Workaway: volontariato e viaggio low cost

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Workaway è una piattaforma on-line dove cercare un progetto di volontariato non retribuito (in Italia o all’estero) al quale aderire per una durata di tempo variabile.

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Come funziona, nella pratica, un workway?
Al volontario è richiesto un impegno di 20-25 ore, suddivise generalmente in giornate da 4 o 5 ore. Il resto della giornata può essere sfruttato per esplorare, viaggiare, studiare o semplicemente rilassarsi al parco o in piscina. Questa, però, non è una regola bensì una linea guida: ci sono progetti che richiedono 30 ore di lavoro e sono tenute a specificarlo prima di eventuali accordi tra la struttura (host) e il volontario (volunteer workawayer). Leggete con attenzione quanto scritto sul profilo dell’host che state pensando di contattare, mi raccomando!
Andare all’estero e lavorare gratuitamente?! Ma come faccio a mantenermi?
L’host è obbligato a ricompensare i volontari con una mezza pensione ed un posto letto. A questo si aggiunge, spesso, una serie di alimenti con i quali deve rifornire una dispensa comune. Nel caso otteneste un posto da volontario in un ostello, poi, la struttura è tenuta a pagarvi una piccola somma giornaliera. I costi da sostenere, in entrambi i casi, sono minimi. I workawayer, spesso, utilizzano questa opzione proprio per ridurre i costi di un viaggio alla scoperta dell’Europa o del Sud America. Si tratta, insomma, di una parentesi temporanea e non di un’offerta di lavoro permanente.

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Collaborare con gli altri volontari è fondamentale!

Come faccio ad aggiudicarmi un posto?
Workaway non è un’agenzia, bensì di un portale che mette in comunicazione domanda e offerta. Gli offerenti non vengono controllati e, allo stesso modo, i volontari non sono solitamente tenuti a produrre referenze. Il modo migliore è quello di curare la propria pagina del profilo. Proprio come Linkedin o Xing, anche in questo caso il nostro profilo ci permette di fornire una prima impressione. Occorre, quindi, scrivere una presentazione (in inglese) accattivante e corredarla con delle belle fotografie. Parlando di se stessi, è bene elencare le proprie competenze e quanto si vorrebbe imparare. Elencare il lavoro svolto nel medesimo settore, poi, è un ottimo modo per fare centro.
A questo punto, occorre iniziare a cercare un paio di host con progetti interessanti e controllare abbiano necessità nel periodo in cui vorremmo noi. Una volta fatta una piccola selezione, basterà mettersi in contatto con loro via messaggio. Il testo di questo messaggio è la vostra lettera di presentazione, ergo fate attenzione! Dopo una breve introduzione, avrete modo di poter spiegare perché volete contribuire al progetto e cosa potete offrire loro. Pazienza, voglia di fare, voglia di imparare sono spesso un ottimo modo per iniziare. Potrete anche aggiungere conoscenze pratiche (giardinaggio, bricolage, informatica ad esempio) o esperienze pregresse. A questo punto, basterà inviare il messaggio e aspettare.
Attenzione! Alcuni host ricevono talmente tante richieste che, spesso, non riescono a rispondere a tutti. I rifiuti, allo stesso modo, fanno parte del processo. Voi non scoraggiatevi di fronte al primo „no“ e andate avanti! Vedrete che qualcosa uscirà.

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La vostra lettera di presentazione dovrà essere ben curata. Prendetevi tempo e, in caso, chiedete aiuto!

Chi dovrebbe provare l’esperienza del Workaway?
Chiunque desideri fare un’esperienza di volontariato, imparare o viaggiare contenendo i costi è il benvenuto! Ho visto ragazzi sfruttare l’occasione per scoprire l’Europa un poco alla volta. Ne ho visti altrettanti, poi, decidere di accumulare le quattro settimane di ferie canoniche e buttarsi in un’esperienza nuova. Allo stesso modo, Workaway è un buon modo per fare esperienza in un settore che, in altri paesi, risulta un po’ saturo. Per i volontari, peraltro, non c’è un limite di età: tutti hanno qualcosa da offrire, dalle competenze ad un punto di vista diverso.
Raccomanderesti un Workaway?
Sì, ma non a tutti. Conosco tantissime persone che mai sarebbero disposte a lavorare per una manciata di settimane senza essere pagate. Allo stesso modo, spesso le condizioni dell’alloggio richiedono un po’ di spirito di adattamento. Se non siete disposti a fare compromessi o a condividere il vostro tempo e il vostro spazio, forse, non è la scelta giusta per voi. Per tutti gli altri: fatevi avanti e non ve ne pentirete! Personalmente, credo che lo spirito del Workaway sia riassumibile con quanto dico sempre ai nuovi volontari.

“Lavorate sodo, date il meglio di voi stessi e abbiate voglia di imparare. Cercate di far tesoro di tutte le opportunità che vi sono offerte, piccole e grandi, e siatene grati.”

Lo so, sembro una mamma. Saranno i geni italiani, che volete farci? Italianità o meno, peraltro, mi sembra proprio un ottimo modo per affrontare non solo il Workaway ma anche la vita. Che ne pensate?

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Siate grati per le piccole e per le grandi esperienze che la vita vi offre!

E voi? Mettereste la vita in pausa e partireste per un Workaway? Dove vi piacerebbe andare? Cosa vi piacerebbe imparare?

16 thoughts on “Workaway: volontariato e viaggio low cost

  1. Trovo Workaway un’iniziativa straordinaria e mi piacerebbe davvero provarla in futuro, oltre a permettere di viaggiare amo il fatto che sia anche un’esperienza di crescita personale.

