Zaino: odi et amo

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A settembre sono partita con uno zaino sulle spalle e niente altro. È stata una scelta che ho preso seguendo l’istinto, senza pensarci troppo. Ero certa fosse la soluzione migliore per inaugurare il mio personalissimo downsizing che, a proprio modo, è stato anche un po’ un reset.
Scegliere di partire con uno zaino sulle spalle, allo stesso modo, mi ha fatto realizzare un paio di cose che, da backpacker della domenica, avevo in qualche modo sottovalutato.
Ecco, insomma, gli aspetti meno piacevoli dell’avere uno zaino sulle spalle e la ragione per la quale, nonostante tutto, è il modo migliore per viaggiare. Le nostre avventure, infatti, vanno ben al di là della copertina patinata dell’ultimo libro scritto dal travel blogger del momento.

  • È pesante: nonostante uno porti lo stretto indispensabile, a volte 12-15 kg sulle spalle si fanno sentire, soprattutto quando si tratta di sollevarlo da terra. Altre volte, invece, quei kg di troppo vi aiuteranno a rimanere con i piedi ben piantati a terra. Quando il bus inchioda per far passare un animale distratto, credetemi, sarete grati del peso del vostro zaino.
  • È scomodo: in alcuni casi muoversi con uno zaino vi sarà di grande aiuto. Un esempio? Se il vostro traghetto si ferma a un paio di metri dal bagnasciuga e vi tocca fare il resto a piedi. In altri vi sarà d’impaccio e sedervi senza toglierselo dalle spalle non sarà un’opzione contemplabile. Scendere da un treno affollato, sedersi in autobus oppure muoversi per vicoli stretti, a volte, è più difficile di quanto non sembra.
  • È umidiccio: camminare anche solo un’ora sotto il sole con uno zaino sulle spalle significa uscirne, nella migliore delle ipotesi, con la schiena fradicia. La maglia vi si appiccicherà nemmeno fosse una seconda pelle. La soluzione, per fortuna, è a portata di doccia.

Ma allora perché muoversi con uno zaino da montagna in spalla, quando l’alternativa è piccola, compatta e ha almeno due ruote?
C’è qualcosa di magico e bellissimo nel farlo, credetemi. Qualcosa che ti fa dimenticare i lividi alle spalle, i graffi sulle scapole, i muscoli indolenziti e persino le docce di sudore. È la consapevolezza di viaggiare leggeri. Non solo fisicamente ma anche „spiritualmente“. È l’aspetto meditativo che ci porta ad essere coscienti di tutto ciò che portiamo con noi e, con un po’ di buona fortuna, a renderci conto di quanto alcune cose siano superflue. È il sorriso di un’altra ragazza che, con uno zaino più grande di lei, sale le scale ripide dell’ostello prima di rendersi conto che, senza il tuo aiuto, non riuscirà a passare attraverso la stretta porta in legno. È la comprensione di chi si offre di prendere dell’acqua anche per te, in modo che tu possa tener d’occhio gli zaini di entrambi oppure di coloro che, vedendoti arrivare, liberano un posto per te e un angolino anche per il tuo bagaglio.

Il tutto persino quando la compagnia aerea del caso si è dimenticata i bagagli dell’intero volo all’adiaccio mentre questo ultimo era posticipato di un paio d’ore, lasciandoti con magliette fradicie e, ironia della sorte, maglioncini in perfetto stato. Proprio a dimostrazione che chi ha il pane, spesso, è sfornito di denti.

10 Responses

    • Hopelesswanderer

      Soprattutto quando le scale mobili della stazione principale di una certa capitale tedesca sono rotte e l’unica alternativa sono tre piani di scale al trotto con una valigia di proporzioni epiche. Ovviamente non parlo per esperienza… 😉

  1. Serena Proietti Colonna

    Ciao, mi piace molto questa tua “dichiarazione d’amore” allo zaino. Io sono una backpacker e sì, hai ragione! Lo zaino ogni tanto è pesante, scomodo ed umidiccio, ma allo stesso tempo dona un gran senso di libertà che un trolley non dà nemmeno lontanamente! Con lo zaino è come se la sensazione di avventura e quella di poter contare su te stessa con le solo 4 cose che hai dentro (perché, giustamente, si cerca di viaggiare leggeri)siano più vere e più forti! Io ormai viaggio solo zaino in spalla! Finché la schiena regge quell’aggeggio sarà sempre il mio migliore amico! 🙂

    • Hopelesswanderer

      Esatto! Hai centrato benissimo il punto! Dello zaino amo proprio (anche) questa funzione “meditativa”: portiamo addosso tutto ciò che ci occorre e possiamo riflettere sul suo peso e sulla nostra impronta, spesso troppo pesante, su questa terra. Sinché spalle e schiena reggono, insomma, si parte zaino in spalla! 😉

  2. Selene

    Una volta abbiamo provato anche noi ma arrivati in albergo avevamo le spalle distrutte ci siamo guardati io e il mio ragazzo e ci siamo detti mai più

    • Hopelesswanderer

      Suppongo sia questione di abitudine… se uno si trova meglio con le valigie o i borsoni ben venga.. io ormai non sono proprio più abituata! *facepalm*

  3. Alessandra

    Io in viaggio uso trolley e zaino, ma i miei non sono viaggi avventurosi… Però uso tutti i giorni uno zainetto anziché la borsa. É molto più capiente e lascia le mani libere!

    • Hopelesswanderer

      Io, ormai, con la borsa non riesco più a muovermi…sono talmente abituata allo zaino che mi sento goffa e ho il terrore mi venga sfilata, si rompa, succeda un qualche cataclisma.. :O Il trolley, dopo anni di viaggi in città piene di porfido, lo uso solo per i WE dell’ultimo minuto, quando si salta in macchina all’avventura. 😉

  4. Silvia The Food Traveler

    Io mi sono “convertita” allo zaino un paio di anni fa, dopo essere stata costretta a fare quattro chilometri a piedi trascinando un trolley e una bicicletta, con le ballerine ai piedi e 30 gradi. Se quella volta avessi avuto uno zaino sarei saltata in sella alla bici e non mi sarei accorta di nulla.
    Comunque al di là dei risvolti pratici, come dici tu è anche una mossa “spirituale” che nel mio caso mi ha permesso di eliminare tantissime cose superflue quando viaggio.
    Buon weekend ❤️

    • Hopelesswanderer

      Esatto! Eliminare le cose superflue è il miglior modo, secondo me, di godersi ogni viaggio al 100%!
      (quattro km in ballerine e trolley? povera te…)

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