle offerte culturali di questa città.
A questo, poi, si aggiunge l’evidente connotazione storica e l’importanza che Weimar ha avuto soprattutto nella prima metà del secolo scorso. Le vicende che caratterizzarono la Repubblica di Weimar, così come la costruzione del vicino campo di concentramento di Buchenwald, spingono i turisti ed i viaggiatori ad informarsi e a riflettere.
Weimar è una città dai mille volti e dall’aspetto nobile, un luogo pieno di ispirazioni differenti ed in perenne movimento che, ve lo prometto, non vi lascerà indifferenti. Buon viaggio!

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Uno scorcio della bellissima e colorata Marktplatz, ossia la piazza del mercato

13 thoughts on “Weimar e i mille volti della cultura

  1. Anche per me, come per Paola che ha lasciato il commento sopra, Weimar era legata solo alla Repubblica. E invece mi sono dovuta ricredere e ho scoperto che è un luogo che mi piacerebbe davvero visitare. Grazie di averlo illustrato così bene.

    1. Consolati: sei in ottima compagnia! Ho incontrato centinaia di persone che, davvero, non avevano la più pallida idea di cosa ci fosse da vedere a Weimar, né di cosa fosse successo in quella zona. Per fortuna, una volta esplorata la cittadina, si ricredono un po’ tutti 😉

  2. Weimar non l’ho mai visitata ma è da sempre nella mia wishlist delle città tedesche da visitare: ovviamente la famosa Repubblica di Weimar, impazzisco per Kranach, sapevo della sua fama “musicale” e culturale … in poche parole, il mio posto ideale!

  3. Ma sai che non ho mai preso in considerazione Weimar come tappa? Chissà perché, eppure vale davvero la pena fermarsi qualche giorno in questa culla colma di cultura. Interessante spunto per il prossimo road trip!

    1. Weimar, un po’ come Erfurt, viene spesso messa da parte in virtù di tappe più conosciute quali Berlino, Amburgo, Lipsia… è un vero e proprio peccato perché, credimi, si tratta di un vero e proprio tesoro 🙂

  4. Bello!! Mio marito è germanofilo ed è venuto a leggersi il post insieme a me alle mie spalle, tipo condor appollaiato 😀 Mi sta dicendo che la statua di Goethe e Schiller è famosa anche per l’aneddoto secondo il quale il secondo guarda verso il cielo, mentre il primo ha lo sguardo volto al reale di fronte a sé, il che riflette simbolicamente la “tendenza artistica” di ciascuno 😀 In ogni caso non sono mai stata a Weimar, meh!

    1. Io conoscevo solo il “passaggio del testimone” con la corona di alloro, questo aneddoto mi mancava. 😀
      Se mai capitassi in Germania, Weimar val proprio una visita 🙂

  5. Ho visitato Weimar mordi e fuggi con un inter-rail, e mi sono persa tante delle cose che ci hai raccontato così bene. In particolare dal tuo articolo si comprende il fermento culturale che ha animato la città nella sua storia, quel fermento culturale che ho ritrovato in tante città tedesche, ed è per questo che amo tantissimo la Germania.

    1. La Germania ci ricorda della sua cultura ad ogni angolo: musei, targhette, esposizioni, fondazioni… Perdersi in un caleidoscopio di cultura e meraviglia è proprio facile, da quelle parti 😉

  6. Il viaggio che ho fatto a Weimar un paio di anni fa per me è stato come la realizzazione di un sogno: parlo tedesco da quando sono piccola e, al liceo, sognavo di andare a studiare da quelle parti (a Jena). Quando ho visto lo studio di Goethe non volevo credere di essere lì. Gran posto per me la Turingia!

    1. Che coincidenza! Pensa che ho vissuto a Jena per quasi cinque anni, prima di rimettermi in marcia. Weimar, per tutti gli appassionati di letteratura e dello Sturm und Drang è un sogno che si realizza. Anche se sono passati ormai secoli, si ha l’impressione di essere letteralmente circondati dalla cultura. 🙂

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