    1. In effetti è un’ottima occasione per imparare cose nuove, non solo per viaggiare limitando i costi. Alcuni “host” lo specificano anche nel loro profilo, soprattutto se vivono in aree meno trafficate o lontano da grandi città. Chi lo sa? Magari prima o poi potrai farci un pensierino pure tu 😉

  2. Ammetto che prima di qualche anno fa non avevo assolutamente idea di cosa fosse Workaway, me ne ha parlato un mio amico che pensava proprio di contattarli per fare un esperienza insieme a loro… ma mica me l’aveva spiegato così bene! Tornassi indietro probabilmente dopo 5 mesi di au pair farei questo!!!

    1. Beh se hai anche solo un paio di settimane sei sempre in tempo! Una volontaria con la quale sono ancora in contatto ha richiesto di fare le quattro settimane di ferie canoniche tutte insieme, in modo da riuscire a partecipare a tre settimane e mezzo di progetto 🙂 Chi lo sa? Magari un giorno ci riesci anche tu, se sei ancora interessata!

  3. Quando ero più giovane non sapevo dell’esistenza di Workaway ma ho trascorso un anno facendo volontariato in Germania grazie al Servizio Volontario Europeo ed è un’esperienza che consiglio di cuore. Passare del tempo all’estero a stretto contatto con le persone è un ottimo modo per immergersi nella cultura di quel posto.

    1. Esatto! Oltre all’evidente crescita a livello umano, entrare a contatto con realtà diverse dalle nostre ce le fa conoscere per quelle che sono. Facendo questo genere di esperienze riusciamo, infatti, a conoscere la cultura di un paese senza i crismi o i fronzoli che un’esperienza di tipo meramente turistico porterebbe, inevitabilmente, con sé.

  4. Questa è una delle esperienze che avrei voluto fare quando avevo più tempo. I miei ricordi del volontariato che ho fatto sono tra i momenti che più mi hanno fatto crescere e lo consiglierei anch’io a chiunque, anche se ora dev’essere ancora più comodo con sistemi come questi. Giro questo workaway a qualche amica che potrebbe essere interessata. Certo l’imprevisto c’è sempre, ma alla fine fa crescere anche quello 🙂

    1. In bocca al lupo alla tua amica, allora! E w gli imprevisti che, come dici anche tu, servono sempre a crescere almeno un pochettino! 😀

    1. Ho amici e conoscenti che approfittano delle ferie per concedersi un’esperienza del genere. Magari un approccio del genere potrebbe fare al caso tuo 🙂

  5. Che esperienza splendida, mi piacerebbe davvero tanto farla ma adesso mi sento un po’ troppo cresciuta per farla…
    Putttoppo ormai ho un bagaglio un po’ troppo pesante e difficile da lasciare
    Comunque complimenti per aver avuto la voglia e il coraggio di fare questa scelta che sicuramente sarà per sempre una parte importante di te!

    1. Ho conosciuto volontar* che a 50 anni hanno deciso di ripartire e altrettanti che a 18 anni non sanno che fare di se stessi… è un panorama decisamente variegato, questo.. 😀

  6. Non conoscevo Workaway ma leggendo il tuo articolo credo davvero che sia un’iniziativa meravigliosa, che aiuta a crescere e a vedere il mondo con occhi diversi. Peccato non averlo scoperto ai tempi dell’università, ora lavorando i giorni di ferie sono sempre troppo pochi, ma chissà, magari in un futuro… 🙂

    1. La crescita personale va di pari passo con lo sviluppo di competenze piccole e grandi, oltre ad essere accompagnata da momenti di condivisione degni di nota. Chi lo sa? Magari in futuro riesci a farci un pensierino.. 😀

  7. Ti ringrazio per questa recensione su questa esperienza di vita che mi piacerebbe provare…. Sono molto giovane ma sto vivendo un brutto periodo che mi ha portata ad allontanarmi non solo dal sociale ma anche da quella forte ambizione che avevo nel realizzare i miei sogni… Viaggiare e vivere all’estero è uno di questi, ovviamente, e provare un’esperienza di volontariato altrettanto. Purtroppo vivo in un paesino dove, probabilmente senza cattiveria…la maggior parte, ti demoralizzano mettendoti in guardia sui troppi rischi che correresti e su quanto siano fin troppo impossibile i miei sogni… Lì per lì non dò retta a certi commenti ma poi mi lascio prendere dal panico e da questa condizione di apatia che mi accompagna e lascio perdere. È dura avere certi ideali e certi progetti ma lasciar perdere perché pensi di non aver i mezzi e qualità necessarie per farli….vorrei lavorare e vivere all’estero, vorrei viaggiare per entrare in contatto con nuove culture, tradizioni, vorrei poter vivere esperienze diverse e dinamiche e sorriderne da anziana per aver vissuto in pieno e non sopravvissuto. Non ho idee ben precise e spesso questo viene visto come un difetto ma pensandoci, ora, il mio essere spesso “camaleontica” e “sognatrice” mi protegge dalla cupa realtà in cui vivo.

    Ps: grazie ancora per le tue parole e per il tuo blog, in un pomeriggio ho letto una bella fetta dei tuoi post, sognando di vivere come te al più presto.

    Una insaziabile (di vita) ventiduenne.

    1. Un grosso abbraccio, innanzitutto!
      Un’esperienza del genere serve anche a questo: a scrostare tutti i “non ce la puoi fare, non fidarti, fai attenzione” del caso e a ridarci un po’ di fiducia in noi stessi e negli altri. Sono certa che anche tu possa fare grandi cose ergo sarò ben lieta di imamginarti in marcia, pronta a realizzare l’ennesimo sogno!

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